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venerdì, novembre 13, 2009

Figlio di Shah chiede disobbedienza civile in Iran


Il principe ereditario dell'Iran sostiene una campagna di "disobbedienza civile e senza violenza" per rovesciare il governo di Teheran ed ha sollecitato il sostegno occidentale ad aiutare gli iraniani ma mette in guardia contro ogni intervento armato.

"Non ci sarà cambiamento senza il sostegno straniero, ma non vedo come la occupazione possa mai essere legittima."
Il figlio dello Scià ha aggiunto: "Il cambiamento deve venire in Iran con disobbedienza civile e senza violenza. Non possiamo avere il cambiamento a tutti i costi ... ciò accadrà solo con la volontà del popolo".

Pahlavi lasciò l'Iran un anno prima che suo padre, Shah Mohammad Reza, fu espulso durante la rivoluzione islamica del 1979, e ha vissuto negli Stati Uniti dal 1984.

Al Telegraph ha detto che ci sono state molte proteste per le strade di Teheran, cioè esistono gli ingredienti per il cambiamento, si è raggiunto quasi il punto di ebollizione, nonostante i tentativi del regime di reprimerle.

Ed egli ha sostenuto che solo la pressione interna avrebbe bloccato il presidente Mahmoud Ahmadinejad sul programma nucleare iraniano, tanto temuto dalle potenze occidentali perchè permetterebbe la realizzazione di armi nucleari.

Tuttavia, ha detto che la comunità internazionale deve mostrare il suo sostegno ai manifestanti che sfidano il regime di Ahmadinejad.
"Se si sventola cartelli in lingua inglese per le strade di Teheran non è per dimostrare le proprie competenze linguistiche, è per lasciare un messaggio al mondo esterno", ha detto.

Il Principe ha detto che se le sanzioni Onu non possono essere accettate, le sanzioni multilaterali devono essere imposti, aggiungendo: "Abbiamo bisogno di sanzioni intelligenti per indebolire il regime e il suo apparato senza danneggiare il popolo iraniano".

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Shah's son backs civil disobedience in Iran

giovedì, novembre 12, 2009

I Principi delle Asturie sono in India

Il Principe e la Principessa delle Asturie sono arrivati a New Delhi.
Hanno reso omaggio al Gandhi Memorial a Rajghat e poi hanno inaugurato l'Istituto Cervantes, una scuola finanziata dal governo spagnolo per l'insegnamento della lingua e della cultura spagnola. Durante l'inaugurazione, Felipe e Letizia sono stati intrattenuti da un ballerino tradizionale indiana.

In seguito hanno visitato il mausoleo dell'eroe dell'India, il Mahatma Gandhi.

La sera sono stati ospiti del presidente dell'India per la cena presso il palazzo presidenziale a Nuova Delhi.

I Principi sono in visita ufficiale di tre giorni in India per migliorare i rapporti bilaterali tra i due paesi.
Il breve viaggio in India si è conclusa con un ricevimento dei cittadini spagnoli residenti a New Delhi.

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India Seeks Closer Ties with Spain

Re Alberto II commemora l'Armistizio


Per il 91° anniversario della fine della prima guerra mondiale, i leader nazionali stanno ricordando la guerra che cambiò il corso della storia.

Il Belgio è stato luogo di alcune delle battaglie più sanguinose della prima guerra mondiale, e Re Albert II ha commemorato coloro che sono morti, posando una corona di fiori alla tomba del Milite Ignoto a Bruxelles .

A 11 ci sono stati due minuti di silenzio per ricordare l'ora esatta della fine della guerra nel 1918.

Sua Maestà ha parlato con i veterani e li ha ringraziato ancora una volta per i loro grandi sacrifici. Egli ha anche sottolineato quanto sia importante ricordare tutti gli eroi che hanno dato la loro vita durante la prima guerra mondiale e di preservare la loro memoria.

Re di Giordania a Londra

Re Abdullah II con Gordon Brown

Re Abdullah di Giordania ha avuto colloqui con il primo ministro britannico Gordon Brown al numero 10 di Downing Street, a Londra.
10 novembre 2009

martedì, novembre 10, 2009

Alessandro visita la tomba di Re Peter II

Principe Alessandro visita la tomba di Re Peter II

Il principe ereditario serbo Alexander II, insieme con la moglie, la principessa reale Katherine, ed i principi Pietro, Filippo e Alessandro hanno visitato la tomba del defunto re Peter II di Jugoslavia, che è sepolto al Monastero di San Sava Libertyville, Illinois.

