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sabato, dicembre 27, 2008

Terremoto di Messina e Casa Savoia

Il Re d'italia visita i feriti a Messina

Il 28 dicembre 1908, un cataclisma che raggiunse il 10 grado della scala Mercalli devastava le coste calabre e siciliane, distruggendo completamente Messina e provocando epidemie e quasi 200.000 morti.

Re Vittorio Emanuele III e la Regina Elena furono tra i primi a giungere sul posto.
Inoltre è il caso di sottolineare che S.M. la Regina Elena, che parlava il russo e per l'amicizia con lo Zar, riuscì ad obbligare le navi straniere che stavano in zona (russe in particolare) ad intervenire in soccorso alla popolazione.
Il re e la regina partirono il 29 per Napoli. Saliti poi sulla Vittorio Emanuele, in sosta per caricare a bordo anche materiale sanitario e generi di conforto, raggiunsero la Sicilia nelle prime ore della giornata successiva. Il Re e la regina arrivarono all'alba del 30.

Il Re rientrato a Roma dopo aver visitato i luoghi sinistrati della Sicilia e della Calabria, ritenne opportuno indirizzare in data 5 gennaio 1909 un proprio ordine del giorno di elogio al personale italiano e straniero, sempre impegnato con grave sacrificio nell’adempimento dei compiti assegnati:
All'Esercito ed all'Armata,
Nella terribile sciagura che ha colpito una vasta plaga della nostra Italia, distruggendo due grandi città e numerosi paesi della Calabria e della Sicilia, una volta di più ho potuto personalmente constatare il nobile slancio dell'esercito e dell'armata, che accomunando i loro sforzi a quelli dei valorosi ufficiali ed equipaggi delle navi estere, compirono opera di sublime pietà strappando dalle rovinanti macerie, anche con atti di vero eroismo, gli infelici sepolti, curando i feriti, ricoverando e provvedendo all'assistenza ai superstiti.

Al recente ricordo del miserando spettacolo, che mi ha profondamente commosso, erompe dall'animo mio e vi perdura vivissimo il sentimento di ammirazione che rivolgo all'esercito ed all'armata.
Il mio pensiero riconoscente corre pure spontaneamente agli ammiragli, agli ufficiali ed agli equipaggi delle navi russe, inglesi, germaniche e francesi che, mirabile esempio di solidarietà umana, recarono tanto generoso contributo di mente e di opera.


In data 8 gennaio 1909 si riunì la Camera dei Deputati per esaminare alcuni provvedimenti urgenti di natura giuridica e finanziaria a favore delle località danneggiate.
Accolte le misure proposte tra cui quelle inerenti nuove imposte e stanziamenti importanti da destinare alla ricostruzione, il 12 gennaio il Senato approvò a sua volta all’unanimità il progetto di legge a favore di Messina e di Reggio.
Associandosi poi alle parole del Re emanò a sua volta un proprio ordine del giorno:
Il Senato nell’intraprendere, col pensiero alla patria, l’esame dei provvedimenti intesi a risollevare le sorti delle province di Messina e di Reggio Calabria, rende omaggio e riverente plauso alle LL.MM. il Re e la Regina, a S. Maestà la Regina Madre ed ai Principi Reali, primi a portar sollievo al luogo del disastro; al Governo, all’esercito, alla nostra marina, alle Nazioni ed alle marine straniere, che con generosa abnegazione si adoprarono a riparare l’immensa sciagura che commosse tutte le genti civili.

lunedì, dicembre 22, 2008

Il sistema della repubblica italiana

La Politica con la P maiuscola, intesa come nobile servizio per il bene di tutti, è ormai un ectoplasma.
In Italia non esiste più la Politica, i partiti hanno degenerato sono diventati comitati d'affari che gestiscono interessi disparati e contraddittori, talvolta addirittura loschi, in ogni caso senza alcun rapporto con le esigenze e le necessità dei cittadini.

Questo sistema abnorme è la repubblica italiana, e su questo modello corrotto si sta conformando la società.

La repubblica è l'origine dei mali d'Italia.
Con l'avvento della repubblica - sponsorizzata dal CLN, il germe iniziale della partitocrazia - i partiti hanno subito occupato lo Stato e le istituzioni.
Poi la repubblica trasformata in regime ha occupato piano piano tutto, gli enti locali, gli enti di previdenza, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai, i giornali....

In seguto per assicurarsi il controllo del popolo la repubblica ha corrotto la società, il cosiddetto magna-magna dall'interno dei partiti si è spostato a livelli più bassi, verso le periferie e quindi nella società.
Il mercimonio, le sopraffazioni, il clientelismo, le discriminazioni sono evidenti agli italiani.

La corruzione della repubblica è talmente radicale che la questione non si esaurisce scovando, denunciando e mettere in galera i corrotti e ladri.

Non ha senso parlare di questione morale, piuttosto si dovrebbe parlare di declino della repubblica che fa tutt'uno con l'occupazione dello Stato da parte dei partiti, fa tutt'uno con la guerra tra le istituzioni, fa tutt'uno con la concezione della politica.

La corruzione ed il declino sono il paradigma della repubblica italiana.

sabato, dicembre 20, 2008

Il declino della repubblica

In uno stato serio e capace un ministro dovrebbe avere competenze specifiche nell’ambito del dicastero od almeno dovrebbe essere un leader di una corrente oppure vantare un peso elettorale.
Invece in questa repubblica dove i partiti sono comitati d'affari, con una legge elettorale senza preferenza dove i candidati sono scelti dalla nomenklatura dei partiti, le cose sono cambiate in peggio.

Ad esempio nei ministeri della giustizia, istruzione e pari opportunità possiamo parlare di competenza?
Ed inoltre non viene il dubbio che molti parlamentari sono semplici esecutori del governo e senza nessuna autonomia decisionale?
Ormai in questa repubblica l’etica e il buon senso sono diventate virtù sconosciute, piuttosto registriamo scarsa competenza e capacità dei politici, la Politica invece che basarsi su alti principi ed ideali è diventato un lavoro per arricchirsi.
Dov'è andato a finire lo spirito di abnegazione e servizio al Paese?
Quante persone in questo governo sono competenti nella materia e hanno un’ etica politica immacolata ?

C'è modo di uscire da questo circuito nel quale si diventa complici di questo declino repubblicano?