In Norvegia il principe ereditario Haakon e la principessa Mette-Marit hanno ricevuto il Premio Oslo per il loro impegno nell'aiutare i poveri e gli emarginati.
La giuria ha motivato il premio alla coppia principesca per "il lungo e sincero impegno per i poveri, emarginati e svantaggiati".
Al momento di accettare il premio, Haakon ha detto in un breve discorso : "Solo così potremo creare una società dove chunque potrà far uso delle sue capacità e dove pochi saranno emarginati".
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Osloprisen til Kronprinsparet
lunedì, aprile 12, 2010
Il Principe Hisahito va all'asilo
Il principe Hisahito, di 3 anni, ha iniziato la scuola dell'infanzia presso la Università Ochanomizu, fondato nel 1876 e il più antico del Giappone.
Questa è un cambiamento delle abitudine della famiglia reale giapponese. Di solito, frequentano la scuola privata ed esclusiva Gakushuin, ma i genitori di Hisahito hanno deciso di dare la possibilità ad Hisahito di stare più a contatto con gli altri bambini e di crescere in un ambiente il più possibile normale per un bambino della sua età.
Il piccolo principe accompagnato dai genitori, il principe Akishino e la principessa Kiko, era entusiasta di iniziare il suo primo giorno di scuola. Vestito con la divisa, è stato presentato a Akemi Miyazato, vice direttore della scuola dell'infanzia e quando la signora Miyazato si è congratulato per il suo ingresso, Hisahito si è inchinato e la ha ringraziato.
Hisahito è il terzo in linea di successione al Trono, essendo l'unico nipote maschio dell'imperatore Akihito.
Finora le leggi permettono solo ai maschi di salire al trono del Crisantemo, e quindi potrebbe diventare il nuovo imperatore del giappone.
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El príncipe japonés Hisahito de corbata en la guardería
Questa è un cambiamento delle abitudine della famiglia reale giapponese. Di solito, frequentano la scuola privata ed esclusiva Gakushuin, ma i genitori di Hisahito hanno deciso di dare la possibilità ad Hisahito di stare più a contatto con gli altri bambini e di crescere in un ambiente il più possibile normale per un bambino della sua età.
Il piccolo principe accompagnato dai genitori, il principe Akishino e la principessa Kiko, era entusiasta di iniziare il suo primo giorno di scuola. Vestito con la divisa, è stato presentato a Akemi Miyazato, vice direttore della scuola dell'infanzia e quando la signora Miyazato si è congratulato per il suo ingresso, Hisahito si è inchinato e la ha ringraziato.
Hisahito è il terzo in linea di successione al Trono, essendo l'unico nipote maschio dell'imperatore Akihito.
Finora le leggi permettono solo ai maschi di salire al trono del Crisantemo, e quindi potrebbe diventare il nuovo imperatore del giappone.
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El príncipe japonés Hisahito de corbata en la guardería
sabato, aprile 10, 2010
Libertà di Stampa, repubblica, annozero
Quando si discute su temi fondamentali per la democrazia, come la libertà di stampa, si ignorano alcune premesse, come dare alle persone e cose il loro giusto significato e non farsi accecare dalla politica. Infatti in Italia succede che Santoro sia il paladino della libertà di informazione e che la trasmissione “Annozero” sia una informazione corretta e oggettiva. Ovviamente non è così.
Sia chiaro, io ritengo sia giusto che la Rai trasmetti programmi decisamente “di parte” ma non si può sostenere che un programma come “Annozero” sia fondamentale per la difesa della libertà di stampa.
Visto la sua evidente partigianeria, ritengo sia meglio trovare una più adatta collocazione (in terza serata?) per soddisfare i suoi sostenitori e rispettare la maggior parte dei telespettatori che hanno un concetto di libertà diverso (più liberale) e che non ragionano con ideologie. In prima serata ci dovrebbero essere programmi più seri, maggiormente equilibrati e oggettivi.
Il discorso sulla trasmissione “Raiperunanotte” (la versione “Annozero 2.0”) merita un discorso diverso perchè è stato un evento straordinario.
Non era mai successo che uno spettacolo trasmesso in diretta sul web collezionasse oltre 120 mila contatti (questi dati sono corretti?), diffuso anche su numerosi canali satellitari. E’ stato il primo esperimento di talk politico multicanale andato in onda contemporaneamente sul web e sul satellite che ha rotto l’egemonia della televisione. E’ stato un evento mediatico di straordinario impatto, antesignano forse di un nuovo modo di distribuire informazione.
L’aspetto positivo è che si è visto la possibilità di uscire dal monopolio televisivo Rai/Mediaset - la prima sconfitta subita dalla tv tradizionale - e la enorme potenzialità del web.
Purtroppo però questo spettacolo è stato condotto da un politico/giornalista che ha compiuto l’errore di politicizzare una sacrosanta battaglia di libertà.
Invece di difendere la libertà, Santoro ha dato allo spettacolo una connotazione politica, trasformandolo in arma contro il nemico dove l’antiberlusconiano militante si è scatenato mostrando addirittura l’assurdo parallelismo Mussolini-Berlusconi.
Questo significa che si continua a seguire la logica dei partiti e che ci si impegna in una battaglia solo per convenienze politiche: chi parla di regime lo fa per attaccare l’avversario mentre in realtà il regime è del sistema nel suo complesso, si dimentica che il regime è la partitocrazia e non solo da chi governa, ben pochi si preoccupano della lottizzazione della Rai, è praticamente impossibile modificare la gestione della Rai perchè impedito dai partiti e dalle lobbies dei giornalisti, anche il referendum sulla privatizzazione della Rai è stato disatteso da tutti.
E’ successo che un politico/giornalista – infondo l’icona del mito dell’occupazione militante della Rai e della lobby dei giornalisti - si spaccia da paladino della libertà mentre in realtà Santoro difende i privilegi della casta dei giornalisti e della partitocrazia.
L’ideale sarebbe stato se l’evento fosse stato condotto da una persona esterna alla Rai/Mediaset, senza tessera di partito e con un background diverso.
D’altronde mi rendo conto che una persona davvero libera non potrebbe realizzare uno spettacolo del genere perchè non avrebbe gli aiuti economici politici e logistici necessari, insomma un evento del genere non è disponibile a tutti ma a chi appartiene alla oligarchia.
Se da una parte “Raiperunanotte” ha avuto il merito di rompere il duopolio Rai/Mediaset, ha però rafforzato la logica dei due blocchi politici, “noi contro gli altri armati”, lo scenario è sempre lo stesso, da una parte i bravi dall’altra i cattivi, la mia verità contro la tua.
D’altronde il bipolarismo politico è perfettamente in sintonia con il duopolio televisivo, anzi penso che il bipolarismo rafforza la lottizzazione ed impedisce possa esserci una informazione più corretta.
Prima c’era il canale della DC, del PSI e del PCI (Rai 1 2 e 3), adesso la televisione è formata da due grandi e simili contenitori (rai/mediaset) controllati dal coacervo dei partiti che genera e perpetua il pensiero unico del regime.
