Il presidente Ciampi ha rinviato alle Camere la legge Pecorella.

La reazione dei partiti alla notizia segue il solito copione, una parte, in questo caso la sinistra, è soddisfatta mentre l'altra incassa il colpo.
Sia ben chiaro, nulla di strano, è ovvio che le decisioni del capo di stato hanno delle conseguenza politiche e che i vari partiti abbiano delle opinioni diverse.

Perchè prima ciampi ha firmato molte leggi sulla giustizia (alcune discutibili) mentre questa legge è rinviata alle Camere ?
Inoltre questa legislatura non ha più tempo per riproporre la legge in altro modo e che se nelle prossime elezioni vincerà la sinistra, questa legge sarà molto probabilmente cancellata dall'Unione.
Il veto di ciampi è una anticipazione del futuro governo di sinistra?
Naturalmente per giudicare il rinvio della legge si devono conoscere nei dettagli le motivazioni.

Ma il problema è un altro.
Un punto certo è che ciampi è un politico-banchiere e quindi tutti le sue attività e dichiarazioni sono atti politici.


Ora se le decisioni del capo di stato hanno delle valenza politiche (e sfido qualcuno a dire il contrario), il conflitto tra le due massime cariche di stato (capo di stato e governo) può essere ridotto al minimo, solo se al capo di stato c'è una persona che non appartiene al mondo politico.
Il vantaggio è che in questo caso finalmente le decisioni del capo di stato sono svuotate di interpretazioni politiche e quindi i politici non possono che accettare serenamente le decisioni del colle.

Visto che i presidenti della repubblica sono dei politici (ministri, capo di governo, leader di partiti, banchieri), la monarchia è l'unica istituzione che risolve il problema di ridurre al minimo l'interferenza tra il capo di stato e la politica.

Ultima considerazione.
Visto che i sondaggi danno per vincente l'Unione, non è che ciampi, rifiutando la firma, vuole ricandidarsi per il quirinale ?