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lunedì, maggio 03, 2010

L'imperatore giapponese riceve i Presidenti UE

Al Palazzo Imperiale di Tokyo, l'imperatore Akihito e l'imperatrice Michiko hanno ricevuto il Presidente del Consiglio Europeo, Herman Van Rompuy, e il Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso.

Il capo dell'UE è un ammiratore della poesia giapponese.
In seguito i leader dell'UE incontrano il primo ministro giapponese Yukio Hatoyama per discutere sulle relazioni UE-Giappone.



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EU & European Commission Presidents Meet the Japanese Emperor

domenica, maggio 02, 2010

Se i Nepalesi lo vogliono ritorna la Monarchia

Intervistato dai giornalisti a Birgunj, l'ex principe ereditario Piras ha detto che, se la gente lo desidera, la monarchia può ritornare nel Nepal.
Tuttavia, Paras ha detto che non ha il desiderio di diventare re del Nepal.
Inoltre ha affermato che è favorevole che il Nepal sia una nazione indù, ma si è rifiutato di fare commenti sulla situazione politica, aggiungendo solo che il paese ha bisogno di stabilità, pace e sviluppo.

Paras si era recato a Birgunj per inaugurare un nuovo ospedale e per visitare 2 templi. Un grande numero di monarchici hanno gridato slogan pro-monarchia, dicendo che solo il ritorno alla monarchia può salvare il Paese dal disastro.

Grazie alla rabbia dei cittadini nei confronti dei politici e davanti ad una nuova crisi minacciata dal partito maoista, che ha indetto uno sciopero ad oltranza a livello nazionale, l'ex principe ereditario Paras sta riconquistando i nepalesi.

Dopo l'abolizione della monarchia del 2008, Paras è stato accolto con ghirlande e applausi nella città di Birgunj dove ha fatto la sua prima apparizione pubblica.
Il 39enne, aveva scelto di andare in esilio volontario in Singapore.

In una intervista pubblica, il principe ha difeso la sua famiglia, che ha governato il Nepal per quasi 250 anni, dicendo che suo padre rinunciò alla corona per amore della pace.

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Monarchy may return if people want: Paras

Nepal's ex-prince regaining his halo

sabato, maggio 01, 2010

Olanda, il Giorno della Regina

Il Koninginnedag (Il Giorno della Regina) è la festa nazionale dei Paesi Bassi, che si celebra ogni anno il 30 aprile, giorno del compleanno della Regina Giuliana.

Per tradizione, il Giorno della Regina è l'unico giorno che non richiede autorizzazioni per vendere merci per strada.
Ogni anno, il Koninginnedag raduna nella sola Amsterdam una media di due milioni di visitatori. Durante la festa i Paesi Bassi si tingono di arancione, colore tradizionale della monarchia olandese, in un fenomeno detto Oranjegekte.

Per paura che un altro folle rovinasse la festa nazionale olandese (l'anno scorso un folle lanciò la sua auto contro la parata in onore di Beatrice d’Olanda, uccidendo 6 persone), per i festeggiamenti dei 30 anni di regno di Beatrice è stato dispiegato un contingente di forze della sicurezza senza precedenti.

Centinaia di migliaia di olandesi hanno organizzato feste e raduni per la festa di color arancione.
La sovrana 72enne ha dato il via alle celebrazioni nella piccola città di Wemeldinge nella provincia meridionale di Zeeland, dove è arrivata questa mattina accompagnata dal principe ereditario Guglielmo Alessandro, sua moglie Maxima e altri familiari.

Tanti Auguri Altezza!!

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koninginnedagamsterdam

festadellaregina

venerdì, aprile 30, 2010

Re Costantino intervistato sull'economia e attualità

Durante la breve visita nella regione di Pilio, Sua Maestà il Re Costantino ha risposto alle domande dei giornalisti su fatti di attualità.

Alla domanda di valutare le misure fiscali imposte di recente dal governo greco, il re Costantino ha dichiarato che sarebbe meglio lasciarle agli esperti.
Ha sottolineato, tuttavia, che la gente riconosce i notevoli sforzi da parte del governo ellenico e che tutti prendono parte allo sforzo per superare la crisi.
Il suo unico desiderio è che, nonostante tutte le avversità, ci sia un sentimento di collaborazione e che in un prossimo futuro i sacrifici fatti dal popolo greco diano i suoi frutti.

Alla domanda sulle recenti violenze terroristiche, Sua Maestà ha poi risposto che non distingue un ladro comune, che persegue una famiglia o mette in pericolo la vita di un proprietario di un negozio, da un terrorista che mette in pericolo un'intera comunità. Per entrambi i casi la soluzione è costituire un fronte unito del popolo, delle autorità di polizia e del sistema giustizia. E' nostra responsabilità comune proteggere la democrazia e dimostrare che l'opinione pubblica è contro il terrorismo.