Ecco in Italia il “grande fratello” è proprio il pensiero unico propagandato dal regime repubblicano che tende a omologare le opinioni e idee, che inganna e confonde gli italiani.
Come uscire da questa empasse?
Come si può dare una visione della realtà meno faziosa e più spassionata, lasciando poi al telespettatore l’onere e la libertà di farsi un’idea?
Secondo me ci sarebbe più democrazia e libertà solo se in Italia ci fosse un nuovo sistema, una nuova costituzione, una nuova classe politica, un nuovo stato.
Infatti la repubblica - nata dal CLN e presto degenerato in partitocrazia - alimenta la divisioni tra gli italiani, fa parte del suo dna – nata da una guerra persa, da un referendum pilotato, dominato da ideologie ormai abbandonate – che poi genera incapacità, corruzione e la lottizzazione ... anche della televisione.
Per ora l’unica cosa fattibile è avere avamposti intellettuali, morali e politici per cambiare tendenza, come quello che avviene in natura quando i nuovi semi possono gradualmente rigenerare un terreno arido.
La strada è lunga e in salita. Intanto cominciamo a rifiutare l’oligarchia e a ragionare con la propria testa, da veri uomini liberi...in attesa di nuovi eventi.
Sia chiaro, io ritengo sia giusto che la Rai trasmetti programmi decisamente “di parte” ma non si può sostenere che un programma come “Annozero” sia fondamentale per la difesa della libertà di stampa.
Visto la sua evidente partigianeria, ritengo sia meglio trovare una più adatta collocazione (in terza serata?) per soddisfare i suoi sostenitori e rispettare la maggior parte dei telespettatori che hanno un concetto di libertà diverso (più liberale) e che non ragionano con ideologie. In prima serata ci dovrebbero essere programmi più seri, maggiormente equilibrati e oggettivi.
Il discorso sulla trasmissione “Raiperunanotte” (la versione “Annozero 2.0”) merita un discorso diverso perchè è stato un evento straordinario.
Non era mai successo che uno spettacolo trasmesso in diretta sul web collezionasse oltre 120 mila contatti (questi dati sono corretti?), diffuso anche su numerosi canali satellitari. E’ stato il primo esperimento di talk politico multicanale andato in onda contemporaneamente sul web e sul satellite che ha rotto l’egemonia della televisione. E’ stato un evento mediatico di straordinario impatto, antesignano forse di un nuovo modo di distribuire informazione.
L’aspetto positivo è che si è visto la possibilità di uscire dal monopolio televisivo Rai/Mediaset - la prima sconfitta subita dalla tv tradizionale - e la enorme potenzialità del web.
Purtroppo però questo spettacolo è stato condotto da un politico/giornalista che ha compiuto l’errore di politicizzare una sacrosanta battaglia di libertà.
Invece di difendere la libertà, Santoro ha dato allo spettacolo una connotazione politica, trasformandolo in arma contro il nemico dove l’antiberlusconiano militante si è scatenato mostrando addirittura l’assurdo parallelismo Mussolini-Berlusconi.
Questo significa che si continua a seguire la logica dei partiti e che ci si impegna in una battaglia solo per convenienze politiche: chi parla di regime lo fa per attaccare l’avversario mentre in realtà il regime è del sistema nel suo complesso, si dimentica che il regime è la partitocrazia e non solo da chi governa, ben pochi si preoccupano della lottizzazione della Rai, è praticamente impossibile modificare la gestione della Rai perchè impedito dai partiti e dalle lobbies dei giornalisti, anche il referendum sulla privatizzazione della Rai è stato disatteso da tutti.
E’ successo che un politico/giornalista – infondo l’icona del mito dell’occupazione militante della Rai e della lobby dei giornalisti - si spaccia da paladino della libertà mentre in realtà Santoro difende i privilegi della casta dei giornalisti e della partitocrazia.
L’ideale sarebbe stato se l’evento fosse stato condotto da una persona esterna alla Rai/Mediaset, senza tessera di partito e con un background diverso.
D’altronde mi rendo conto che una persona davvero libera non potrebbe realizzare uno spettacolo del genere perchè non avrebbe gli aiuti economici politici e logistici necessari, insomma un evento del genere non è disponibile a tutti ma a chi appartiene alla oligarchia.
Se da una parte “Raiperunanotte” ha avuto il merito di rompere il duopolio Rai/Mediaset, ha però rafforzato la logica dei due blocchi politici, “noi contro gli altri armati”, lo scenario è sempre lo stesso, da una parte i bravi dall’altra i cattivi, la mia verità contro la tua.
D’altronde il bipolarismo politico è perfettamente in sintonia con il duopolio televisivo, anzi penso che il bipolarismo rafforza la lottizzazione ed impedisce possa esserci una informazione più corretta.
Prima c’era il canale della DC, del PSI e del PCI (Rai 1 2 e 3), adesso la televisione è formata da due grandi e simili contenitori (rai/mediaset) controllati dal coacervo dei partiti che genera e perpetua il pensiero unico del regime.
Ecco in Italia il “grande fratello” è proprio il pensiero unico propagandato dal regime repubblicano che tende a omologare le opinioni e idee, che inganna e confonde gli italiani.
Come uscire da questa empasse?
Come si può dare una visione della realtà meno faziosa e più spassionata, lasciando poi al telespettatore l’onere e la libertà di farsi un’idea?
Secondo me ci sarebbe più democrazia e libertà solo se in Italia ci fosse un nuovo sistema, una nuova costituzione, una nuova classe politica, un nuovo stato.
Infatti la repubblica - nata dal CLN e presto degenerato in partitocrazia - alimenta la divisioni tra gli italiani, fa parte del suo dna – nata da una guerra persa, da un referendum pilotato, dominato da ideologie ormai abbandonate – che poi genera incapacità, corruzione e la lottizzazione ... anche della televisione.
Per ora l’unica cosa fattibile è avere avamposti intellettuali, morali e politici per cambiare tendenza, come quello che avviene in natura quando i nuovi semi possono gradualmente rigenerare un terreno arido.
La strada è lunga e in salita. Intanto cominciamo a rifiutare l’oligarchia e a ragionare con la propria testa, da veri uomini liberi...in attesa di nuovi eventi.
Il Principe Alberto di Monaco in Portogallo
Il Principe Alberto di Monaco è in visita ufficiale in Portogallo.
Egli è stato ricevuto dal presidente Cavaco Silva e ha visitato il palazzo di Belem.
Egli è stato ricevuto dal presidente Cavaco Silva e ha visitato il palazzo di Belem.
Regina Sofia sul vertice di microfinanza in Kenya
La Regina di Spagna si è recata a Nairobi per partecipare al vertice sulla Micro Finanza per l'Africa.
La Regina Sofia ha ribadito l'impegno della Spagna per lo sviluppo economico del Kenya.
