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giovedì, marzo 26, 2009

politica, repubblica, casta


Con l'entrata in scena del "Movimento per la sinistra", a capo del governatore Vendola, e del "Io Sud", di Adriana Poli Bortone, presto la regione puglia aumenterà il numero di gruppi consiliari, ben 22, un record assoluto per la repubblica italiana.

E questo non basta, perchè si deve aggiungere che otto di questi consiglieri rappresentano solo se stessi.

Questa moltiplicazione delle poltrone avviene per non rinunciare alla lauta indennità intascata da chi veste i panni di capogruppo. In puglia lo stipendio di un capogruppo ammonta a 11mila 237 euro a cui vanno ad aggiungersi rimborsi per 6mila 266 euro.

Nessuno che protesta, nessuna opposizione.
I politici, da veri attori, eseguono il copione che consiste nel far finta davanti alla telecamere di litigare tra loro o di impegnarsi per il bene comune ma quando ci sono di mezzo i loro interessi sono tutti uguali : Ladri!

Neanche in periodo di crisi la casta dei politici è in grado di mettere un freno all'appetito insaziabile di arricchirsi.

L'oligarchia repubblicana non ha limite.
Italiani reagiamo, mandiamoli a casa tutti !!

Gruppi regionali, record nazionale
Sono 21, in arrivo quello della Poli. E otto hanno un solo consigliere

La Puglia allunga il passo. E al diavolo chi punta l´indice sulla casta cinica e bara. Tra le regioni italiane già era quella che aveva il maggior numero di gruppi consiliari: 20. Da martedì, sono 21. Un primato assoluto. Entra in scena il Movimento per la sinistra che fa capo al governatore Vendola e che può contare su quattro consiglieri, compresi lo stesso presidente e l´assessore all´Ecologia Losappio. Il nuovo capogruppo di Rifondazione comunista invece è Pietro Manni, che sarà affiancato da Pietro Mita.

Ma la performance potrebbe addirittura essere ancora migliorata giacché da un momento all´altro vedrebbe la luce il gruppo numero 22: "Io Sud", di Adriana Poli Bortone, che ingaggerebbe due esponenti del Misto, Salinari e Tagliente, e dal Pd, recluterebbe il riformista Stefàno.

Sarà difficile, se non impossibile, fare meglio per le regioni dirette inseguitrici: il Lazio, dove di gruppi ne allineano 19; la Lombardia e il Piemonte, che si fermano tutte e due a 18.
Anche se il record in salsa pugliese potrebbe essere facilmente cancellato qualora le ragioni del portafoglio seguissero quelle politiche. Ma non accadrà che i gruppi si riducano a 9, quanti dovrebbero essere nel caso in cui Pdl e Pd stabilissero di esorcizzare gli inganni. La Puglia precipiterebbe, virtuosamente, al penultimo posto in classifica: preceduta dalla Valle d´Aosta (7), ma prima della provincia autonoma di Bolzano, del Friuli Venezia Giulia, dell´Umbria e della Toscana (10).

Succede piuttosto che il principale partito di centrodestra è diviso in sette gruppi (An, Fi, Democrazia cristiana, Movimento per l´autonomia, Puglia prima di tutto, Nuovo Psi, Udeur) e i Democratici, in cinque (Ds, Margherita, Psdi, Socialisti autonomisti, Primavera pugliese).
Così come è bizzarro che dei 21 gruppi schierati al nastro di partenza, otto sono di consiglieri che rappresentano solo se stessi. E quattro addirittura, non esistono più da quando nel 2005 erano state celebrate le elezioni regionali: il Psdi (Cioce passa al Pd), la Primavera pugliese di Enzo Divella (Giampaolo traghetta nell´Udc e Pentassuglia nel Pd), l´Italia dei valori (Bonasora gioca con la maglia del Pd), i Verdi (Lomelo è assessore alla Pubblica istruzione).


Ma tant´è: la nave va. Qual è il trucco? Non rinunciare alla lauta indennità intascata da chi veste i panni di capogruppo, perfino se c´è il capo, ma non il gruppo. Da queste parti ammonta a 11mila 237 euro: 4mila 971 è il netto, a cui vanno ad aggiungersi rimborsi per 6mila 266 euro. Se i generali senza esercito dovessero recitare esclusivamente il ruolo di soldati semplici, si fermerebbero a quota 10mila 432 euro: 805 in meno.