Re Peter II è l'unico Re (straniero) sepolto negli Stati Uniti.
Ci sono piani per rimpatriare i resti del re di Serbia per la sepoltura presso il mausoleo reale in Oplenac.




Il Principe reale Alexander II, nato in esilio a Londra durante la seconda guerra mondiale, è l'unico figlio di re Peter II. I tre principi sono nipoti del defunto re.

Remembrance Day del Regno Unito

La Famiglia Reale britannica, guidata dalla regina Elisabetta e il Duca di Edimburgo, ha ricordato i morti della guerra del Regno Unito nell'annuale cerimonia “Remembrance Day” a Centopah a Whitehall.
Remembrance Sunday

Esattamente alle ore 11, sono stati osservati due minuti di silenzio in memoria di coloro che sono morti per la Regina (come pure per il Re) e per il Paese. In seguito la Regina e il Duca hanno deposto una corona commemorativa di papaveri, il Prince William e Harry hanno rappresentato il principe di Galles, che è attualmente in visita ufficiale in Canada.
Altre corone sono stati presentati dal duca di York, il conte di Wessex, la Royal Princess e il Duca di Kent, nonché eminenti politici britannici.

La prima Giornata memoria è stata istituita da Re George V il 7 novembre 1919 per ricordare i sacrifici di coloro che sono morti nella Prima Guerra Mondiale, ma ora Remembrance Day rende omaggio ai membri di tutti i conflitti dalla prima guerra mondiale fino ai conflitti in Afghanistan dei giorni nostri.
La Giornata di quest'anno verrà ricordato come la prima cerimonia senza alcun superstite dei veterani della prima guerra mondiale, infatti nel corso dell'ultimo anno si sono spenti Henry Allingham, Harry Patch e Bill Stone.

Quest'anno, come negli anni passati, si sono stati messi i papaveri nel campo della Memoria, che si trova presso l'Abbazia di Westminster, per ricordare le persone uccise dalla guerra. Durante la prima guerra mondiale, i papaveri fiorirono in alcuni dei campi di battaglia d'Europa. Tradizionalmente dal 1 novembre fino al giorno dell'Armistizio, i britannici portano piccoli papaveri rossi venduti dal Royal British Legion. I fondi raccolti dalla vendita dei papaveri sostengono i militari feriti e loro donne e famiglie così come le famiglie delle persone uccise durante il servizio attivo.

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Nation unites to remember fallen

domenica, novembre 08, 2009

Il Muro di Berlino in Italia


Il muro di Berlino fu eretto dal regime comunista della Germania Est per separare Berlino Ovest da Berlino Est. La costruzione iniziò il 13 agosto 1961 e cadde il 9 novembre 1989, e durante quest'anni centinaia di persone furono uccise dalle guardie comunisti.
La caduta del muro di Berlino permise la riunificazione tedesca che fu formalmente conclusa il 3 ottobre 1990.

In occasione di questa giornata, la Legge 15 Aprile 2005 n° 61, ha istituito il Giorno della Libertà, evento simbolo per la liberazione di Paesi oppressi e auspicio di democrazia per le popolazioni tuttora soggette al totalitarismo.

In Italia però la caduta del muro di Berlino, e quindi la fine dell'oppressione comunista, è una ricorrenza molto scomoda per la repubblica italiana.
Il motivo è che la costituzione repubblicana è stata scritta anche dai comunisti e perciò la commemorazione della caduta del comunismo urta la suscettibilità della sinistra, la quale è formata per la maggior parte dagli eredi del PCI o post comunisti..

Nononostante l'importanza epocale dell'evento - che portò alla fine della ideologia comunista - sembra che si sia perso, in Italia, il vero significato della caduta del muro di Berlino, nel senso che si commemora la caduta del muro dimenticando chi lo volle costruire, insomma l'ideologia comunista è diventata un fantasma.
Caduto il muro di Berlino la sinistra italiana non ha più identità, un animale senza scheletro, un contenitore vuoto lontano dalla realtà.