Al vertice la regina era accompagnata dalla Principessa Maxima dei Paesi Bassi che lavora per promuovere la microfinanza.
Nel suo discorso, la regina Sofia ha detto che la microfinanza è uno dgli strumenti più potenti per la solidarietà per la lotta contro la povertà in Africa.
Ha elogiato l'economista del Bangladesh Muhammad Yunus "per avere dato forma ad un'idea così semplice eppure così grande".
Dopo la cerimonia di apertura del vertice, Sofia è andata alla baraccopoli di Mathare Valley, appena fuori Nairobi per vedere come le persone iniziano a beneficiare della microfinanza.
In seguito la regina Sofia va a Addis Abeba, in Etiopia, per vedere come i fondi spagnoli aiutano le persone che nella città cercano di uscire dalla povertà.
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Queen Sofia to attend Microcredit Summit in Nairobi
La Regina Sofia ha ribadito l'impegno della Spagna per lo sviluppo economico del Kenya.
Al vertice la regina era accompagnata dalla Principessa Maxima dei Paesi Bassi che lavora per promuovere la microfinanza.
Nel suo discorso, la regina Sofia ha detto che la microfinanza è uno dgli strumenti più potenti per la solidarietà per la lotta contro la povertà in Africa.
Ha elogiato l'economista del Bangladesh Muhammad Yunus "per avere dato forma ad un'idea così semplice eppure così grande".
Dopo la cerimonia di apertura del vertice, Sofia è andata alla baraccopoli di Mathare Valley, appena fuori Nairobi per vedere come le persone iniziano a beneficiare della microfinanza.
In seguito la regina Sofia va a Addis Abeba, in Etiopia, per vedere come i fondi spagnoli aiutano le persone che nella città cercano di uscire dalla povertà.
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Queen Sofia to attend Microcredit Summit in Nairobi
Regina Noor chiede l'eliminazione delle armi nucleari
La Regina di Giordania Noor ha partecipato alla conferenza Global Zero tenuta al National Press Club di Washington DC. sulla eliminazione delle armi nucleari.
Sua Maestà, uno dei leader fondatori del movimento Globale Zero, ha detto : "Dal mio punto di vista, essendo cresciuta durante la guerra fredda e che vivo in una delle regioni più instabili del mondo, considero molto incoraggianti le decisioni prese dai presidenti Obama e Medvedev di ridurre le scorte mondiali di armi nucleari.
Purtoppo però rimane ancora molto da fare, in quanto dovremmo cercare di eliminare le armi nucleari in tutto il modo.
Per questo chiediamo di raccogliere firme sulla petizione per chiedere l'eliminazione delle armi nucleari e che consegneremo ai leader che parteciperanno al Summit sicurezza nucleare la prossima settimana.
Esorto tutti a firmare la petizione e aderire al movimento Global Zero
Global Zero ha presentato un documento chiamato "Countdown to Zero" che mira a cancellare la minaccia nucleare dopo la fine della Guerra Fredda.
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Jordan's Queen Noor urges more cuts in nuclear arms.
Sua Maestà, uno dei leader fondatori del movimento Globale Zero, ha detto : "Dal mio punto di vista, essendo cresciuta durante la guerra fredda e che vivo in una delle regioni più instabili del mondo, considero molto incoraggianti le decisioni prese dai presidenti Obama e Medvedev di ridurre le scorte mondiali di armi nucleari.
Purtoppo però rimane ancora molto da fare, in quanto dovremmo cercare di eliminare le armi nucleari in tutto il modo.
Per questo chiediamo di raccogliere firme sulla petizione per chiedere l'eliminazione delle armi nucleari e che consegneremo ai leader che parteciperanno al Summit sicurezza nucleare la prossima settimana.
Esorto tutti a firmare la petizione e aderire al movimento Global Zero
Global Zero ha presentato un documento chiamato "Countdown to Zero" che mira a cancellare la minaccia nucleare dopo la fine della Guerra Fredda.
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Jordan's Queen Noor urges more cuts in nuclear arms.
Conferenza della Regina di Danimarca per 70° compleanno
In occasione del suo 70° compleanno, che si festeggerà il 16 aprile prossimo, la Regina di Danimarca Margrethe ha tenuto una conferenza stampa presso il castello di Fredensborg.
Alla conferenza stampa la Regina Margrethe era accompagnata dal marito, il principe Henrik, e la coppia reale non ha esitato a testimoniare pubblicamente il loro affetto.
Alla conferenza stampa la Regina Margrethe era accompagnata dal marito, il principe Henrik, e la coppia reale non ha esitato a testimoniare pubblicamente il loro affetto.
Camilla si frattura perone
La moglie del principe Carlo, Camilla, duchessa di Cornovaglia, durante un'escursione in Scozia è caduta, probabilmente a causa del terreno scivoloso, fratturandosi il perone della gamba sinistra.
L'incidente è avvenuto mercoledì quando la duchessa stava trascorrendo con il marito alcuni giorni a Birkhall, nella tenuta reale di Balmoral, nella zona di Aberdeenshire, in Scozia, in attesa del quinto anniversario delle nozze, celebrate il 9 aprile 2005.
La moglie del principe Carlo è stata soccorsa e trasferita in ospedale dove i medici, dopo la radiografia, hanno ingessato la gamba.
Clarence House ha detto che nonostante l'incidente Camilla intende presenziare a tutti gli impegni che ha in agenda da qui alla fine del mese.
Pronta guarigione alla Duchessa di Cornovaglia!
L'incidente è avvenuto mercoledì quando la duchessa stava trascorrendo con il marito alcuni giorni a Birkhall, nella tenuta reale di Balmoral, nella zona di Aberdeenshire, in Scozia, in attesa del quinto anniversario delle nozze, celebrate il 9 aprile 2005.
La moglie del principe Carlo è stata soccorsa e trasferita in ospedale dove i medici, dopo la radiografia, hanno ingessato la gamba.
Clarence House ha detto che nonostante l'incidente Camilla intende presenziare a tutti gli impegni che ha in agenda da qui alla fine del mese.
Pronta guarigione alla Duchessa di Cornovaglia!
giovedì, aprile 08, 2010
Re Abdullah teme per la pace nel Medio Oriente
Re Abdullah II è pessimista per la pace nel Medio Oriente
"La fiducia nella politica non c'è più .... non esiste un reale rapporto economico tra Giordania e Israele, quindi economicamente stavamo meglio prima che mio padre firmasse il trattato di pace."
In una intervista al Wall Street Journal, pubblicato online Lunedì, il Re giordano Abdullah II si lamenta dei rapporti tra il suo paese e Israele, che secondo lui sono scesi in basso come quando suo padre, re Hussein, firmò il trattato nel 1994.
In questi giorni, il processo di pace in Medio Oriente sembra essere a un punto morto e re Abdullah non nasconde di essere frustrato.