Dunque, la paura (d´impoverirsi) fa 21. E´, questo, l´ultimo miglior risultato che salta fuori. Nella gara a proposito della composizione dei consigli regionali, il tacco d´Italia non era riuscito ad andare al di là del terzo posto con settanta uomini politici eletti dal popolo sovrano, uno ogni 58mila abitanti. Nel Lazio, che di consiglieri ne ha 71, sono uno ogni 74mila. E in Lombardia (80) sono uno ogni 118mila.

larepubblica

mercoledì, marzo 18, 2009

Re Umberto II




Il 18 marzo del 1983 si spegneva in una clinica di Ginevra, dopo una lunga malattia, Sua Maestà Umberto II di Savoia, Re d'Italia.
Aveva 78 anni di cui 37 passati in esilio.

Ricordiamo che a dare la notizia ufficiale della morte del Re fu il Ministro della Real Casa Falcone Lucifero, il quale precisò che l'ultima parola pronunciata dal Sovrano fu: "Italia".

PS.
Alla repubblica italiana rimarrà per sempre la vergogna di aver lasciato morire Sua Maestà Umberto in esilio.

martedì, marzo 17, 2009

Premio Grinzane, Soria, politica, corruzione

Lo scandalo del premio grinzane cavour illustra, in maniera esemplare, quanto la repubblica italiana sia una oligarchia corrotta.

Anche se è difficile avere fiducia nei confronti della Giustizia, bisogna attendere il lavoro svolto dalla magistratura per conoscere la verità.
Vedremo se si effettueranno le necessarie verifiche a tutte le associazioni ed enti che operano nel campo culturale e dell’enogastronomia che hanno ricevuto contributi da parte degli enti pubblici.
Nel frattempo sembra che il presidente del premio grinzane abbia già ammesso molte accuse e sono state avviate le rogatorie internazionali per ricostruire i flussi di denaro e per trovare il tesoro di Giuliano Soria.

Credo comunque che la politica non possa scaricare sui dirigenti la responsabilità dei controlli sui fondi pubblici.
Lo scandalo del primio grinzane apre uno squarcio inquietudine sulla incapacità o complicità della classe politica, non c'è stato nessun controllo dei fondi pubblici.

Il fatto che ci troviamo di fronte ad un meccanismo totalmente discrezionale nell’erogazione delle risorse lascia sgomenti e dimostra quanto siano corrotta le istituzioni dello stato repubblicano.
Se lo stato non è capace di controllare come sono utilizzati i soldi pubblici chissà quanti altri casi del genere esistono in questa repubblica.

Inoltre si scopre che la corruzione non risparmia nemmeno la Cultura, con il risultato finale che il premio grinzane cavour è finito.

Da quello che si intravede dalle prime dichiarazioni la politica si nasconde dietro il paravento della burocrazia e scarica tutta la colpa solo sul signor soria.
A questo punto una domanda: Chi doveva fare i controlli sul presidente dell’associazione Premio Grinzane di Cavour che da 28 anni riceve cospicui finanziamenti pubblici?

Come sempre succede in questa repubblica, quando c'è il momento di trovare un colpevole non lo si trova mai, il termine "responsabile" è sparito dal vocabolario.

Sta di fatto che gli sprechi e privilegi della classe politica e delle istituzioni continuano a perpetuarsi e non temono sosta neanche di fronte alla grave crisi economica che mette in difficoltà i cittadini.

lunedì, marzo 16, 2009

Festa dell'Italia


Anniversario dell'Unità d'Italia

Il 17 marzo è l'anniversario dell'Unità d'Italia.

La Festa dell'Italia!!

Il 17 marzo 1861, il primo atto del nuovo Parlamento Italiano fu la proclamazione del Regno d'Italia, con capitale a Torino.

