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domenica, luglio 11, 2010

Doni alla Regina Paola in Congo

Il Palazzo Reale Belga ha confermato che il presidente congolese Joseph Kabila ha donato alla regina Paola una collana, un bracciale e orecchini di diamanti durante la visita della famiglia reale in Congo.

King Albert II and Queen Paola of Belgium are seen visiting the Baudouin Hospital in Kinshasa, Democratic Republic of Congo, July 1st, 2010, at the occasion of the 50th anniversary of the Independence of Congo. Photo by Eric Herchaft/Pool/Reporters/ABACAPRESS.COM Photo via Newscom


Il portavoce del Palazzo ha anche dichiarato che i gioielli sono incorporati nel patrimonio dello Stato, ma rimangono a disposizione della famiglia reale belga.

Inoltre ha affermato che la famiglia reale belga aveva donato forniture mediche per un ospedale a Kinshasa.

Link
http://au.news.yahoo.com/thewest/a/-/world/7561479/dr-congo-gave-belgian-queen-diamonds-palace/

sabato, luglio 10, 2010

mercoledì, luglio 07, 2010

Regina Elisabetta all'ONU 1957

Video della visita e discorso di Sua Maestà Elisabetta all'ONU nel 1957



Regina Elisabetta parla all'ONU

Parlando come Regina di 16 Stati membri dell'ONU e capo del Commonwealth di 54 paesi con una popolazione di quasi 2 miliardi di persone, Elisabetta ha tenuto un discorso alla sede dell'ONU di New York.

6 luglio 2010


Queen Elizabeth II, 84, of Britain, addresses the General Assembly at the United Nations on July 6, 2010 in New York. The speech marks her second appearance ever at the UN, the first taking place in 1957, as she makes a brief visit to the city.   UPI Photo/Monika Graff.. Photo via Newscom


Nel suo breve intervento alle Nazioni Unite, Sua Maestà Elisabetta ha parlato di temi internazionali e ha lanciato un appello per la pace e per l'armonia dei paesi.  La Regina ha toccato i temi della leadership, dell'unità tra nazioni, del clima e del ruolo dell’organizzazione internazionale.

Ai membri dell'ONU la regina ha detto : "Molti cambiamenti radicali non sono stati provocati dai governi, ma perchè milioni di persone li hanno voluti a tutti i costi. Per fortuna alcuni valori non sono cambiati, come quelli della pace internazionale, della sicurezza e della giustizia che le Nazioni Unite difendono in tutto il mondo. Dobbiamo unire le nostre forze, i nostri talenti, e lavorare insieme per la pace e la dignità di tutti gli esseri umani".


"Nella mia vita, le Nazioni Unite è passata da essere una aspirazione nobile ad essere una vera forza per il bene comune".
"Questo di per sé ha costituito un notevole segnale. Ma non siamo qui per ricordare. Nel mondo di domani, dobbiamo lavorare tutti insieme se vogliamo davvero essere Nazioni Unite". 


"La sfida è ora di continuare a mostrare questa chiara leadership ... senza perdere di vista i vostri lavori in corso per garantire la sicurezza, la prosperità e la dignità degli esseri umani nostri fratelli".


La prima volta che la sovrana si presentò all'ONU fu nel 1957 quando aveva 31 anni, appena 4 anni dopo essere stata incoronata regina, e poco più di un decennio dopo la nascita ufficiale dell'organismo.

Compleanno del Dalai Lama

Il Dalai Lama ha festeggiato il suo 75° compleanno a Dharamsala, la città nel nord dell’India in cui vive in esilio dal 1959.

6 luglio 2010

Migliaia di persone gli hanno manifestato la propria vicinanza con canti, balli tradizionali e fiori.

Durante una delle cerimonie per commemorare il suo compleanno il Dalai Lama ha parlato con il Primo Ministro del governo tibetano in esilio, Samdhong Rinpoche.
In questa occasione ha fatto un bilancio nella lotta per l’autonomia della provincia cinese, con il rammarico di non poter festeggiare con il suo popolo, ma anche la consapevolezza che qualche avanzamento c’è stato, almeno sul piano sul sostegno internazionale alla causa.
«Quando vedo le foto e i progressi compiuti so che la mia vita non è stata sprecata».

Tenzin Gyatso, nato Lhamo Dondrub (Qinghai, 6 luglio 1935), è il XIV Dalai Lama, premio Nobel per la pace nel 1989 ed esponente della dottrina della non-violenza.

Vive dal 1959 in esilio in India, a Dharamsala (Himachal Pradesh), con un seguito di 120.000 tibetani in seno ai quali ha costituito il governo tibetano in esilio.