"Ho incontrato Benjamin Netanyahu ... l'anno scorso. Ero molto ottimista sulla la pace tra israeliani e palestinesi e tra gli israeliani e gli arabi". "Tuttavia, devo dire, che negli ultimi 12 mesi, tutto quello che ho visto mi ha reso estremamente scettico», dice il re. "E, io credo di essere una delle persone più ottimiste che si trovano nel mondo".
Il sovrano ha anche detto che, quando si incontrerà con il presidente americano Barack Obama, in questo fine settimana, lo spingerà a imporre a Israele le modalità e tempistica per nuovi negoziati di pace con i palestinesi.
Il re inoltre ha espresso la preoccupazione che senza nuovi negoziati ci potrebbe essere la violenza in un prossimo futuro.
"Sul confine israelo-libanese, oggi sembra che ci sia una guerra ogni secondo, sembra ci sia un tentativo da parte di alcuni gruppi di promuovere una terza intifada, che sarebbe disastrosa. Gerusalemme come si sa bene è una polveriera e poi c'è la preoccupazione prevalente sulla azione militare tra Israele e Iran".
"Con tutte queste cose la situazione non è accettabile; se si continua così esploderà il conflitto ed i popoli soffriranno perché ci sarà una guerra".
Il Re ha sottolineato che i prossimi due mesi saranno determinanti per il futuro del Medio Oriente.
Link
Interview With Jordan's King Abdullah II
"La fiducia nella politica non c'è più .... non esiste un reale rapporto economico tra Giordania e Israele, quindi economicamente stavamo meglio prima che mio padre firmasse il trattato di pace."
In una intervista al Wall Street Journal, pubblicato online Lunedì, il Re giordano Abdullah II si lamenta dei rapporti tra il suo paese e Israele, che secondo lui sono scesi in basso come quando suo padre, re Hussein, firmò il trattato nel 1994.
In questi giorni, il processo di pace in Medio Oriente sembra essere a un punto morto e re Abdullah non nasconde di essere frustrato.
"Ho incontrato Benjamin Netanyahu ... l'anno scorso. Ero molto ottimista sulla la pace tra israeliani e palestinesi e tra gli israeliani e gli arabi". "Tuttavia, devo dire, che negli ultimi 12 mesi, tutto quello che ho visto mi ha reso estremamente scettico», dice il re. "E, io credo di essere una delle persone più ottimiste che si trovano nel mondo".
Il sovrano ha anche detto che, quando si incontrerà con il presidente americano Barack Obama, in questo fine settimana, lo spingerà a imporre a Israele le modalità e tempistica per nuovi negoziati di pace con i palestinesi.
Il re inoltre ha espresso la preoccupazione che senza nuovi negoziati ci potrebbe essere la violenza in un prossimo futuro.
"Sul confine israelo-libanese, oggi sembra che ci sia una guerra ogni secondo, sembra ci sia un tentativo da parte di alcuni gruppi di promuovere una terza intifada, che sarebbe disastrosa. Gerusalemme come si sa bene è una polveriera e poi c'è la preoccupazione prevalente sulla azione militare tra Israele e Iran".
"Con tutte queste cose la situazione non è accettabile; se si continua così esploderà il conflitto ed i popoli soffriranno perché ci sarà una guerra".
Il Re ha sottolineato che i prossimi due mesi saranno determinanti per il futuro del Medio Oriente.
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Interview With Jordan's King Abdullah II
principe William andrà in Ulster?
Per il completamento del suo addestramento da pilota, il Principe William forse sarà mandato in Irlanda del Nord.
Per il secondo in linea di successione al trono è previsto che la sua formazione di elicotterista della RAF si concluderà a settembre.
Alla fine di questo mese William dovrà eseguire 6 esercitazioni di soccorsi di ricerca con elicotteri, alla fine delle quali diventerà tenente di volo.
Un portavoce del ministro della Difesa ha detto: "Gli equipaggi con sede a Valley molto probabilmente dovranno simulare incidenti in Irlanda del Nord, tuttavia in teoria possono avvenire ovunque, anche in Irlanda del Nord in caso di necessità."
Se il Principe sarà mandato in Irlanda del Nord in servizio sarebbe il primo membro della famiglia reale ad andare in quel paese dallo scoppio della crisi del 1960.
Un portavoce di St James's Palace ha detto: "il principe William, una volta che sarà un pilota operativo, andrà dove lo mandano i suoi doveri".
Il padre di William Charles rimase sconvolto quando il suo prozio Earl Mountbatten fu ucciso dall'IRA nel 1979 mentre era in vacanza nella Repubblica d'Irlanda.
Link
Prince William may serve in Ulster
Per il secondo in linea di successione al trono è previsto che la sua formazione di elicotterista della RAF si concluderà a settembre.
Alla fine di questo mese William dovrà eseguire 6 esercitazioni di soccorsi di ricerca con elicotteri, alla fine delle quali diventerà tenente di volo.
Un portavoce del ministro della Difesa ha detto: "Gli equipaggi con sede a Valley molto probabilmente dovranno simulare incidenti in Irlanda del Nord, tuttavia in teoria possono avvenire ovunque, anche in Irlanda del Nord in caso di necessità."
Se il Principe sarà mandato in Irlanda del Nord in servizio sarebbe il primo membro della famiglia reale ad andare in quel paese dallo scoppio della crisi del 1960.
Un portavoce di St James's Palace ha detto: "il principe William, una volta che sarà un pilota operativo, andrà dove lo mandano i suoi doveri".
Il padre di William Charles rimase sconvolto quando il suo prozio Earl Mountbatten fu ucciso dall'IRA nel 1979 mentre era in vacanza nella Repubblica d'Irlanda.
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Prince William may serve in Ulster
mercoledì, aprile 07, 2010
La Romania ha un nuovo principe
La Romania ha un nuovo principe, lui è Nicholas de Roumanie Medforth-Mills, nipote dell'ex re Michele I e terzo nella linea di successione del trono rumeno.
Nicholas ha compiuto 25 anni, quindi, secondo i desideri del nonno e dello Statuto della Royal Family rumena, prende il titolo di Sua Altezza Reale il Principe Nicola di Romania.
Questa decisione è stata presa nel 2005 da Re Michele e successivamente confermata dalle nuove "Regole fondamentali della Famiglia Reale di Romania", firmate nel dicembre 2007 dal Re, in base alla quale Nicholas "assumerà il titolo e il rango di "Sua Altezza Reale il Principe Nicola di Romania" al suo 25° compleanno o per la morte di Re Michele - che è comunque ancora vivo.
Lo Statuto, sostituisce la legge 1884 dello Statuto, e cambia anche la legge di successione della preferenza della primogenitura maschile.
Re Michael ha 5 figlie, la maggiore delle quali, è la principessa Margarita che è l'erede alla guida di Famiglia Reale.
Il principe Nicola è nato a Ginevra, in Svizzera, il 1° aprile 1985 come Michael Nicholas de Roumanie Medforth-Mills, è il figlio della principessa Elena di Romania, la seconda figlia del re Michele e della regina Anna, e del suo primo marito, il compianto dottor Robin Medforth-Mills.