In seguito alla votazione unanime del Parlamento, Re Vittorio Emanuele II assunse per sè ed i suoi discendenti il titolo di "Re d'Italia, per grazia di Dio e volontà della nazione".

sabato, marzo 14, 2009

Nepal repubblica dittatura


In Nepal re Gyanendra forse fece degli errori ma non era un dittatore come invece lo è il primo ministro Pushpa Kamal Dahal, conosciuto con il nome di Compagno Prachanda e leader dei maoisti.
I maoisti, dopo aver imposto con armi e violenza la repubblica, adesso per "rieducare" i nepalesi sono arrivati addirittura a sequestrare interi villaggi e scolaresche.

In una repubblica, dove manca un capo di stato con la forza di non subire le spinte della classe politica, succede che le forze politiche non democratiche ed autoritarie riescano ad occupare tutti i gangli dello stato.
Infatti non è un caso che gli stati dittatoriali sono appunto delle repubbliche : la Cina è una repubblica, come Cuba, Corea del Nord, Libia, Russia, Sudan, Afghanistan, Iraq, Iran ... e Nepal.

La nuova repubblica nepalese non è il frutto di una maturazione popolare dopo un processo politico e democratico.
Il destino della repubblica era già chiaro in quanto in mano ai maoisti che considerano la repubblica popolare cinese un esempio da seguire ed adesso il Nepal è passato alla sfera di influenza cinese.

Alla repubblica cinese dava fastidio che vicino ci fosse una monarchia e per di più uno stato amico e simile al Tibet.
Infatti re Gyanendra e Dalai Lama sono sovrani legati alla religione ed inoltre per la Cina il Regno del Nepal era una via di fuga per i dissidenti tibetani.
Per questi motivi si può considerare la repubblica nepalese una creazione della Cina.
Ed ecco che a Kathmandu la polizia ha impedito manifestazioni per commemorare i 50 anni dalla rivolta dei tibetani contro la dominazione cinese.

Inoltre penso che una delle maggiori colpe degli Stati Uniti sia stata quella di non aver aiutato la monarchia nepalese.
Anche in questo caso hanno vinto gli interessi finanziari rispetto ai principi, l'importante è entrare nel mercato cinese, i diritti umani e la democrazia sono secondari al business.

NEPAL - TIBET - CINA
Come vuole la Cina, il Nepal schiera la polizia per impedire proteste pacifiche

Massiccia presenza di polizia in tenuta antisommossa, a controllare persino i templi dove i buddisti tibetani pregano. La testimonianza di chi è in esilio da oltre 40 anni.

Kathmandu (AsiaNews) – Un fitto schieramento di polizia ha impedito ieri manifestazioni per commemorare i 50 anni dalla rivolta dei tibetani contro la dominazione cinese, il 10 marzo 1959. A Kathmandu numerosi monaci e suore tibetane si sono riuniti in preghiera nei templi, sin dalla mattina presto. Appena alcune decine di giovani hanno iniziato a urlare slogan anticinesi, fuori del monastero di Buddha, la polizia li ha portati via con furgoni, con l’accusa d voler istigare attività anticinesi. Comunque sono stati rilasciati dopo alcuni minuti.

Il governo maoista del Nepal ha assicurato a Pechino di impedire proteste in tale giorno. Intorno all’ambasciata cinese a Baluwatar e all’ufficio visti a Hattisar, sempre a Kathmandu, è stato schierato un cordone di polizia in tenuta antisommossa. Nelle zone il traffico era stato limitato già dal 9 marzo. Nel Paese risiedono almeno 14mila profughi tibetani e nel 2008 ci sono state numerose nutrite proteste di piazza contro la Cina, in protesta per la repressione in atto in Tibet. In risposta, la polizia ha arrestato centinaia di persone che manifestavano, anche in modo pacifico., spesso suscitando critiche internazionali.

Gendu Sherpa, tibetana di 75 anni che insieme ad altri ha pregato ieri, ha detto ad AsiaNews che “sono in esilio da quando avevo 32 anni. Forse Dio mi dirà che morirò nella mia terra natale, quando il Tibet sarà libero… Pochi tibetani sono a Kathmandu ora, gli altri si sono diretti verso il Tibet per commemorare l’anniversario”.

Il giorno prima, 9 marzo, oltre 140 tibetani sono stati arrestai al confine tra Nepal e Cina mentre cercavano di passarlo di nascosto.

asianews