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lunedì, gennaio 10, 2011

La testa della regina sui francobolli è salva

Un emendamento salva la testa della regina sui francobolli del Regno Unito.

10 gennaio 2011


Buckingham Palace ha stretto un accordo con il governo affinchè passi un emendamento nella legge per la privatizzazione di Royal Mail, che impedirà all'azienda straniera che acquisterà le poste britanniche di togliere l'immagine della sovrana dai francobolli.

Senza questo emendamento, il futuro proprietario della Royal Mail, senza vincoli, avrebbe potuto presentare collezioni filateliche con qualsiasi tipo di immagine e per i cittadini inglesi si sarebbe trattato di un crimine di lesa Maestà.

A contendersi il controllo delle poste di Sua Maestà sono operatori tedeschi e olandesi.

L'immagine della regina Elisabetta II è apparsa su miliardi di francobolli da quando è stata commissionata e c'era inquietudine nel Regno Unito.

Adesso questo emendamento stabilisce che non sarà possibile cancellare l'immagine della regina dai francobolli del Regno Unito.

God Save the Queen!!!

domenica, gennaio 09, 2011

Le radici del Paese, Monarchia e Savoia

A Forlì, il capo dello Stato, tornato al significato delle celebrazioni dell’Unità d’Italia, ha detto che anche il nord deve «avere coscienza delle proprie radici, del proprio contributo al moto unitario».

Innanzitutto faccio notare che i comportamenti concreti di chi a parole fa appello alla difesa delle radici dell'Italia, spesso sono stati opposti a quello invocato adesso.

Mi permetto di criticare napolitano, non solo per il suo passato, importante esponente del PCI, che aveva come paese di riferimento l'URSS, ma anche perchè, ad esempio, ignora completamente i meriti della Monarchia e di Casa Savoia.

Come è possibile mostrare, in occasione della festa del Tricolore, la bandiera della repubblica cispadana, come se fosse un punto di riferimento, invece del Regno d'Italia che realizzò l'Unità Nazionale?

La Monarchia e Casa Savoia sono stati essenziali per la realizzazione dell'Unità del nostro Paese, sono le radici della nostra Patria!!!!


Anche il direttore del Giornale Sallusti nel suo editoriale critica napolitano:
"Più che unire l'inquilino del Colle evidentemente mira a spaccare, gli italiani e il governo".
Non c'è nessun accenno, critica o richiamo a chi invece i simboli dell'Unità d'Italia li ha disprezzati per cinquant'anni. Cioè - accusa Sallusti senza mezzi termini - lui stesso e i suoi amici comunisti".
"Napolitano", incalza il direttore del Giornale, "rimuove la verità che nelle piazze del Pci invase da bandiere rosse il tricolore fosse bandito, che Bella Ciao venisse cantata al posto dell'inno di Mameli, la parola Patria considerata un residuo fascista".

Condivido quello che ha scritto sallustri, ma si dimentica che coloro che hanno indebolito l'Unità non sono stati solo i comunisti, ma la repubblica, uno Stato corrotto, decadente, perennemente in crisi che, per perpetrare se stesso, ha falsificato la Storia e screditato anche le radici del nostro Paese, la Monarchia.

Adesso dobbiamo ricostruire il Paese,
e sappiamo chi dobbiamo ringraziare....

Principe di Giordania è vice-presidente FIFA

Il Principe Ali Bin al-Hussein di Giordania è stato eletto vice-presidente della FIFA

6 gennaio 2011

All'hotel Sheraton di Doha, in Qatar, il Principe di Giordania, figlio del defunto Re Hussein di Giordania, è stato eletto vice-presidente della FIFA per il continente asiatico.



Il Principe Ali ha battuto per la carica Chung Mong-Joon, l'azionista di controllo del colosso industriale Hyundai Heavy Industries, uno dei maggiori sponsor della FIFA.

Il principe è il più giovane membro del comitato esecutivo della FIFA, 35 anni, ed è stato presidente della federazione nazionale di calcio della Giordania per un decennio e mantiene lo stesso ruolo alla testa della sempre più influente West Asian Football Federation.

La vittoria del principe Ali è avvenuta dopo poche settimane che il Qatar ha vinto il diritto di ospitare la Coppa del Mondo 2022.

Link

sabato, gennaio 08, 2011

Vittorio Emanuele II

Il 9 gennaio del 1878, alle ore 14,35 si spegneva a Roma nel palazzo del Quirinale VITTORIO EMANUELE II (Il Primo Re d'italia).

Fu proclamato Padre della Patria e sepolto al Pantheon che da allora divenne il sepolcreto dei Re d'Italia.

La repubblica divide il Paese

Il presidente della repubblica, napolitano, aprendo a Reggio Emilia le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, coincidente con la festa del Tricolore, ha detto che per affrontare la durezza delle prove che attendono il Paese, è necessaria «una rinnovata coscienza del doversi cimentare come Nazione unita, come Stato nazionale aperto a tutte le collaborazione e a tutte le sfide, ma non incline a riserve e ambiguità sulla propria ragion d’essere, e tanto meno a impulsi disgregativi che possono minare l’essenzialità delle sue funzioni, dei suoi presidi e della sua coesione».

Non si può che essere d'accordo all'appello alla coesione e all’unità.


Mi permetto però di far notare che non si può costruire questa coesione se sono addirittura le istituzioni ad alimentare queste divisioni.

Ormai la repubblica si sta sfaldando, è un insieme di oligarchie che si preoccupano solo di mantenere i loro privilegi.
Ci si illude di avere un presidente della repubblica super partes quando è un politico votato dai partiti, i quali a sua volta si odiano a vicenda, il presidente della camera (anche lui superpartes...) crea un nuovo partito per far cadere il governo, magistratura contro la politica...

Inoltre, come ho spiegato nel mio post "Tricolore Sabaudo prima bandiera italiana", mi chiedo come è possibile festeggiare il Tricolore se si ignorano completamente i meriti della Monarchia e di Casa Savoia, che invece sono state essenziali per la realizzazione dell'Unità del nostro Paese.

In un certo senso, è come pretendere di festeggiare un matrimonio senza gli sposi...

Alla Camera, Crispi, uno dei più combattivi membri del partito repubblicano, nel 1864 si convertì alla fede monarchica e pronunciò la famosa frase:
«La monarchia ci unisce, la repubblica ci divide».

Crispi aveva proprio ragione....