Nicholas ha una sorella, Karina, i loro genitori divorziarono nel 1991, e la principessa Elena si risposò 7 anni dopo. Poco dopo la nascita di Nicholas, i suoi genitori si trasferirono a Newcastle-pon-Tyne, in Inghilterra, dove il principe frequentò il Shiplake College di Henley-on-Thames.
Adesso il principe Nicola è il terzo nella linea di successione al trono rumeno (dopo la sua zia e la madre), e molto probabilmente, dopo la morte di suo nonno, zia e madre, Nicholas diventerà il futuro capo della Casa Reale Rumena e pretendente al trono.
In un'intervista rilasciata nel 2008 a un giornale rumeno, Nicholas aveva dichiarato che se la gente rumena gli chiederà di diventare il loro re egli non lo rifiuterà.
In questi anni Nicola si presenta spesso nella vita pubblica, partecipa alle manifestazioni pubbliche e prende parte alle visite nel Paese pagate da suo zio il principe Radu (marito principessa Margarita), come rappresentante speciale del governo.
Nicholas ha compiuto 25 anni, quindi, secondo i desideri del nonno e dello Statuto della Royal Family rumena, prende il titolo di Sua Altezza Reale il Principe Nicola di Romania.
Questa decisione è stata presa nel 2005 da Re Michele e successivamente confermata dalle nuove "Regole fondamentali della Famiglia Reale di Romania", firmate nel dicembre 2007 dal Re, in base alla quale Nicholas "assumerà il titolo e il rango di "Sua Altezza Reale il Principe Nicola di Romania" al suo 25° compleanno o per la morte di Re Michele - che è comunque ancora vivo.
Lo Statuto, sostituisce la legge 1884 dello Statuto, e cambia anche la legge di successione della preferenza della primogenitura maschile.
Re Michael ha 5 figlie, la maggiore delle quali, è la principessa Margarita che è l'erede alla guida di Famiglia Reale.
Il principe Nicola è nato a Ginevra, in Svizzera, il 1° aprile 1985 come Michael Nicholas de Roumanie Medforth-Mills, è il figlio della principessa Elena di Romania, la seconda figlia del re Michele e della regina Anna, e del suo primo marito, il compianto dottor Robin Medforth-Mills.
Nicholas ha una sorella, Karina, i loro genitori divorziarono nel 1991, e la principessa Elena si risposò 7 anni dopo. Poco dopo la nascita di Nicholas, i suoi genitori si trasferirono a Newcastle-pon-Tyne, in Inghilterra, dove il principe frequentò il Shiplake College di Henley-on-Thames.
Adesso il principe Nicola è il terzo nella linea di successione al trono rumeno (dopo la sua zia e la madre), e molto probabilmente, dopo la morte di suo nonno, zia e madre, Nicholas diventerà il futuro capo della Casa Reale Rumena e pretendente al trono.
In un'intervista rilasciata nel 2008 a un giornale rumeno, Nicholas aveva dichiarato che se la gente rumena gli chiederà di diventare il loro re egli non lo rifiuterà.
In questi anni Nicola si presenta spesso nella vita pubblica, partecipa alle manifestazioni pubbliche e prende parte alle visite nel Paese pagate da suo zio il principe Radu (marito principessa Margarita), come rappresentante speciale del governo.
I norvegesi ammirano la Principessa Mette-Marit
Aumenta la popolarità della Principessa Mette-Marit
Un recente sondaggio commissariato dal quotidiano norvegese Dagbladet rivela un cambiamento nel modo in cui la popolazione norvegese vede la Principessa Mette-Marit, moglie del Principe ereditario Haakon.
Secondo un simile sondaggio, 9 anni fa i norvegesi erano scettici sul futuro della casa reale dopo che Mette-Marit fece parte della famiglia reale, con il figlio Marius fuori dal matrimonio.
Ora, il 58% della popolazione pensa che lei sia un modello molto buono per le giovani generazioni.
Il 52% dei suoi intervistati dichiara addirittura di ammirla.
Inoltre, la popolarità della monarchia in Norvegia è di nuovo in aumento.
Il 67% degli intervistati nel sondaggio dice di continuare a pensare che la Norvegia sia una monarchia.
Nel mese di aprile si è verificato un marcato aumento rispetto ad un sondaggio di 9 anni fa, quando la risposta era del 59%.
Link
Mette-Marit’s popularity on the rise
Un recente sondaggio commissariato dal quotidiano norvegese Dagbladet rivela un cambiamento nel modo in cui la popolazione norvegese vede la Principessa Mette-Marit, moglie del Principe ereditario Haakon.
Secondo un simile sondaggio, 9 anni fa i norvegesi erano scettici sul futuro della casa reale dopo che Mette-Marit fece parte della famiglia reale, con il figlio Marius fuori dal matrimonio.
Ora, il 58% della popolazione pensa che lei sia un modello molto buono per le giovani generazioni.
Il 52% dei suoi intervistati dichiara addirittura di ammirla.
Inoltre, la popolarità della monarchia in Norvegia è di nuovo in aumento.
Il 67% degli intervistati nel sondaggio dice di continuare a pensare che la Norvegia sia una monarchia.
Nel mese di aprile si è verificato un marcato aumento rispetto ad un sondaggio di 9 anni fa, quando la risposta era del 59%.
Link
Mette-Marit’s popularity on the rise
I belgi vogliono la monarchia
Secondo un sondaggio pubblicato da due quotidiani belgi, La Libre Belgique e De Standard, il 62% dei belgi vogliono la monarchia.
Alla domanda se la monarchia è un elemento di stabilità nel paese, la maggioranza risponde di sì con la stessa percentuale.
Tuttavia, l'indagine ha mostrato differenze regionali.
Nella regione francofona meridionale della Vallonia e nella capitale Bruxelles quasi il 75% sono a favore della monarchia, mentre nella regione settentrionale di lingua olandese delle Fiandre lo sono al 54%.
Link
Majority of Belgians in favour of keeping monarchy
lunedì, marzo 29, 2010
In Nepal ritorna la monarchia?
Kathmandu: il presidente del Nepal Ram Baran Yadav spera che il processo di pace in corso possa giungere alla sua logica conclusione di realizzare la nuova Costituzione entro il termine previsto del 28 maggio, ma ha aggiunto che non sarà in grado di farlo visto i tempi stretti e che i partiti non riescono ancora a raggiungere un consenso sulla questione.
"Ci sono poche speranze che il progetto di Costituzione possa essere completato entro il 28 maggio", ha detto Yadav.
Questa dichiarazione giunge in un momento nel quale i media dicono che molti maoisti, dopo la scomparsa di Koirala, vogliono far deragliare il processo di pace e la stesura della Costituzione.
La scomparsa del primo ministro del Nepal Koirala, un importante leader della nazione, ha complicato la situazione.
