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martedì, aprile 22, 2008

Matrimonio Umberto Margherita



22 APRILE 1868

A Torino 140 anni fa il Principe di Piemonte Umberto (Re d'Italia dal 1878 al 1900) sposò la cugina Margherita dalla quale ebbe un figlio, Vittorio Emanuele, Principe del Piemonte (1878-1900) e Re d'Italia (1900-1946).

In occasione delle fauste nozze del futuro Re Umberto I, il Padre della Patria Vittorio Emanuele II concedeva le prime nomine nell’Ordine della Corona d’Italia.

giovedì, aprile 10, 2008

Berlusconi e napolitano : caos della repubblica

A proposito della possibilità che la presidenza di una delle Camere possa venir data all’opposizione, Silvio Berlusconi, intervistato da La 7, ha detto che questa eventualità potrebbe verificarsi solo se fosse eletto un altro capo dello Stato nella nostra parte politica.
In caso di vittoria del Pdl, se il Presidente della Repubblica decidesse di dimettersi per fare un gesto nei confronti della nuova situazione italiana, allora si potrebbe anche pensare di dare una Camera all'opposizione, sottolineando che questo è una pura ipotesi di scuola.
Inoltre Berlusconi accusa la sinistra di essersi impadronita di tutte le istituzioni e propone la soluzione: Se fosse eletto un capo dello Stato della nostra parte politica, sarebbe nostro dovere dare la seconda carica dello Stato, cioè la presidenza del Senato, al centrosinistra.

Apriti cielo!
Si è subito scatenata un'ondata di indignazione da parte dei paladini del regime repubblicano.
Non c’è nulla di peggio di dire il falso sapendo di mentire.

Se si lascia da parte la favola raccontata dal regime repubblicano – cioè il presidente della repubblica garante di tutti e superpartes – la dichiarazione di berlusconi e la dura polemica scatenata tra i partiti sono utili perché permettono di scoprire l’ipocrisia del sistema repubblicano.

Al contrario di quello che dicono i conservatori, l'ipotesi-Quirinale presentata da berlusconi non rappresenta l'ennesimo tentativo di avvelenare la vita democratica del paese ma piuttosto permette di liberarci della ipocrisia delle repubblica ed avere la consapevolezza che tutti i presidente della repubblica sono dei politici e quindi di parte.
Come si fa a continuare a credere che il presidente della repubblica possa essere garante di tutti e superpartes quando è un politico, che ha fatto carriera all'interno di un partito, di un governo, ....ed inoltre è imposto solo da alcuni partiti (alle volte addirittura solo dalla maggioranza di un governo) ?

Quello che avvelena la democrazia è l’equivoco istituzionale della repubblica.

Infatti l’imparzialità del presidente della repubblica è l’ideale degli idioti e la maschera dei faziosi, e dobbiamo avere il coraggio d’affrontare questo problema.

E poi perché i cosiddetti “conservatori dello status quo repubblicano” difendono napolitano ma nessuno ricorda che anni fa napolitano, assieme ai suoi compagni del PCI, chiese di buttare fuori Leone e Cossiga?

Ma come si può essere così ingenui da credere che un uomo, da sempre fedele militante di una parte estrema, sia divenuto, per investitura e vecchiaia, un saggio equanime?

E non solo.
Secondo la Costituzione (art. 87) il presidente della repubblica deve essere muto, potendosi rivolgere solo alle Camere, ma nella realtà non stanno zitti un minuto e parlano ovunque e di tutto.

I giornali al fianco del regime e del PD ne approfittano per attaccare berlusconi.
Il direttore del quotidiano la repubblica scrive che Finora non eravamo ancora giunti fin qui, nel punto più basso della Repubblica, dove si confondono ambizioni e istituzioni...larepubblica

Il Corriere della Sera si stupisce e scrive :
E sembra non rendersi conto che un’istituzione di garanzia come la presidenza della Repubblica non può essere valutata comunque con gli stessi criteri delle altre cariche dello Stato: non a caso dura sette e non cinque anni.
corrieredellasera

Berlusconi è uomo scaltro, già altre volte ha tirato in ballo napolitano, e quindi gli attacchi al capo dello Stato sono l’inizio di un conflitto deciso a tavolino.
Innanzitutto non vi è dubbio che ciò fa presagire un confronto molto duro tra le due principali cariche del Paese e tento di fare alcune osservazioni in merito.

Berlusconi sta lavorando su più fronti.
La prima è che Berlusconi non crede nella carica di garanzia rivestita dal presidente della repubblica, ed inoltre lo ripete da sempre che napolitano è stato eletto con i soli voti del centrosinistra prodiano.
La figura del presidente della repubblica è alla stessa stregua di una qualsiasi nomina scaturente dalla lottizzazione del potere e quindi ecco che la seconda carica dello Stato potrebbe essere affidata al centrosinistra solo se Napolitano si dimetta.