In Italia il muro di berlino crollerà completamente quando finalmente ci sarà un'altra Costituzione non più influenzata da ideologie.

sabato, novembre 07, 2009

Re Marocco e Clinton

Re Mohammed VI, accompagnato da suo fratello il principe Moulay Rachid, ha ricevuto nella città meridionale di Ouarzazate, il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton.
2 novembre 2009

Durante l'udienza il Re ha salutato la tradizionale collaborazione strategica tra i due paesi, in particolare per il dialogo politico, legami economici e il rafforzamento della cooperazione per promuovere la pace e la sicurezza.
Il monarca ha espresso anche l'impegno a promuovere gli importanti risultati conseguiti con il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama e ha espresso il suo alto apprezzamento per il ruolo costruttivo al dialogo e al rispetto reciproco.

La signora Clinton, il Re e Moulay Rachid hanno partecipato alla cerimonia di presentazione del progetto marocchino di utilizzare l'energia solare di circa nove miliardi di dollari, questo progetto ha l'ambizioso obiettivo di raggiungere una capacità di 2.000 megawatt entro il 2020.
I cinque siti individuati per il progetto sono Ouarzazate, Ain BNI Mathar, Foum AlOued, Boujdour e Sebkhat Tah.

Il Segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, era arrivata domenica a Marrakech per partecipare alla 6° riunione ministeriale del Forum per il Futuro del 2-3 novembre 2009.

Principe William in Australia e New Zeland


L’Ufficio del Principe William ha annunciato la visita ufficiale in Nuova Zelanda, dove rappresenterà la regina in occasione dell'apertura del nuovo edificio della Corte Suprema.
Nella capitale Auckland, William intraprenderà ulteriori impegni.

William ha già effettuato numerosi impegni, ma col viaggio di gennaio a Wellington e Auckland è la prima volta che William agisca in nome di sua nonna, Queen Elizabeth II.

In seguito il principe andrà anche in Australia.
Il Principe è stato invitato dal governo "per cominciare a conoscere l'Australia e la sua gente e rafforzare gli stretti legami della famiglia reale con l'Australia".
L’unica precedente visita di William in Australia è del 1983, quando all’età di tra 9 mesi accompagnò il tour ufficiale di sua madre e padre.

giovedì, novembre 05, 2009

Crocefisso, Europa, repubblica

La Corte europea dei diritti dell'uomo ha stabilito che: “il crocefisso nelle aule scolastiche è una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni e una violazione alla libertà di religione degli alunni”.

Primo punto
L’Europa è culturalmente e storicamente fondata su radici cristiane quindi il crocefisso è soprattutto la nostra identità culturale e sociale.
E’ parte di noi, non solo religiosamente, ma anche culturalmente e quindi cancellare le radici, rappresentati anche dal crocefisso nelle scuole, è come rinnegare chi siamo.

D'altronde non è una novità che uno degli obiettivi della UE sia quello di cancellare le radici cristiane dell'Europa, già nella stesura della Costituzione europea aveva evitato di menzionare le nostre radici cristiane.

Secondo punto
Stupisce e, ancora di più è preoccupante, registrare che la sentenza arrivi da una anonima corte di giustizia europea in seguito ad una richiesta sollevata da una cittadina italiana che nel 2002 chiese all'istituto statale, frequentato dai suoi figli, di togliere i crocifissi dalle aule.

Da questa sentenza, molto discutibile, si desume l’assoluta arroganza della oligarchia europea, ed è scandaloso che una semplice sentenza giuridica possa cancellare l’identità di una civiltà e per di più da una nomenklatura anonima europea, non votata e non conosciuta da nessuno.
L’UE vuole imporre il proprio volere ai cittadini. Fermiamola!

Terzo punto
Questa imposizione non è laicità, non garantisce la pari dignità dei cittadini senza differenza di religione, ma è propugnare l’ateismo di Stato, insegnare ai ragazzi che si deve credere in nulla, impedire la difesa della propria identità.

La laicità non significa negare la propria identità, non significa reprimere e sopprimere la volontà della maggioranza degli italiani e la loro fede religiosa.
Laicità significa semplicemente rispettare i cittadini che hanno una fede diversa.

Quarto punto
Inoltre questa sentenza della Corte Europea è in palese contrasto con i nostri principi costituzionali. La prima parte della Costituzione riconosce la particolare posizione della cattolicesimo nella nostra società.
Infatti la repubblica italiana non è uno Stato laico, ma concordatario, come sancito dall’articolo 7 della Costituzione.

Questo è un'altra dimostrazione dell’arroganza della nomenklatura dell’UE che non tiene conto delle costituzioni dei membri.

