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martedì, gennaio 30, 2007

La Chiesa contro napolitano



La Cei boccia l'appello di Napolitano

Il Monsignor Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, ha replicato al presidente della repubblica respingendo, di fatto, l’indicazione di napolitano per una legge sulle unioni civili che tenga conto dei timori e delle sensibilità della chiesa cattolica.
Per la Chiesa approvare i Pacs significa scardinare i valori della famiglia tradizionale.
Non è possibile trovare un compromesso sulle coppie di fatto perchè se si mettono accanto al modello della famiglia monogamica (uomo e donna) altri modelli che non hanno in se' tutti questi elementi non fanno altro che scardinare i valori che la Chiesa presenta ai giovani.
Sono modelli sociali che entrano in concorrenza fra di loro e per questo e' estremamente difficile accettare quelli che sono concorrenti alla famiglia tradizionale.



Il segretario generale della Cei ha ben compreso il senso più preciso delle affermazioni madrilene di napolitano, e cioè che lui ritiene in ogni caso che una legge, invece, vada fatta. E che il Parlamento italiano la farà.

La Chiesa ha ben capito che il presidente della repubblica è un politico!

Per l'ennesima volta le dichiarazioni di napolitano sono interferenze politiche in quanto ha detto che la legge sulle coppie di fatto si farà .

Inoltre, ancora una volta, napolitano si dimostra di parte in quanto è evidente il suo aiuto e la sua simpatia alla maggioranza.

A questo punto l'operato del presidente della repubblica è criticabile in quanto svolge un ruolo politico .





radio vaticano

sabato, gennaio 27, 2007

Quirinale repubblicano




Finalmente dopo più di mezzo secolo, la repubblica si degna di pubblicare i costi del quirinale.

Infatti i costi del quirinale sono un segreto di stato da più di mezzo secolo e la repubblica italiana non ha mai pubblicato i suoi bilanci.
Che io sappia il Segretario generale della presidenza della repubblica ha sempre detto che il bilancio del quirinale per “consuetudine costituzionale” ha “natura di atto interno non pubblico”.



Ma più che trasparenza direi che si scopre l'acqua calda !

Infatti si continua a non sapere come sono spesi tutti questi soldi.
Dov'è la trasparenza?
Si scoprono cose già note come ad esempio il numero enorme del personale di ruolo (987 unità, di cui 84 appartenenti alla carriera direttiva, 124 alla carriera di concetto, 228 alla carriera esecutiva e 551 ausiliari ..).

Cosa serve tutto questo esercito?
Quanto guadagna il personale ?
Come sono stati scelti? .... Su questo non si sa nulla.

Ma non basta.
Nella nota del bilancio di previsione dell’amministrazione della presidenza della repubblica per il 2007 si legge solo che la richiesta è inferiore rispetto alle previsioni, ma le spese del Quirinale continuano ad essere sbalorditive.

Altro che rigore, sobrietà e trasparenza.
In dieci anni il personale di ruolo del Quirinale è aumentato del 20% e le spese del Quirinale sono cresciute del 91% in cifra assoluta e del 61% al netto della inflazione.
Sono aumentati i corazzieri, saliti a 297, e il personale per la sicurezza, 1086 persone. Mentre i dipendenti (tra dirigenti, quadri e ausiliari) sono saliti a quota 1072.

Non è un mistero che tra le mansioni di un ausiliario assunto ci fosse quella di tenere sempre aggiornata l'ora dei pendoli e degli orologi a cucù.
L'11% del totale delle spese, 23 milioni di euro circa se ne va per il cerimoniale e il mantenimento dei palazzi e delle tenute presidenziali.

Quanto ci costa la repubblica?
Come sono spesi i soldi degli italiani?
Non basterebbe un quinto di quanto si spende per il quirinale?


quirinale

venerdì, gennaio 26, 2007

Ricordo di Regina Maria Josè





A Ginevra il 27 gennaio 2001 moriva la Regina Maria Josè.

Adesso riposa al fianco di S.M. Umberto II nell'Abbazia Reale di Altacomba (Francia).

domenica, gennaio 21, 2007

La repubblica del terrore

Con estrema violenza la repubblica prese il potere, e la rivoluzione francese anticipò gli orrori del nazismo e del comunismo.

La brutale morte di Re Luigi XVI è ancora oggi il riflesso dell'instabilità patologica delle nostre istituzioni e del declino della società moderna, ed è con quest'ottica che si deve rileggere la Storia per sperare di migliorare il mondo.


Luigi XVI di Re Francia (23 agosto 1754 - 21 gennaio 1793).

Re Luigi venne arrestato ufficialmente il 13 agosto 1792. Il 21 settembre 1792, l'Assemblea Nazionale dichiarò che la Francia era una repubblica.

Luigi venne processato (dall'11 dicembre 1792) e accusato davanti all'Assemblea Nazionale di alto tradimento.
Venne condannato a morte (17 gennaio 1793) per ghigliottina con 361 voti favorevoli, 288 contrari e 72 astenuti.

Re Luigi XVI fu ghigliottinato il 21 gennaio 1793 in Piazza della Rivoluzione, l'attuale Place de la Concorde.

Sua moglie, Maria Antonietta, lo seguì sulla ghigliottina il 16 ottobre 1793.