Inoltre il fatto che il quirinale appartenga alla sinistra è la valida scusa per non dover cedere nulla all’avversario : l’opposizione può al massimo avere o il Quirinale o il Senato.

La seconda osservazione lascia prevedere che, con questi presupposti, Berlusconi vuole far intendere che questa volta non si lascerà condizionare dalle ingerenze del Capo dello Stato.
Egli sa benissimo che dal presidente, per il passato sfacciatamente schierato dalla parte di veltroni, non avrà di certo un appoggio, cosa d’altronde giàesperimentato con scalfaro e ciampi

La terza osservazione è che berlusconi si aspica che la vittoria alle urne del PDL possa portare addirittura all'uscita di scena del capo dello Stato napolitano, costretto a dimettersi per conformarsi in fretta e furia alla nuova situazione politica.

La quarta osservazione è che questa volta berlusconi non nasconde la sua bramosia di potere, e comincia ad avvicinarsi al quirinale.
Parliamoci chiaro, in una repubblica il capo di stato è scelto dal parlamento e quindi se dovesse vincere la destra il sogno di berlusconi è legittimo, quasi banale.

Già mi immagino cosa dirà la sinistra se il prossimo capo di stato sarà davvero berlusconi, scommetto che questa volta anche per la sinistra il capo di stato non sarà più superpartes e faranno di tutto pur di cacciarlo via.

A questo punto la guerra è dichiarata : da una parte coloro che difendono la repubblica parlamentare e dall’altra chi vuole il presidenzialismo.
Lo scontro sarà totale e durissimo e pochi sopravviveranno.

Se vogliamo evitare di farci del male da soli e distruggere ancora di più l’Italia, non ci rimane che ricordare che esiste una terza ipotesi, un sistema istituzionale dove il capo di stato non appartiene alla politica, ma alla Storia alla Tradizione alla Famiglia.
Parlo della Monarchia Costituzionale dove il capo dello stato è garante di tutti perché non imposto dai partiti e dove lo Stato educa e protegge la Corona.

Se si vuole diminuire il Potere della casta dei politici, se si vuole difendere l’Identità di un Popolo e di una Nazione, minacciate dal globalismo e dalle Lobby Finanziarie, non rimane altro che preferire la Monarchia alla repubblica.

W il Re!

martedì, aprile 08, 2008

Incendio al Castello di Moncalieri


Dopo il rogo della Santa Sindone, che si trova nel Duomo di Torino, un altro incendio in una delle torri del Castello di Moncalieri, una delle Residenze Sabaude tutelate anche dall’Unesco.

Tra le stanze più compromesse c'è quella dove fu firmato il Proclama di Moncalieri, nel novembre del 1849: il re Vittorio Emanuele II scioglieva la Camera ed invitava il nuovo Parlamento a ratificare la pace con l'Austria.
Per fortuna il documento storico è salvo, custodito all'Archivio di Stato di Torino.

Le origini del Castello di Moncalieri risalgono al XIII secolo; ampliato nella seconda metà del Quattrocento da Jolanda de Valois e, successivamente, sul finire del Cinquecento da Carlo Emanuele I, il Castello deve l'impianto attuale alle trasformazioni attuate nel corso del XVII secolo da Padre Costaguta ed Amedeo di Castellamonte per volere di Vittorio Amedeo I e Cristina di Francia.

Solo gli ingenui e gli sprovveduti pensano che questi incendi sono stati voluti dal caso o dalla sfortuna.
Guarda caso questi due incendi si sono sviluppati durante una manutenzione, naturalmente voluta e stabilita dalle istituzioni repubblicane.
In teoria tutto in regole, con tanto di permessi e leggi da rispettare.
A questo punto alcune domande.
Come è stato vinta l'appalto?
Chi doveva far rispettate le norme di sicurezza?
Quanto doveva costare?

Come al solito non verranno accertate le cause e le responsabilità, nessuno pagherà nulla, come è anche certo che il Popolo italiano diventerà più povero essendo andati in fumo un pezzo del proprio passato, della storia sabauda e così della nostra Patria.

La Monarchia seppe costruire e lasciò monumenti e palazzi dei quali siamo ancora oggi orgogliosi.
Al contrario la repubblica non ha costruito nulla, se non stadi, lasciati mezzi vuoti.

Lascia sgomenti ed interdetti l'assoluta incapacità, da parte della repubblica, di tutelare e difendere l'enorme patrimonio del passato della nostra Patria.

Si dice chi rompe paga, ma questo non vale per una oligarchia, come appunto lo è la repubblica.
C'è qualcuno che ha mai pagato gli errori compiuti?