Quinto punto
Il “pluralismo” dovrebbe essere soprattutto applicato in ambito politico e non solo in quello religioso e culturale.

Se il crocifisso è così scandaloso nelle scuole allora, in base alla stesso principio della libertà, in difesa delle convinzioni di ciascun cittadino, si dovrebbe cancellare le foto del presidente della repubblica esposte in tutti gli edifici pubblici.

Infatti tutti i presidente della repubblica sono politici che appartengono ad un partito, quindi le loro foto negli edifici pubblici sarebbero un continuo spot politico a favore del partito di riferimento del presidente che condizionerebbe le idee dei cittadini.

Sesto punto
Per la sentenza UE il crocefisso nelle scuole viola il diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni e viola la libertà di religione degli alunni.
Allora, con lo stesso ragionamento, le foto del presidente della repubblica negli edifici pubblici, essendo fortemente associate al repubblicanesimo, condizionerebbero l'educazione e le convinzioni dei cittadini e alterebbero la libertà politica.
Le immagine fotografiche del presidente della repubblica sarebbe l’icona della repubblica, strumento della propaganda repubblicana, che inoltre sarebbero un insulto nei confronti dei monarchici.

Visto che l’UE non ha tenuto conto dei principi costituzionali italiani (concordato e l’articolo 7 della Costituzione), l’UE dovrebbe chiedere all’Italia di togliere l’immagine fotografica del presidente della repubblica.
Mi aspetto che i laici, che hanno appreso con soddisfazione la sentenza, condividano l’idea di cancellare le foto del presidente della repubblica dagli edifici pubblici.

Settimo punto
Il crocifisso è anche il simbolo della storia e della cultura europea (potrebbe dare fastidio a qualcuno ma è così) mentre la foto del presidente della repubblica non rappresenta la storia e l’identità del Paese.
Infatti l’Italia nacque nel 1861 grazie all’opera di Casa Savoia,
il Risorgimento fu un fenomeno monarchico, il primo stato unitario fu quello del Regno d’Italia e solo poche decine di anni fa la identità dell'Italia era rappresentata dai Re d’Italia.

Quindi se si cancella il crocefisso, simbolo davvero delle radici europee, a maggior ragione si dovrebbe cancellare le foto del presidente della repubblica che hanno una valenza molto ma molto minore.

Ottavo punto
Tra i i diritti umani violati si dovrebbe includere l’Articolo 139 della costituzione italiana che impedisce agli italiani di decidere quale sistema istituzione debba regolare il nostro Paese.
Tale articolo, oltre che antidemocratico, è offensivo nei confronti degli italiani che non possono né devono subire il vincolante pensiero di chi le ha imposte precedentemente.

Con l'Art. 139 la repubblica italiana, oltre non rispettare le volontà degli italiani, non rispetta le numerose monarchie che ci sono in Europa.

Nono punto
Il repubblicanesimo genericamente è l'ideologia di una nazione governata da una repubblica ma in Italia è diventato una religione laica.
Infatti l'art.139 - la repubblica non può essere oggetto di revisione costituzionale - ha trasformato la repubblica in dogma e lo dimostrano anche alcune affermazioni come quella di Ciampi quando osò affermare che la Costituzione repubblicana è la Bibbia Civile.

Per la Libertà si deve reagire all'oligarchia europea ed al repubblicanesimo italiano!

Re Bhumibol appare in pubblico


Re Bhumibol Adulyadej ha fatto un'altra apparizione pubblica per osservare una festa tradizionale all'ospedale Siriraj, dove è ricoverato da oltre un mese.

Da quando è in ospedale, 19 settembre, il popolo della Thailandia segue nervosamente le notizie di salute del Re Bhumibol.
Questa ultima apparizione ha sollevato i tailandesi in quanto dimostra che il loro re è ancora in buona salute.

Come la televisione nazionale ha mostrato, re Bhumibol accende una Krathong per la festa Loy Krathong.
Un aiutante pone il Krathong sul fiume mentre la regina Sirikit, il principe ereditario Maha Vajiralongkorn e gli altri membri della famiglia reale visitano la cerimonia. Loy Krathong è un vassoio a forma di loto che deve essere posato sul fiume Chao Phraya.

Fuori dall'ospedale, migliaia di sostenitori hanno scattato fotografie del loro amato sovrano.

Dal momento che le notizie di salute del re sono un argomento delicato, tutte le informazioni false potrebbero portare ad un arresto.

