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domenica, settembre 26, 2010

I Sovrani parlano all'ONU

Diversi sovrani hanno parlato al summit delle Nazioni Unite sugli "Obiettivi di Sviluppi del Millennium".
settembre 2010

Il 20 settembre, il re Mohammed VI del Marocco, il re Abdullah II di Giordania, il Principe Alberto II di Monaco, e lo sceicco del Qatar Hamad hanno parlato nel corso del Summit sullo sviluppo del Millennio presso la sede delle Nazioni Unite a New York.

Morocco's King Mohammed VI speaks during the Millennium Development Goals Summit at United Nations headquarters in New York September 20, 2010. REUTERS/Chip East (UNITED STATES - Tags: POLITICS ROYALS)

King Mohammed VI

King Abdullah II Bin Al Hussein, president of Jordan, speaks during the Millennium Development Goals Summit at the United Nations on September 20, 2010 in New York.   UPI /Monika Graff Photo via Newscom

King Abdullah II Bin Al Hussein of Jordan

NEW YORK - SEPTEMBER 20: Prince Albert II of Monaco speaks in the United Nations General Assembly on September 20, 2010 at the United Nations in New York, New York. Nearly 140 world leaders will attend the three-day summit on ending global poverty, hunger and disease within the next five years. (Photo by Chris Hondros/Getty Images)

Prince Albert II of Monaco

Qatar's Emir Sheikh Hamad bin Khalifa Al-Thani speaks during the Millennium Development Goals Summit at United Nations headquarters in New York September 20, 2010. REUTERS/Chip East (UNITED STATES - Tags: POLITICS)

l'emiro del Qatar Sheikh Hamad bin Khalifa Al Thani

sabato, settembre 25, 2010

Nepal nega la benedizione al re Gyanendra

Il governo del Nepal ha vietato al Re deposto del Paese di partecipare ad una cerimonia tradizionale.
E' la prima volta le autorità hanno impedito all'ex sovrano di partecipare a una cerimonia religiosa o di apparire in pubblico.

Re Gyanendra doveva essere benedetto da una giovane (Kumari), che è venerata come la dea vivente, presso il tempio nella capitale Khatmandu.

La benedizione, che si svolge all'inizio della settimana della festa IndraJatra, si fa per garantire la prosperità al re e ai suoi sudditi.
Tradizionalmente, la Kumari è considerata come la protettrice della famiglia reale.
Il rito coincide con l'Indrajatra, una festa celebrata sia dagli indù che buddisti, come ringraziamento al dio della pioggia per avere un abbondante raccolto. Durante l'Indrajatra, il re del Nepal fa offerte alla Kumari per garantire il suo regno.

Il portavoce del ministero Jayamukunda Khanal ha detto che la decisione è stata presa per ragioni di sicurezza, ma ha rifiutato di dire altro.

La decisione del governo è stato condannato dai sostenitori del re.
Rajan Maharjan, un sacerdote del tempio in cui vive il Kumari, ha accusato il governo di colpire la tradizione e la religione.

Visto l'incapacità dei partiti politici di promulgare la nuova costituzione repubblicana, i monarchici stanno intensificando le loro attività per la restaurazione del regno indù in Nepal.

Evidentemente il motivo di questo divieto è il timore del regime repubblicano che in Nepal si possa restaurare la Monarchia.

Link
Ex-King forced to cancel Kumari visit

Re di Giordania all'ONU

Il Re di Giordania ha parlato al podio del Vertice delle Nazioni Unite sugli "Obiettivi di Sviluppi del Millennium".
20 settembre 2010

Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (MDG) delle Nazioni Unite sono otto obiettivi che tutti i 191 stati membri dell'ONU si sono impegnati a raggiungere per l'anno 2015.

Jordan's King Abdullah II speaks during the Millennium Development Goals Summit at the U.N. headquarters in New York September 20, 2010. REUTERS/Shannon Stapleton  (UNITED STATES - Tags: POLITICS)

La battaglia d'Inghilterra

Il Principe di Galles, il principe William, e la duchessa di Cornovaglia erano presenti alla commemorazione della battaglia d'Inghilterra che segnò la fine del desiderio di Hitler di conquistare la Gran Bretagna.
19 settembre 2010

Britain's Prince Charles salutes towards a guard of Royal Air Force airmen after a thanksgiving service for the 70th anniversary of the Battle of Britain, at Westminster Abbey in London September 19, 2010. Prince William graduated as an RAF search and rescue helicopter pilot on Friday. REUTERS/Luke MacGregor  (BRITAIN - Tags: CONFLICT MILITARY POLITICS ROYALS PROFILE)


La battaglia d'Inghilterra è il nome storico della campagna aerea combattuta sui cieli della Manica e dell'Inghilterra fra l'aviazione britannica e quella tedesca. Ebbe inizio il 10 luglio 1940 e si concluse il 31 ottobre, quando la RAF riuscì a respingere l'invasione pianificata dalla Germania segnando quindi la fine della superiorità aerea della Luftwaffe.