Si deve protestare in maniera pacifica, come quello che fece il popolo dell'Irlanda del Nord alcuni anni fa, quando con una marcia silenziosa l'intera nazione si scagliò contro chi ferisce il paese, la democrazia e i cittadini.

In risposta alle domande sul tema dei Giochi del Mediterraneo, che si terranno a Volos nel 2013, il re Costantino ha risposto che nonostante non sia pienamente informato sullo stato di avanzamento dei lavori, è certo che, come successe per i Giochi Olimpici, anche se all'ultimo momento la Grecia ce la farà.

Alla domanda se è disposto a dare il suo aiuto, il re Costantino ha risposto che, se qualcuno glielo chiederà, certamente aiuterà il Paese, come fece per le Olimpiadi di Atene 2004.

12 aprile 2010
NOTA: Questa intervista ebbe luogo prima degli arresti di presunti membri del gruppo terrorista 'la lotta rivoluzionaria'.

Traduzione dell'articolo pubblicato nel sito di Sua Maestà.
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HM King Constantine on the Greek economy and current events

La bancarotta della repubblica greca

La repubblica greca è in bancarotta, i titoli di Stato sono diventati spazzatura, non può più rifinanziare sul mercato il suo debito pubblico e chiede aiuto all’UE e al FMI.

L'allarme è stato lanciato dal ministro delle Finanze, Papaconstantinou, che ha sottolineato che il deficit di bilancio del 2009, già corretto da Eurostat al 13,6%, potrebbe esser ancora rivisto in peggio, «al 14 per cento del Pil».
Il Primo ministro greco George Papandreou ha detto:"Siamo determinati a fare tutto il necessario per controllare l'enorme deficit, ripristinare la stabilità delle finanze pubbliche, promuovere lo sviluppo". "E' l'unico modo per assicurare che la Grecia non perdi i suoi diritti sovrani."

Nel frattempo il presidente della Banca centrale europea, Trichet, non ha voluto commentare l'andamento dei negoziati tra il governo di Atene e Bruxelles, ma ha spiegato che a suo parere un default della Grecia o dell'eurozona è fuori questione.
Per cercare di salvare la Grecia, nei prossimi tre anni la Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale hanno deciso di sostenere la Grecia con 135 miliardi di euro.
Atene ha varato un nuovo programma di austerità che, nelle previsioni del Governo, ridurrà il deficit di 10 punti percentuali in due anni.
L’oggettiva impossibilità di rifinanziare il debito pesa come un macigno.

Atene sembra pronta al piano di "austerity" ma la repubblica greca è già fallita.

Oltre che l’aspetto finanziario bisogna segnalare che questa crisi finanziaria minaccia la sovranità del paese.
In realtà già si sapeva di questo rischio – è il disegno della globalizzazione che vuole cancellare le nazioni - ma adesso si tocca con mano quello che appunto poteva succedere...

La Grecia si trova in una triplice crisi: di fiducia, di liquidità e d’insolvenza. Non può raccogliere sui mercati i soldi necessari a rifinanziare il proprio debito. Non può garantire i propri depositi bancari. Non può onorare le proprie obbligazioni.

Visto che la moderna repubblica greca è in bancarotta penso sia opportuno confrontare la situazione finanziaria della repubblica greca con quella del Regno di Grecia.
E questa volta non si puo incolpare né la monarchia né il Re per il disordine e il fallimento della repubblica ellenica, che anni fa mandò in esilio re Costantino.
Quando c’era la monarchia, la Grecia aveva registrato un miracolo economico dopo la seconda guerra mondiale: il 1953 fu il punto di partenza della situazione economica chiamata "miracolo greco". Per vent'anni, la Grecia ha avuto il più alto tasso di crescita a livello internazionale (dopo il Giappone). Nonostante i tanti problemi politici (una giunta militare 1967-1974, il problema di Cipro e la messa fuori legge il partito comunista greco 1948-1974), la Grecia riusci a trasformarsi da un piccolo paese sottosviluppato e distrutto (a causa di una lunga serie di guerre), in un paese degno di diventare un membro della (allora) Comunità europee.
La Grecia divenne il 10° Stato membro del CEC nel 1981. In quel momento, la maggior parte dei suoi indicatori economici erano più o uguale a quelli dell'Irlanda, Spagna e Portogallo. Il "miracolo greco" è stato sostanzialmente il risultato delle politiche svolta dal conservatore Konstantinos Karamanlis che governò la Grecia 1955-1963 e 1974-1980, con un mix di politiche keynesiane e di libero mercato.

Dopo la bancarotta in stile Argentina fallisce un’altra repubblica...
Purtroppo le oligarchie repubblicane (greche e italiane) dimenticano gli effetti stabilizzanti della Monarchia.