Carlo e Camilla visitano il Canada

Il Principe di Galles e la duchessa di Cornovaglia sono in Canada per una visita di 10 giorni.
2 novembre 2009
The Prince Of Wales And Duchess Of Cornwall Visit Canada - Day 1

La coppia è arrivata a Terranova e sono stati accolti dal governatore generale Michaelle Jean e dal Primo Ministro Stephen Harper.
E' la 15° volta che il principe Carlo visita il Canada, invece Camilla è la prima volta, nonostante abbia degli antenati canadesi.

Nel secondo giorno della visita in Canada, il Principe di Galles e la duchessa di Cornovaglia hanno visitato la città storica di Brigus St. John's.

La duchessa di Cornovaglia discende da un primo ministro, Sir Alan Macnab, e costruttore del castello Dundurn a Hamilton, Ontario. I principi reali sono attesi a visitare il castello.
"Siamo entrambi curiosi di scoprire le radici della famiglia e di vedere la casa dei suoi antenati" ha detto il principe Carlo.

Link
the Official Royal Visit 2009

Prince Charles introduces Camilla to Canada

Prince Charles, Camilla visit Hamilton's Dundurn Castle

Royals tour historic N.L. sites

Famiglia Reale Olandese in Messico


La Regina Beatrix, il principe Willem-Alexander e la Principessa Máxima sono andati in Messico per una visita di Stato di quattro giorni.
2 novembre 2009

Sono accompagnati da Maxime Verhagen, il ministro degli Affari Esteri e Maria van der Hoeven, ministro degli Affari economici.

I reali sono stati accolti dal presidente messicano Felipe Calderon. Subito dopo il suo arrivo, la regina Beatrice ha deposto una corona presso l'Altare della Patria.

Dopo aver cambiato gli abiti, i reali sono stati ricevuti dal presidente nel palazzo presidenziale, dove la regina Beatrice ha avuto un colloquio personale con lui.

Nel pomeriggio i reali olandesi hanno preso parte a una tavola rotonda con i dirigenti d'azienda olandese che cercano di investire in Messico.
Alla fine della giornata, la società ha inoltre visitato il Senato messicano.

Per chi conosce l'olandese, ecco il discorso della regina.
Toespraak van de Koningin bij het staatsbanket ter gelegenheid van het staatsbezoek aan Mexico, 3 november 2009

mercoledì, novembre 04, 2009

Regina di Giordania, SOS Children's Villages


Nell'ambasciata austriaca di Washington, Queen Noor di Giordania ha premiato il gruppo Johnson & Johnson per la sua azione sociale e sostegno al "SOS Children's Villages", un'organizzazione internazionale non-governativa di sviluppo sociale che è attiva nel campo dei diritti dei bambini e si impegna per i bisogni dei bambini.

Durante il ricevimento offerto dall'Ambasciatore d'Austria, Dr. Christian Prosl, per celebrare il 60° anniversario dell'organizzazione, la regina ha condiviso le sue esperienze con "SOS Children's Villages" in Giordania.

Queen Noor Al Hussein, presidente onorario di SOS Children's Village Association di Giordania e membro onorario della Assemblea generale della SOS-Kinderdorf International.

Link
sos-childrensvillages.org

Her Majesty Queen Noor Attends SOS Children's Villages 60th Anniversary Celebration

Il re del Marocco incontra Hillary Clinton

A Ouarzazate, il re del Marocco ha incontrato il segretario di stato degli Stati Uniti d'America Hillary Clinton.

martedì, novembre 03, 2009

Sovrani a Abu Dhabi per il Grand Prix di F1

F1 Grand Prix of Abu Dhabi - Race

Diversi sovrani appassionati di sport sono andati ad Abu Dhabi per la gara del Gran Premio Formula 1 nel circuito Yas Marina.

Teste coronate d'Europa e del Medio Oriente, erano lì non solo per tifare i piloti, ma per congratularsi con gli Emirati Arabi Uniti del circuito, descritto come una fonte di orgoglio per gli Emirati Arabi Uniti.
Infatti l'organizzazione e gli impianti del sito dimostrano la capacità degli Emirati Arabi Uniti e che la capitale Abu Dhabi può ospitare grandi eventi sportivi.

Re Abdullah II di Giordania, re del Bahrein Hamad, re di Spagna Juan Carlos e re Carl XVI Gustaf di Svezia erano a vedere la gara.
Il re del Bahrain ha espresso la speranza che questo circuito possa spingere lo sport in Medio Oriente.