Nel frattempo Kamal Thapa, presidente del Rastriya Prajatantra-Nepal, leader del partito che chiede la restaurazione della monarchia, ha comunicato tre importanti messaggi.
In primo luogo,Thapa sostiene che adesso la forma e la configurazione del stato del paese sono solo provvisorie.
In secondo luogo, nel cuore e nelle menti di tutti i nepalesi, esistono tuttora profondo rispetto per l'istituzione della monarchia.
E in terzo luogo, vi è la necessità dell'istituzione della monarchia nel Nepal considerando anche la la situazione geo politica del Paese.
Ricordo che il Rashtriya Prajatantra - l'unico partito alla ricerca di un ritorno alla monarchia - continua a chiedere un referendum sulla laicità, la monarchia e il federalismo.
Nel frattempo cresce la paura che il paese possa precipitare in una situazione ingovernabile e in una nuova guerra civile.
Anche se potrebbe sembrare strano ora in Nepal la situazione è molto fluida e la gente sarebbe disposta ad accettare anche la eventualità di un ritorno alla monarchia.
Se la monarchia tornerà o no, sarà il tempo a dirlo.
Link
New Nepal constitution may not be drafted within May 28: Ram Baran Yadav
Kamal Thapa defends ex-Nepal King’s remarks intelligibly
"Ci sono poche speranze che il progetto di Costituzione possa essere completato entro il 28 maggio", ha detto Yadav.
Questa dichiarazione giunge in un momento nel quale i media dicono che molti maoisti, dopo la scomparsa di Koirala, vogliono far deragliare il processo di pace e la stesura della Costituzione.
La scomparsa del primo ministro del Nepal Koirala, un importante leader della nazione, ha complicato la situazione.
Nel frattempo Kamal Thapa, presidente del Rastriya Prajatantra-Nepal, leader del partito che chiede la restaurazione della monarchia, ha comunicato tre importanti messaggi.
In primo luogo,Thapa sostiene che adesso la forma e la configurazione del stato del paese sono solo provvisorie.
In secondo luogo, nel cuore e nelle menti di tutti i nepalesi, esistono tuttora profondo rispetto per l'istituzione della monarchia.
E in terzo luogo, vi è la necessità dell'istituzione della monarchia nel Nepal considerando anche la la situazione geo politica del Paese.
Ricordo che il Rashtriya Prajatantra - l'unico partito alla ricerca di un ritorno alla monarchia - continua a chiedere un referendum sulla laicità, la monarchia e il federalismo.
Nel frattempo cresce la paura che il paese possa precipitare in una situazione ingovernabile e in una nuova guerra civile.
Anche se potrebbe sembrare strano ora in Nepal la situazione è molto fluida e la gente sarebbe disposta ad accettare anche la eventualità di un ritorno alla monarchia.
Se la monarchia tornerà o no, sarà il tempo a dirlo.
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New Nepal constitution may not be drafted within May 28: Ram Baran Yadav
Kamal Thapa defends ex-Nepal King’s remarks intelligibly
Il Marocco contro il cancro
La principessa Lalla Salma, moglie del re del Marocco, da presidente della Associazione contro il cancro (ALSC) ha presieduto il lancio ufficiale del piano nazionale per la prevenzione e il controllo del cancro.
Il piano nazionale mira a fornire un'assistenza sanitaria di qualità a coloro che soffrono di questa malattia ed è nato da un accordo tra il Ministero della Salute e diversi attori della lotta contro il cancro. Il piano avrà la durata di 10 anni e i costi dovrebbero essere di circa 1 miliardo di dollari.
Nell'ambito della prevenzione e del controllo del cancro, il programma nazionale intende includere misure di prevenzione, diagnosi precoce, l'assistenza diagnostica e terapia, e cure palliative. Ci sarà anche un programma per la diagnosi precoce del tumore al seno e al collo dell'utero che sarà fatto in oltre 30 centri di screening del cancro in tutto il Marocco.
Tale piano prevede l'istituzione di programmi di prevenzione soprattutto nel campo della lotta contro il fumo, promuovendo un sano stile di vita e la riduzione dei comportamenti a rischio.
Inoltre, si costruiranno strutture, come ad esempio 4 centri oncologici regionali in Safi, Laâyoune, Meknès e Tangeri, due centri di oncologia ginecologica a Rabat e Casablanca, e due centri di oncologia pediatrica a Fez e Marrakech.
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Plan national de prévention et de contrôle du cancer SAR la Princesse Lalla Salma préside la cérémonie du lancement officiel
Il piano nazionale mira a fornire un'assistenza sanitaria di qualità a coloro che soffrono di questa malattia ed è nato da un accordo tra il Ministero della Salute e diversi attori della lotta contro il cancro. Il piano avrà la durata di 10 anni e i costi dovrebbero essere di circa 1 miliardo di dollari.
Nell'ambito della prevenzione e del controllo del cancro, il programma nazionale intende includere misure di prevenzione, diagnosi precoce, l'assistenza diagnostica e terapia, e cure palliative. Ci sarà anche un programma per la diagnosi precoce del tumore al seno e al collo dell'utero che sarà fatto in oltre 30 centri di screening del cancro in tutto il Marocco.
Tale piano prevede l'istituzione di programmi di prevenzione soprattutto nel campo della lotta contro il fumo, promuovendo un sano stile di vita e la riduzione dei comportamenti a rischio.
Inoltre, si costruiranno strutture, come ad esempio 4 centri oncologici regionali in Safi, Laâyoune, Meknès e Tangeri, due centri di oncologia ginecologica a Rabat e Casablanca, e due centri di oncologia pediatrica a Fez e Marrakech.
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Plan national de prévention et de contrôle du cancer SAR la Princesse Lalla Salma préside la cérémonie du lancement officiel
venerdì, marzo 26, 2010
Perchè votare una oligarchia?
Nelle recenti elezioni regionali francesi circa il 50% degli elettori non si è recato alle urne e quindi quasi un francese su due oggi non se la sente di sostenere i partiti al governo o all’opposizione.
Questo significa che l’emorragia è davvero forte, moltissimi elettori hanno preso la fuga dai partiti e questa alta astensione rende più debole anche le istituzioni repubblicane francesi.
Domanda: Succederà la stessa cosa anche in Italia?
Ancor più che in Francia, in Italia esiste un evidente distacco dei cittadini dai partiti, che spesso si trasforma in disgusto della classe politica e dello stato.
Inoltre i partiti ottengono voti per lo più per la fidelizzazione dell’elettorato militante o per la convenienza oppure per lo spauracchio che possa vincere la fazione politica più lontana dai propri convincimenti politici.
Insomma molti italiani si recano alle urne solo per votare il meno peggio.
In pochi anni si è passato da un periodo durante il quale si votava i partiti di riferimento delle ideologie – finalmente abbandonate – che hanno fondato la repubblica (un fattore non certo esaltante), ad un altro dove c’è una assoluta mancanza di adesione ai partiti.