Alla commemorazione c'erano anche gli ultimi piloti superstiti che combatterono la battaglia.
Inoltre per la prima volta, tutti i Diari operativi del Comando dei Fighter di quel periodo sono stati pubblicati integralmente.

Durante la messa tenuta all'Abbazia di Westminster, 6 veterani della RAF hanno camminato lungo la navata per portare l'albo d'oro con i nomi di circa 3000 equipaggi degli aerei che impedirono l'invasione nazista nel 1940.
Il Principe di Galles sembrava asciugarsi una lacrima mentre gli ultimi veterani sfilavano davanti a lui.

Per il 70 ° anniversario della Battaglia d'Inghilterra c'è stato anche un speciale passaggio in volo di aerei militari (Spitfire e Hurricane) sopra Westminster Abbey, nel centro di Londra.

Il Principe di Galles, in quanto patrono dell'Associazione dei Fighter della Battaglia d'Inghilterra, ha presieduto la sfilata.
Ricordo che il principe William, anche lui presente alla commemorazione, solo pochi giorni aveva ottenuto il diploma di pilota di elicotteri specializzato in missioni di salvataggio presso la Royal Air Force.

Link
In pictures: Royals pay tribute to Battle of Britain

The Battle of Britain History Site

venerdì, settembre 24, 2010

Assolto Vittorio Emanuele di Savoia

Si è concluso il processo che vedeva come imputato Vittorio Emanuele di Savoia, assieme ad altre 5 persone, per la vicenda dei nulla osta legati al videopoker.

Il principe Vittorio Emanuele di Savoia, e con lui gli altri imputati, è stato assolto con formula piena "perché il fatto non sussiste".
22 settembre 2010

Il gup del tribunale di Roma ha fatto cadere tutte le accuse nei confronti del principe per il procedimento che lo aveva portato, nell’estate del 2006, in carcere, a Potenza.

Questo esito assolutorio stabilisce definitivamente che gli arresti eseguiti 4 anni fa si fondavano su accuse inconsistenti.
Questa indagine fu avviata nel 2006 dal pm di Potenza Henry John Woodcock e poi passò a Roma per competenza.
Il principe rimase addirittura in carcere per 7 giorni e poi, per alcuni mesi, agli arresti domiciliari. E non solo, perché un mese dopo il suo arresto il tribunale del Riesame gli revoca i domiciliari, vietandogli però l’espatrio.

Quindi apprendiamo con piacere e soddisfazione l'assoluzione con formula piena ("perché il fatto non sussiste") di S.A.R. il Principe Vittorio Emanuele di Savoia" ma a questo punto dovremmo chiederci:
Perché è accaduto tutto questo?

Per prima cosa da come si è concluso il processo, si capisce che l'indagine non avrebbe mai dovuto essere aperta.

Inoltre ci si chiede quanto possa essere costato allo Stato italiano un processo del quale, oltretutto, non si sentiva la necessità.

La vicenda nacque nel 2006 su iniziativa del pm di Potenza, Henry John Woodcock (un personaggio in cerca di celebrità) ma, secondo me, questa indagine fu gonfiata e pilotata da chi voleva colpire l'immagine dei Savoia e della Monarchia.
Ricordo ancora gli inviati di tv e carta stampata che bivaccavano davanti al carcere; un’accozzaglia di carta patinata stile gossip; carte giudiziarie a misura di processo e pubblicate su giornali.

Adesso è palese che Vittorio Emanuele di Savoia ha dovuto subire una vera e propria persecuzione giudiziaria.
Fu rapito da poliziotti agli ordini di Woodcock (trasferito a Potenza in macchina con i finestrini oscurati da fogli di giornale), la sua privacy violata in ogni modo e condannato dai mass-media!

S.A.R. Vittorio Emaluele è finito in un tritacarne mediatico per ben 4 anni, senza alcune sentenza pronunciata dalla magistratura.
Adesso questo calvario durato 4 lunghi anni è finito con l'assoluzione piena.

In questa repubblica oligarchica, dove la Giustizia fa molta fatica a trionfare, è davvero difficile sperare che questa verità emersa possa servire di lezione a chi persegue fini diversi da quelli della ricerca della Verità ed eviti ad altri innocenti l'ingiusta umiliazione di procedure pretestuose ed inutili.

In questo repubblica i massmedia cavalcano l'onda giacobina dell'accusa: a suo tempo tutti hanno usato titoli enormi, intere prime pagine volevano distruggere l'imputato, pubblicazioni di intercettazioni che nulla avevano a che fare con l'inchiesta.
Ora che il Principe è assolto e che finalmente ha vinto la Giustizia, alla notizia non viene dato quasi nessun risalto.....

Adesso ci stringiamo con affetto al Principe.
Avanti Savoia!