Re Juan Carlos di Spagna è stato visto chiacchierare con i piloti, tra i quali lo spagnolo Fernando Alonso e Jaime Alguersuari.

Il vincitore di questa gara è stata Sebastian Vettel della Germania.

Link
Abu Dhabi, vince Vettel. Ferrari, che flop

Re Abdullah incontra il leader Palestinese

Il Re di Giordania Abdullah ha incontrato il presidente palestinese Mahmoud Abbas, ad Amman.
1 novembre 2009

Il re ha avuto anche colloqui con l'inviato statunitense per la pace nel Medio Oriente, George Mitchell.

Link
King discusses emerging obstacles to peace with Abbas, Mitchell

4 novembre


Vittorio Emanuele III portava alla vittoria l’Italia e si raggiunse il compimento del Risorgimento.

Il 7 ed il 10 novembre, Re Vittorio Emanuele III si recò rispettivamente a Trento ed a Trieste, entusiasticamente accolto dalle popolazioni deliranti per l’avvenuta redenzione.

Per la vittoria fu essenziale l’opera silenziosa e tenace di Vittorio Emanuele III che solleva il morale dell'Esercito e che divenne il simbolo vivente della Patria.

Le doti del Sovrano emersero l’8 novembre 1917 al Convegno di Peschiera, allorché seppe esporre il proprio punto di vista: la difesa della linea del Piave senza ulteriori arretramenti.
Da quel momento la direzione della guerra ritornò nelle mani del Re e tutti gli Italiani si strinsero attorno a Casa Savoia.

Fermato il nemico, a ottobre l’Italia scatenò l’offensiva finale (Vittorio Veneto) che portò all’annientamento dell’esercito austriaco.

Purtroppo la repubblica italiana, per sminuire l'importanza della guida di Re Vittorio Emanuele III alla vittoria, è addirittura arrivata al punto di considerare la prima guerra mondiale "un massacro", una "vittoria militare" che portò al fascismo, ad altre guerre e morti.
Solo propaganda repubblicana.

Questa festa ci appartiene, fa parte della memoria del Paese, attraverso questa Guerra gli italiani si sono finalmente sentiti uniti, la vittoria trasformò un paese appena unito in una vera e propria nazione.

Link
In questo video si ascolta il Bollettino della Vittoria 4 Novembre 1918 dalla voce del Generale Armando Diaz.

lunedì, novembre 02, 2009

repubblica presidenziale afgana


A cause delle frodi elettorali su grande scala avvenute nel primo turno delle presidenziali e per timore di ulteriori brogli, Abdullah ha deciso di ritirarsi dal ballottaggio delle presidenziali del 7 novembre .
In una conferenza stampa a Kabul, ha affermato : “Le mie richieste sono state respinte, ora un’elezione trasparente è impossibile”.
Peraltro Abdullah non ha chiesto ai propri sostenitori di boicottare il voto, li ha lasciati liberi di decidere se recarsi o no alle urne e vietando loro di organizzare manifestazioni di piazza.

Questo ritiro pone un serio problema di legittimità per il governo del presidente uscente, Karzai, ma anche dimostra quanto sia fragile ed ingannevole il sistema repubblicano presidenziale.

La repubblica afgana si trova di fronte a un totale fallimento:
1) se il ballottaggio non dovesse tenersi e dalla luce delle numerose frodi (il 25% dei voti annullati) del primo turno elettorale Abdullah potrebbe rifiutarsi di riconoscere l’autorità del presidente;
2)è probabile che la partecipazione al secondo turno sia talmente bassa da inficiare comunque la legittimità del voto;
3)l’unica investitura ricevuta da Karzai, rimasta sarebbe i brogli del primo turno elettorale.

Inoltre il ritiro di uno dei candidati non era stato previsto e quindi a rigore di Costituzione afgana, il ballottaggio dovrebbe tenersi comunque, sulla pelle dei poveri afgani che andranno alle urne quasi inutilmente e con il rischio addirittura di essere uccisi dai talebani.
In questa esplosiva situazione, i talebani sono i maggiori beneficiati dall’attuale crisi politica, che intanto sono tornati a minacciare chi parteciperà a ballottaggio presidenziale in Afghanistan.
Incuranti del ritiro del candidato Abdullah dalla corsa elettorale i fondamentalisti hanno lanciato l’intimazione : «Non permetteremo un pacifico secondo turno, aumenteremo gli attacchi e faremo in modo che le elezioni si trasformino in un fallimento».