Una situazione politica del genere avviene solo quando uno stato fallimentare, invece di servire il popolo, diventa ostacolo agli interessi dei cittadini ed infatti si usa sempre più il termine oligarchia.
Dalla prima alla seconda repubblica sono cambiati partiti e c’è stato un ricambio di classe dirigente – il meglio o in peggio è da discutere - ma la repubblica continua ad essere una oligarchia.
Nella cosiddetta prima repubblica l’oligarchia era stabilita dalle ideologie del secolo scorso (l’arco costituzionale) dove chi governava e chi era all’opposizione controllavano il paese.
L’entrata in campo di Berlusconi ha cambiato il mondo politico, adesso ci sono due schieramenti politici che ambedue hanno governato il nostro Paese, ma queste due forze politiche sono le due facce della stessa medaglia, cioè di un regime oligarchico.
Insomma nella prima repubblica l’oligarchia era formato dalla DC e il PCI, adesso dal PdL e PD.
Di fronte a questo disincanto generale verso la politica e le istituzioni, tra gli italiani sta crescendo una presa di coscienza della mistificazione della politica e più in generale del sistema repubblicano italiano.
In questa grave situazione bisogna allora chiederci se questa miscela esplosiva possa produrre una spinta verso l’azione di un contropotere e che possa far nascere una nuova classe politica.
Finora l’elettore, sempre più convinto che tutti i suoi rappresentanti si equivalgono e che sono indegni del suo voto, si limita a lamentarsi a parole senza impegnarsi di prima persona a fare azioni costruttive.
Evidentemente assistiamo solo ad un sintomo di nausea e torpore verso la repubblica perché non esiste ancora una credibile forza politica alternativa al sistema oligarchico che riesca ad attrarre l’attenzione dei cittadini.
In questo periodo di attesa e incertezza è davvero difficile prevedere quello che potrà succedere, mi limito a dire che un popolo non può accettare supinamente un regime oligarchico e che, a meno che non sia ormai morto, deve avere la forza per scegliere il suo destino.
Questo significa che l’emorragia è davvero forte, moltissimi elettori hanno preso la fuga dai partiti e questa alta astensione rende più debole anche le istituzioni repubblicane francesi.
Domanda: Succederà la stessa cosa anche in Italia?
Ancor più che in Francia, in Italia esiste un evidente distacco dei cittadini dai partiti, che spesso si trasforma in disgusto della classe politica e dello stato.
Inoltre i partiti ottengono voti per lo più per la fidelizzazione dell’elettorato militante o per la convenienza oppure per lo spauracchio che possa vincere la fazione politica più lontana dai propri convincimenti politici.
Insomma molti italiani si recano alle urne solo per votare il meno peggio.
In pochi anni si è passato da un periodo durante il quale si votava i partiti di riferimento delle ideologie – finalmente abbandonate – che hanno fondato la repubblica (un fattore non certo esaltante), ad un altro dove c’è una assoluta mancanza di adesione ai partiti.
Una situazione politica del genere avviene solo quando uno stato fallimentare, invece di servire il popolo, diventa ostacolo agli interessi dei cittadini ed infatti si usa sempre più il termine oligarchia.
Dalla prima alla seconda repubblica sono cambiati partiti e c’è stato un ricambio di classe dirigente – il meglio o in peggio è da discutere - ma la repubblica continua ad essere una oligarchia.
Nella cosiddetta prima repubblica l’oligarchia era stabilita dalle ideologie del secolo scorso (l’arco costituzionale) dove chi governava e chi era all’opposizione controllavano il paese.
L’entrata in campo di Berlusconi ha cambiato il mondo politico, adesso ci sono due schieramenti politici che ambedue hanno governato il nostro Paese, ma queste due forze politiche sono le due facce della stessa medaglia, cioè di un regime oligarchico.
Insomma nella prima repubblica l’oligarchia era formato dalla DC e il PCI, adesso dal PdL e PD.
Di fronte a questo disincanto generale verso la politica e le istituzioni, tra gli italiani sta crescendo una presa di coscienza della mistificazione della politica e più in generale del sistema repubblicano italiano.
In questa grave situazione bisogna allora chiederci se questa miscela esplosiva possa produrre una spinta verso l’azione di un contropotere e che possa far nascere una nuova classe politica.
Finora l’elettore, sempre più convinto che tutti i suoi rappresentanti si equivalgono e che sono indegni del suo voto, si limita a lamentarsi a parole senza impegnarsi di prima persona a fare azioni costruttive.
Evidentemente assistiamo solo ad un sintomo di nausea e torpore verso la repubblica perché non esiste ancora una credibile forza politica alternativa al sistema oligarchico che riesca ad attrarre l’attenzione dei cittadini.
In questo periodo di attesa e incertezza è davvero difficile prevedere quello che potrà succedere, mi limito a dire che un popolo non può accettare supinamente un regime oligarchico e che, a meno che non sia ormai morto, deve avere la forza per scegliere il suo destino.
Il principe Carlo visita a sorpresa l’Afghanistan
Il principe Carlo ha visitato a sorpresa la provincia meridionale afgana controllata dai talebani, dove suo il figlio minore, Harry, aveva servito il suo Paese.
Il principe ha trascorso la notte con i soldati al campo, nella provincia di Helmand, dopo aver visitato Kabul.
24 marzo 2010
Charles, vestito da militare, ha ricordato quanto era preoccupato quando Harry era nella provincia di Helmand.
"So benissimo quanto una famiglia sia preoccupata quando il figlio si trova qui", ha detto Charles ai giornalisti dopo la deposizione di una corona ai caduti della più grande base britannica in Helmand.
La Gran Bretagna ha perso 276 soldati dall'inizio della guerra del 2001, il secondo paese dopo gli Stati Uniti.
Il compito principale dei soldati britannici è quello di contrastare i talebani nella regione Helmand, dove il commercio illegale di stupefacenti finanzia il gruppo militante.
Harry è stato in questa base nel 2007 e nel 2008 dove, sotto attacchi aerei, ha dovuto pattugliare un isolato avamposto vicino al villaggio devastato dalla guerra di Garmsir, circa 160 chilometri a ovest della ex capitale Kandahar.
Nel corso della sua visita il principe Charles ha espresso il suo appoggio alle truppe britanniche ed ha elogiato i soldati.
Charles ha parlato anche con i leader locali della capitale provinciale di Lashkar Gah, seduto a gambe incrociate su un cuscino, come si usa in Helmand.
Il direttore generale del governo locale dell'Afghanistan Independent, Jalani Popal, ha detto che il principe era molto interessato al programma per la provincia di Helmand.
"La sua attenzione si è concentrata nel come portare vita e creare posti di lavoro".
Ma i più felici della visita di Carlo erano i soldati.
"E' bello sapere che ci sono persone che sono interessate a quello che stiamo facendo. E' come quando riceviamo i pacchi regalo che arrivano da casa."
Il principe Carlo è arrivato in Afghanistan dopo circa 6 settimane dalla visita di sua sorella, la principessa Anna, che visitò in segreto l’Afghanistan.