Il Re rivolgendosi ancora una volta ai francesi affermò: "Muoio innocente di tutti i crimini che mi sono imputati. Perdono i responsabili della mia morte e prego Dio che il sangue che state per versare non ricada mai sulla Francia"

Il Re è morto, viva il Re !!

venerdì, gennaio 19, 2007

Benzina repubblicana



In Italia il prezzo della benzina è troppo alto, e lo sanno molto bene gli italiani che ogni volta che vanno dal benzinaio devono svenarsi per fare il pieno.
Inoltre se lo si confronta con quello di altri stati europei si capisce che c'è qualcosa che non funziona, sembra proprio che c'è qualcuno che ci ruba i nostri soldi.

Ma perchè i costi di un litro di benzina o gasolio sono così elevati in Italia ?
Tutti sanno che il prezzo della benzina alla pompa dipende dal prezzo del greggio, ma molti non sanno che la differenza tra il prezzo al consumo e il costo di produzione è causata dalle imposte che lo stato repubblicano grava sugli italiani.
Entrate sicure ed odiose, in quanto il prelievo fiscale sui carburanti colpisce i cittadini su un servizio essenziale: la mobilità.

Per capire meglio la situazione del costo della benzina è utile dare una percentuale di quelle che sono le imposte e il costo di produzione.

Le imposte si aggirano attorno al 60/70% del costo al consumo e il rimanente 30/40 % è il costo di produzione e quindi, al contrario di quello che politici e mass media vogliono farci credere, la colpa non è solo o soprattutto dei "big" del petrolio bensì delle tasse che gravano sui carburanti.
Infatti solo sei mesi fa, ovvero l'8 agosto del 2006, il greggio faceva registrare il prezzo record di 78,69 dollari al barile. Eppure, benché tra i 78 dollari di agosto e i 53 di gennaio ci sia una differenza di 25 dollari e un crollo relativo del valore della materia prima di oltre il 33%, il costo dei carburanti alla pompa è rimasto pressocché stabile.
Il costo di un litro di verde, infatti, è determinato per il 25,6% dai costi di estrazione, per l'8% dalla successiva fase di trasporto e raffinazione, per il 5,5% dal trasferimento dei carburanti ai distributori, per il 3,5% dal prelievo-profitto dei gestori e per il 57,4% dalle tasse (Iva e accise) applicate dallo Stato.
In pratica ogni volta che lasciamo 100 euro al distributore ne versiamo 57,4 allo stato repubblicano.

Ma non basta, i carburanti in Italia sono sottoposti ad una quadruplice tassazione, che costituisce più del 60% del prezzo finale, infatti abbiamo :
1. accisa
2. Iva sul prezzo
3. Iva sull�accisa (una tassa sulla tassa!)
4. tassazione dei profitti delle compagnie
(accisa : imposta indiretta sulla fabbricazione e sulla vendita di prodotti di largo consumo)

Le imposte che gravano arrivano al 70 per cento del prezzo alla pompa, un affronto e una presa in giro se si considerano le frequenti lamentazioni, da parte degli uomini politici, sull'eccessivo costo della benzina e del diesel.
Se la Benzina è troppo cara, prendetevela con la repubblica, in quanto circa 2/3 del prezzo va allo Stato repubblicano.

Se davvero gli uomini politici ritengono, come dovrebbero, che i contribuenti siano taglieggiati dal fisco, dispongono di tutti i mezzi per porre rimedio al problema.
Le accise italiane sono ben superiori ai livelli minimi imposti dall'Unione Europea.

Ora il governo repubblicano invece di diminuire le tasse, pensa di risolvere la questione cambiando il sistema distributivo dei carburanti.
Intendiamoci, la liberalizzazione è sempre un buon presupposto, ma nel caso dei carburanti si dimentica di segnalare che il prezzo alla pompa è costituito in larghissima parte da tasse, accise e imposte.

Inoltre ricordando quello che succede in Italia repubblicana, la liberalizzazione del mercato, invece di essere un fattore positivo ed a favore degli cittadini, è quasi sempre una fregatura.
Ripeto, invece di diminuire le tasse che rappresentano i 2/3 del prezzo, il governo ha deciso di togliere il lavoro ai poveri benzinai che hanno solo la colpa di contribuire in minima parte al prezzo finale della benzina.

Secondo me lo stato repubblicano con la liberalizzazione del mercato (vendita in ipermercati, orari liberi e maggiore pubblicità) è vero che diminuisce (di poco) il costo della benzina, ma il vero motivo è per aiutare gli amici (grandi ipermercati Coop ... ) che portano tanti voti.

Ricordo che su ogni litro di carburante gravano ancora per un totale di 0,27 euro:
• 1,90 lire per la guerra di Abissinia del 1935;
• 14 lire per la crisi di Suez del 1956;
• 10 lire per il disastro del Vajont del 1963;
• 10 lire per l’alluvione di Firenze del 1966;
• 10 lire per il terremoto del Belice del 1968;
• 99 lire per il terremoto del Friuli del 1976;
• 75 lire per il terremoto dell’Irpinia del 1980;
• 205 lire per la missione in Libano del 1983;
• 22 lire per la missione in Bosnia del 1996;
• 2,15 centesimi di euro nel 2001 per il ripristino delle 50 lire tolte dal Governo precedente che servivano a calmierare il prezzo del carburante
• 1,6 centesimi di euro nel 2004 per il contratto degli autoferrotranviari;
• 0,5 centesimi di euro nel 2005 per acquisto autobus ecologici

Uno Stato serio dovrebbe placare la propria ingordigia, tagliando o abolendo le accise. Quantomeno quelle più assurde, ad esempio quella sulla guerra d'Abissinia.

La repubblica morirà di ingordigia!!


tuttoconsumatori