Vittorio Emanuele III portava alla vittoria l’Italia e si raggiunse il compimento del Risorgimento.

Il 7 ed il 10 novembre, Re Vittorio Emanuele III si recò rispettivamente a Trento ed a Trieste, entusiasticamente accolto dalle popolazioni deliranti per l’avvenuta redenzione.

Per la vittoria fu essenziale l’opera silenziosa e tenace di Vittorio Emanuele III che solleva il morale dell'Esercito e che divenne il simbolo vivente della Patria.

Le doti del Sovrano emersero l’8 novembre 1917 al Convegno di Peschiera, allorché seppe esporre il proprio punto di vista: la difesa della linea del Piave senza ulteriori arretramenti.
Da quel momento la direzione della guerra ritornò nelle mani del Re e tutti gli Italiani si strinsero attorno a Casa Savoia.

Fermato il nemico, a ottobre l’Italia scatenò l’offensiva finale (Vittorio Veneto) che portò all’annientamento dell’esercito austriaco.

Purtroppo la repubblica italiana, per sminuire l'importanza della guida di Re Vittorio Emanuele III alla vittoria, è addirittura arrivata al punto di considerare la prima guerra mondiale "un massacro", una "vittoria militare" che portò al fascismo, ad altre guerre e morti.
Solo propaganda repubblicana.

Questa festa ci appartiene, fa parte della memoria del Paese, attraverso questa Guerra gli italiani si sono finalmente sentiti uniti, la vittoria trasformò un paese appena unito in una vera e propria nazione.

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In questo video si ascolta il Bollettino della Vittoria 4 Novembre 1918 dalla voce del Generale Armando Diaz.