Link
Prince Charles visits UK troops in Afghanistan
Prince Charles visits British troops in Afghanistan
Il principe ha trascorso la notte con i soldati al campo, nella provincia di Helmand, dopo aver visitato Kabul.
24 marzo 2010
Charles, vestito da militare, ha ricordato quanto era preoccupato quando Harry era nella provincia di Helmand.
"So benissimo quanto una famiglia sia preoccupata quando il figlio si trova qui", ha detto Charles ai giornalisti dopo la deposizione di una corona ai caduti della più grande base britannica in Helmand.
La Gran Bretagna ha perso 276 soldati dall'inizio della guerra del 2001, il secondo paese dopo gli Stati Uniti.
Il compito principale dei soldati britannici è quello di contrastare i talebani nella regione Helmand, dove il commercio illegale di stupefacenti finanzia il gruppo militante.
Harry è stato in questa base nel 2007 e nel 2008 dove, sotto attacchi aerei, ha dovuto pattugliare un isolato avamposto vicino al villaggio devastato dalla guerra di Garmsir, circa 160 chilometri a ovest della ex capitale Kandahar.
Nel corso della sua visita il principe Charles ha espresso il suo appoggio alle truppe britanniche ed ha elogiato i soldati.
Charles ha parlato anche con i leader locali della capitale provinciale di Lashkar Gah, seduto a gambe incrociate su un cuscino, come si usa in Helmand.
Il direttore generale del governo locale dell'Afghanistan Independent, Jalani Popal, ha detto che il principe era molto interessato al programma per la provincia di Helmand.
"La sua attenzione si è concentrata nel come portare vita e creare posti di lavoro".
Ma i più felici della visita di Carlo erano i soldati.
"E' bello sapere che ci sono persone che sono interessate a quello che stiamo facendo. E' come quando riceviamo i pacchi regalo che arrivano da casa."
Il principe Carlo è arrivato in Afghanistan dopo circa 6 settimane dalla visita di sua sorella, la principessa Anna, che visitò in segreto l’Afghanistan.
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Prince Charles visits UK troops in Afghanistan
Prince Charles visits British troops in Afghanistan
La principessa d'Olanda damigella del matrimonio di Victoria?
La Princessa olandese damigella d'onore di Vittoria?
La casa reale svedese e olandese non hanno confermato questa voce, ma secondo la stampa olandese la Princessa Catharina-Amalia, di 6 anni e secondo nella linea al trono, potrebbe essere la damigella d'onore al matrimonio della sua madrina - la Principessa Victoria di Svezia.
La Principessa Reale Victoria è madrina di numerosi figli di Re.
Il primo fu il principe Alessio Costantino di Grecia nel 1998. Poi è arrivata la Principessa Ingrid Alexandra di Norvegia, il Principe Christian di Danimarca e, infine, la principessa Eleonora del Belgio nel 2008.
Si osserva che la madrina di Victoria è la regina Beatrice, la nonna di Catharina-Amalia. Inoltre, la madre della regina, la defunta regina Juliana, è stata la madrina di Carl XVI Gustaf Re di Svezia.
Finora l'elenco ufficiale delle damigelle di Victoria non è stato ancora rilasciato, ma non sarebbe bello se fosse così?
La casa reale svedese e olandese non hanno confermato questa voce, ma secondo la stampa olandese la Princessa Catharina-Amalia, di 6 anni e secondo nella linea al trono, potrebbe essere la damigella d'onore al matrimonio della sua madrina - la Principessa Victoria di Svezia.
La Principessa Reale Victoria è madrina di numerosi figli di Re.
Il primo fu il principe Alessio Costantino di Grecia nel 1998. Poi è arrivata la Principessa Ingrid Alexandra di Norvegia, il Principe Christian di Danimarca e, infine, la principessa Eleonora del Belgio nel 2008.
Si osserva che la madrina di Victoria è la regina Beatrice, la nonna di Catharina-Amalia. Inoltre, la madre della regina, la defunta regina Juliana, è stata la madrina di Carl XVI Gustaf Re di Svezia.
Finora l'elenco ufficiale delle damigelle di Victoria non è stato ancora rilasciato, ma non sarebbe bello se fosse così?
Re e Regina di Svezia in Brasile
I Sovrani di Svezia sono in visita ufficiale di 4 giorni in Brasile.
La regina Silvia non ha bisogno di un traduttore perchè parla benissimo il portoghese. Sua madre è brasiliana ed Lei è nata e ha vissuto in Brasile per dieci anni.
King Carl Gustaf ha anche incontrato il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva al Palazzo Itamaraty, il quale aveva invitato la coppia reale a pranzo.
I due capi di stato hanno firmato accordi bilaterali per promuovere scambi economici e per stabilire progetti di cooperazione in alta tecnologia tra il Brasile e la Svezia.
La famiglia reale svedese è stata ricevuta anche dal Presidente del Senato federale José Sarney, e della Camera bassa del Parlamento il presidente Michel Temer.
La coppia reale è stata invitata ad una serata di gala all'Hotel Tivoli in Sao Paolo.
Inoltre Re di Svezia Carl XVI Gustaf e la regina Silvia si sono incontrati con le popolazioni indigene del Brasile nella capitale Brasilia.
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High-stakes final phase for Brazil jet fighter tender
La regina Silvia non ha bisogno di un traduttore perchè parla benissimo il portoghese. Sua madre è brasiliana ed Lei è nata e ha vissuto in Brasile per dieci anni.
King Carl Gustaf ha anche incontrato il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva al Palazzo Itamaraty, il quale aveva invitato la coppia reale a pranzo.
I due capi di stato hanno firmato accordi bilaterali per promuovere scambi economici e per stabilire progetti di cooperazione in alta tecnologia tra il Brasile e la Svezia.
La famiglia reale svedese è stata ricevuta anche dal Presidente del Senato federale José Sarney, e della Camera bassa del Parlamento il presidente Michel Temer.
La coppia reale è stata invitata ad una serata di gala all'Hotel Tivoli in Sao Paolo.
Inoltre Re di Svezia Carl XVI Gustaf e la regina Silvia si sono incontrati con le popolazioni indigene del Brasile nella capitale Brasilia.
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High-stakes final phase for Brazil jet fighter tender
mercoledì, marzo 24, 2010
Farah Pahlavi celebra il Nawruz
Il 21 marzo 2010 l'imperatrice dell'Iran, Farah Pahlavi, ha celebrato insieme alla famiglia nella sua casa di Washington DC il Nawruz, la ricorrenza tradizionale che celebra il nuovo anno persiano.
Stando alla tradizione mitologica iraniana, il Nawrūz viene fatto risalire addirittura a circa 15.000 anni fa, all'epoca del leggendario re persiano Yima.
Stando alla tradizione mitologica iraniana, il Nawrūz viene fatto risalire addirittura a circa 15.000 anni fa, all'epoca del leggendario re persiano Yima.
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