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venerdì, febbraio 28, 2020

La principessa danese Marie visita il Uganda

26 febbraio - 2 marzo 2020

Come patrona del DanChurchAid, la Principessa Marie di Danimarca è andato in Uganda dove visiterà la capitale Kampala, la ciità di Arua e di Katakwi

La Principessa Marie visiterà numerosi progetti di DanChurchAid
che da oltre 40 anni è presente in Uganda e molti progetti dell'organizzazione cercano di rafforzare le opportunità per la parte povera della popolazione.

La principessa Marie incontrerà agricoltori locali per conoscere la loro vita quotidiana, che Danish Church Aid sta lavorando per migliorare attraverso l'educazione per ottimizzare l'uso delle risorse naturali.
Inoltre, la Principessa visiterà le famiglie colpite dai cambiamenti climatici e un progetto volto a creare maggiore sicurezza alimentare e posti di lavoro nel nord dell'Uganda attraverso catene del valore sostenibili.

Combattere la fame era il tema principale quando la Principessa Marie visitò la Cambogia nel 2012
e due anni dopo in Etiopia, l'attenzione si concentrò sulla crescita di nuove colture, sull'accesso alla medicina per l'HIV e sul rafforzamento dei diritti.
Nel 2016 la principessa danese visitò il Myanmar sul tema della riduzione della povertà.

Il primo giorno della visita, la Principessa Marie ha visitato la Raising Gabdho Foundation, che in collaborazione con DanChurchAid, lavora per proteggere le risorse ambientali e naturali e che siano riutilizzate a beneficio dei rifugiati in Uganda.

Nel 2° giorno la principessa Marie ha incontrato agricoltori e famiglie che coltivano colture locali e anche per i consumatori danesi, ed in seguito ha visitato il campo profughi di Omugo dove ha incontrato rifugiati che sono state coinvolti in un progetto sulle soluzioni climatiche sostenibili per i rifugiati nei distretti di Aura, Yumbe e Kampala.
Inoltre questo progetto, sostenuto da DanChurchAid, offre lavoro di formazione di nuove aree forestali.


Re Simeone II ad Assisi, per ricordare il ventennale della morte della Regina di Bulgaria Giovanna di Savoia.

26 febbraio 2020

Sua Maestà il Re Simeone II di Bulgaria è andato ad Assisi, per ricordare i 20 anni di scomparsa di sua madre, la Regina di Bulgaria Giovanna di Savoia, sposa dello Zar Boris III, che scomparse il 26 febbraio 2000.

La Regina Giovanna, figlia del Re Vittorio Emanuele III e della Regina Elena, riposa ad Assisi per sua volontà, dove si sposò nel 1930, in seguito ad un voto di devozione a San Francesco d'Assisi dopo essere guarita dal tifo che aveva sorpreso lei e sua sorella la Principessa Mafalda.

Simeone ha visitato la Basilica Francescana di Assisi, assistendo ad una messa in suffragio della madre, e quindi ha raggiunto il Municipio, dove la coppia reale ha firmato il registro d’onore e si è affacciata dalla finestra dove la Regina Giovanna di Savoia e lo Zar Boris III di Bulgaria, salutarono la cittadinanza in quel giorno di nozze del 25 aprile 1930.

Nell’ufficio del sindaco, Simeone ha potuto rivedere il quadro risalente al 1400, che rappresenta San Francesco che riceve le stimmate, che il Senato del Regno d’Italia donò ai genitori il giorno delle nozze, che poi lui decise di regalare alla Città di Assisi nel primo anniversario della scomparsa della Regina Giovanna.

Il sindaco Stefania Proietti ha omaggiato l’ex re Simeone II di un ramoscello di olivo rivestito in argento puro che rappresenta il messaggio di pace diffuso nel mondo da Assisi e di una spilla raffigurante lo stemma della Città.

In seguito Simeone si è recato al cimitero di Assisi per visitare la tomba della madre in occasione del ventennale della morte, che si trova nella Cappella dei Frati Minori Conventuali, francescani.




Alberto di Monaco sostiene un progetto di spedizione in Antartide

17 febbraio 2020

Sua Altezza Serenissima il principe Alberto di Monaco ha ricevuto gli atleti Pascal Olmeta e Christophe Santini nel palazzo.

Christophe Santini, un triatleta di alto livello, il prossimo novembre intende battere il record mondiale di distanza percorsa con gli sci in Antartide.
Il suo obiettivo è fare un viaggio da solista facendo 1150 chilometri in meno di 50 giorni, con temperature gelide che si avvicinano a -40°C.

Con questa spedizione Christophe Santini intende sostenere un'associazione che con il motto "Un sorriso, una speranza per la vita", aiuta i bambini con gravi malattie.

Il Principe Alberto di Monaco, che aveva visitato le basi scientifiche al Polo Sud nel gennaio 2009, desidera supportare gli atleti in questa straordinaria avventura.


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