La repubblica afgana gode di scarsissima legittimità.
Tra parentesi il fratello di Karzai è accusato di essere, contemporaneamente, un narcotrafficante e sul libro paga della Cia !!

Anche a livello internazionale la situazione afgana sfiora ormai il disastro, anche Casa Bianca non sa cosa fare, ed in queste condizioni viene spontaneo chiedere cosa servono tutti quei soldati inviati in Afghanistan se non riescono a garantire le elezioni.

Come è già scritto, la Costituzione afgana non lascia spazio a soluzioni alternative che non siano quella di far svolgere comunque un secondo turno, nonostante fosse stata proposta anche la celebrazione di una nuova Loya Jirga con la partecipazione anche dei talebani più moderati.
Ebbene adesso la Commissione elettorale è andata contro la costituzione, che obbligava andare al voto, ed ha annullato il ballottaggio proclamando presidente della repubblica Karzai.

Anche l'ONU ha accettato quasi con soddisfazione la scelta del governo afgano perché temeva ulteriori attacchi suicidi, dopo quello della scorsa settimana a Kabul che aveva provocato la morte di cinque dipendenti stranieri dell'ONU.

I sostenitori della repubblica affermano che il pregio della repubblica è che il popolo, attraverso le elezioni, può scegliere il presidente.
A parte il fatto che il popolo può solo scegliere i candidati imposti dai partiti, la proclamazione di Karzai come presidente della repubblica senza voti fa scalpore, perché annulla il punto più qualificante della repubblica, e cioé l’elezioni.

Di fatto la repubblica ha cancellato la sovranità popolare, ed è davvero scandaloso che nessuno sottolinei questo.
Quando finirà l’ipocrisia repubblicana?

Un altro pasticcio repubblicano, in salsa afgana, è stato confezionato, l’esito finale era inutile anzi dannoso e quindi la nomenklatura ha annullato le elezioni ed ha proclamato Karzai vincitore delle elezioni presidenziali e considerato capo di Stato eletto.
Con arroganza addirittura si aggiunge l’aggettivo “eletto” ad un presidente che non è stato votato!

Di fronte a quello che avviene in afganistan si dovrebbe concludere che la repubblica presidenziale è un fallimento....
In realtà il presidenzialismo, applicato negli Stati Uniti e considerato da molti il modello da seguire, non garantisce la “democrazia” ma piuttosto è un modo con il quale l’oligarchia repubblicana cerca di raggiungere la legittimazione per mantenere il Potere.

Contro il pasticcio della repubblica presidenziale
Esiste però un altro sistema che almeno é in grado di limitare i gravi problemi che possono arrivare dalle elezioni: la monarchia costituzionale!
Infatti in una monarchia il capo di stato non dipende dalle elezioni e non appartiene alla oligarchia della classe politica.
Se, ad esempio, in Afghanistan ci fosse un Re adesso, nonostante il fallimento delle elezioni, il popolo avrebbe ancora il capo di stato come punto di riferimento.
Inoltre di sicuro le elezioni si svolgerebbero in maniera normale in quanto il sovrano garantirebbe la continuità dello stato.

La situazione afgana evidenzia che in una repubblica la lotta tra i candidati alimenta lo scontro tra la popolazione che può deligittimare anche il capo di stato.
In una repubblica lo scontro politico coinvolge anche il capo di stato, che invece dovrebbe essere al di sopra delle parti.

Adesso gli afgani avranno un presidente della repubblica eletto senza elezioni, considerato legittimo dalla nomenklatura e dagli stranieri che lo hanno invaso.
Dov'è la sovranità popolare?

Non era meglio una monarchia invece del pasticcio repubblicano?

Commonwealth Games 2010


La regina Elisabetta, accompagnata dal presidente indiano Pratibha Patiha, ha presieduto la cerimonia dell'apertura (Queen's Baton Relay) per i Giochi del Commonwealth XIX, che si terranno a Delhi, India, nel 2010.

La Regina ha consegnato il testimone al Presidente Patil in una cerimonia colorata all'esterno di Buckingham Palace, mostrata in diretta su molti canali televisivi inglesi ed indiani.

Tuttavia, i ritardi della costruzione di impianti dove si dovrebbero svolgere i giochi stanno causando preoccupazione.

Link
Delhi commonwealth baton launched