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sabato, gennaio 08, 2011

Vittoria e Daniele in Italia

La Principessa ereditaria di Svezia Vittoria e Daniele sono in Italia!!


Ospiti davvero prestigiosi alla alla gara di Coppa del Mondo di sci a Dobbiaco, Italia.

La principessa Victoria di Svezia ha assistito a bordo pista alla gara sprint andata in scena nella giornata di mercoledì.

La principessa di Svezia ha parlato col presidente del comitato organizzatore Herbert Santer e ha incontrato gli sciatori svedesi che partecipano alle gare.

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aftonbladet

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Cerimonia di Pasqua a Madrid

Re Juan Carlos I, la regina Sofia, il principe ereditario Felipe e la principessa Letizia, hanno partecipato alla cerimonia militare di Pasqua presso il Palazzo Reale di Madrid.

6 gennaio 2011


Tradizionalmente in questa cerimonia, il sovrano tiene il primo discorso dell'anno.
Re Juan Carlos ha elogiato i militari e ha anche invitato le truppe di essere pronti a promuovere la sicurezza in comune con i partner della NATO "ovunque essi siano richiesti."
Egli ha anche commentato il nuovo modello di formazione dicendo che la formazione è "un altro passo per unire le forze armate con la società".
Inoltre ha chiesto che i tagli di bilancio economico non pregiudicano la difesa.
Il Re ha anche commentato i recenti successi in Bosnia, Haiti, Libano e Afghanistan.

Clicca sul link per guardare una clip sulla cerimonia:
RTVE

Matrimonio Umberto Maria Josè

Matrimonio a Roma del Principe di Piemonte, S.A.R. il Principe Reale Umberto di Savoia, con S.A.R. la Principessa Reale del Belgio Maria José.

8 gennaio 1930

Regina d'Italia Elena

L'8 gennaio 1873 nasceva a Cettigne, la Principessa Elena Petrovich Njegosh del Montenegro, futura consorte di Re Vittorio Emanuele III e Regina d'Italia.

Di animo sensibile e pragmatico, la regina Elena si tenne sempre lontana dalle questioni politiche e profuse il suo impegno in numerose iniziative caritative e assistenziali, che le assicurarono vasta simpatia e popolarità.

Rosa d’oro della cristianità, nel 2001 è stata proclamata Serva di Dio in occasione dell'apertura del processo di canonizzazione.

Tricolore Sabaudo- prima bandiera italiana

La repubblica, consapevole della sua debolezza, ha sempre cercato di indebolire la Monarchia, e questa ossessione di propagandare messaggi antimonarchici è ben visibile anche in come ha istituito la festa del Tricolore e racconta la storia.

La festa del Tricolore venne istituita dalla legge 671, con l’intenzione di celebrare la nascita del "tricolore italiano" avvenuta il 7 gennaio del 1797 a Reggio Emilia.(?)

Considerare il vessillo della repubblica cispadana come tricolore italiano è una forzatura che permette alla repubblica di “sostituire” la prima vera Bandiera Italiana, quella Sabauda di Re Carlo Alberto, con un “vessillo repubblicano”.

Con questo intendo dire che la nomenklatura della repubblica italiana ha cercato di trovare, nella complessa storia del Tricolore, una “bandiera targata repubblicana” che anticipasse quella Sabauda.
Questa forzatura è un tentativo di indebolire il legame tra monarchia-tricolore, ma è impossibile festeggiare degnamente e completamente il Tricolore senza la Bandiera Sabauda !

Questa forzatura è lontana dalla realtà. La bandiera è un simbolo legato al periodo storico nel quale vive e quindi non si può, a posteriore, applicare al vessillo del 1797 un significato diverso da quello che aveva. La bandiera del 1797 non aveva il significato dell'Unità d'Italia.

Durante il triennio (1796-1799) i giacobini volevano imporre nella nostra penisola la rivoluzione francese, la bandiera della repubblica cispadana era imposta dagli stranieri (Napoleone) e quindi non simboleggiava l'unità d'Italia e la sua indipendenza.

I rappresentanti delle città di Reggio Emilia e Modena (Ducato occupato da Napoleone), e di Bologna e Ferrara (appartenenti allo Stato della Chiesa invaso dai francesi), riuniti in congresso, decisero di stabilire un governo fantoccio dei francesi e la bandiera prescelta fu quella poi voluta ed esaltata da Ciampi come la prima bandiera italiana.

Non riesco proprio a capire come si possa sostenere che il vessillo della repubblica cispadana, nata sotto la protezione dell’esercito napoleonico, possa essere il simbolo del popolo e della libertà.
Quale libertà se il popolo subiva l’occupazione degli stranieri e lo stato viveva sotto la protezione dei francesi?

La repubblica cispadana scomparì con la stessa rapidità con la quale nacque - nell'anno successivo, con l'annessione della Lombardia, prese il nome di repubblica cisalpina - evidente dimostrazione della sua assoluta inesistenza.

Eppure attorno a questo vessillo secondario e senza sostanza, la repubblica ha inventato una favola per dimenticare la prima vera Bandiera Italiana, quella Sabauda…

Inoltre la bandiera della repubblica cispadana è graficamente molto diversa da quella attuale, le bande sono orizzontali invece che verticali, al centro è dipinto la faretra con 4 frecce e la sigla “R C” .
Ironia della sorte, sotto la faretra c’è anche un fascio littorio…

La beffa per i sostenitori del vessillo cispadano è che non esiste l’originale della bandiera del 1797, esiste solo la ricostruzione storica fatta da un certo Ugo Bellocchi.

E’ istruttivo sapere chi era Bellocchi. Era un giornalista, nato a Reggio Emilia il 22 agosto 1920, che il 24 aprile 1945 fondò il quotidiano “Reggio Democratica”, organo del Comitato Provinciale di Liberazione Nazionale. La presunta ricostruzione del vessillo avvenne solo nel 1963 quando lui riuscì a identificare le esatte caratteristiche della bandiera cispadana. Insomma si apprende che le fattezza di questo vessillo repubblicano ce l’ha regalata, solo pochi anni fa, un partigiano di Reggio...

Comunque, questo vessillo non aveva nulla a che fare con l’Italia e l’Unità Nazionale, lo stato cispadano era uno stato fantoccio dell’esercito napoleonico e non esiste l’originale…

Aprire, come ha voluto fare napolitano, i festeggiamenti dell’anniversario dei 150 anni dell’Unità Nazionale con questo vessillo senza citare il Tricolore Sabaudo, ha dell’incredibile.

Il primo vero tricolore dell'Italia !
Il 23 marzo 1848 Carlo Alberto rivolge alle popolazioni del Lombardo Veneto il famoso proclama che annuncia la prima guerra d'indipendenza e che termina con queste parole: (…) per viemmeglio dimostrare con segni esteriori il sentimento dell'unione italiana vogliamo che le Nostre Truppe(…) portino lo Scudo di Savoia sovrapposto alla Bandiera tricolore italiana.
Allo stemma dinastico fu aggiunta una bordatura di azzurro, per evitare che la croce e il campo dello scudo si confondessero con il bianco e il rosso delle bande del vessillo.

W il Tricolore!
W la Bandiera di Re Carlo Alberto!
W il Risorgimento!
W la Monarchia!
W l’Italia!