Ho letto in un articolo pubblicato su Il Giornale la protesta degli istriani davanti all'europarlamento di Strasburgo.

Questa protesta è una accusa alla repubblica italiana, che non ha fatto nulla per difendere i diritti degli italiani che vivevano in istria.
Hanno perso tutto, casa parenti, amici.

Io da italiano mi sento in dovere di chiedere scuso agli istriani.

Cosa ha fatto la repubblica per gli istriani ?
Nulla, anzi ha firmato il trattato di Osimo !

Il 10 novembre 1975 il Governo italiano e quello jugoslavo hanno firmato il cosiddetto "Trattato di Osimo".
L'Italia rinuncia definitivamente, e senza alcuna contropartita, agli ultimi lembi di terra della penisola istriana (la cosiddetta Zona B).


Gli esuli istriani protestano a Strasburgo

Dopo sessant'anni gli esuli istriani non demordono: oggi protesteranno davanti all'europarlamento di Strasburgo riunito in sessione plenaria. «No all'esilio, sì al ritorno», oppure «Italia-Slovenia-Croazia: VII comandamento, non rubare le case degli esuli», sono gli slogan che innalzeranno su grandi cartelli per chiedere alle istituzioni europee il riconoscimento dei loro diritti cancellati. Dopo la fine della seconda guerra mondiale 350mila italiani furono costretti all'esodo dall'Istria, da Fiume e dalla Dalmazia grazie alle violenze e agli abusi dei partigiani jugoslavi del maresciallo Tito. La stragrande maggioranza perse tutto, a cominciare dalla casa, ma i più sfortunati furono internati nei paurosi lager titini o sparirono per sempre nelle foibe, le cavità carsiche utilizzate come fosse comuni.
La manifestazione di protesta, organizzata dall'Unione degli istriani, una delle più combattive associazioni degli esuli, con sede a Trieste, ha raccolto diverse adesioni. I rigidi protocolli di sicurezza dell'europarlamento avevano inizialmente ammesso la presenza di 350 manifestanti, ma le adesioni alla trasferta di protesta a Strasburgo hanno già raggiunto quota 418. Arzilli vecchietti, giovani figli di esuli, diverse donne originarie dell'Istria sono pronte a innalzare cartelli e intonare slogan per due ore, il tempo concesso dalla sicurezza.
Pochi giorni prima della manifestazione il numero degli esuli che sarà ammesso a protestare pacificamente è stato drasticamente ridotto a 150 persone. «Forse hanno paura di noi. Evidentemente si sono stupiti che dopo sessant'anni siamo ancora decisi a batterci per i nostri diritti».

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