Reza Pahlevi, figlio dell'ultimo Scià dell'Iran, ha esortato le nazioni di tutto il mondo a ritirare i loro ambasciatori da Teheran per protestare contro il giro di vite del governo sui dimostranti dell'opposizione che ha già provocato numerosi morti .

Reza Pahlavi, che ha vissuto in esilio da quando suo padre fu rovesciato nella rivoluzione islamica del 1979, ha inviato una lettera al segretario generale dell'Onu Ban Ki-Moon perchè l'ONU svolga un'indagine per verificare violazioni dei diritti umani.

In un'intervista con l'Associated Press, Pahlavi ha equiparato il clima dei disordini in patria con l'atmosfera rivoluzionaria che precedette la caduta della monarchia 30 anni fa.
La differenza, ha detto, è che questa volta la gente sa quello che vogliono "una democrazia laica".

RezaPahlavi, come gli altri membri dell'opposizione in esilio al regime dei mullah in Iran, sta cercando di aiutare da lontano i manifestanti che sfidano le autorità in un sempre più tumultuosa Iran.
Nella lettera Pahlavi ha esortato il capo delle Nazioni Unite a premere sull'Iran affinchè liberi gli arrestati e ad agire per fermare la sempre più intollerabile e pericolosa marcia degli eventi".

"Quello che si vede in Iran è di grandi proporzioni", ha detto Pahlavi. Con sede negli Stati Uniti, il 49enne principe ereditario è attualmente in Europa ma la sua localizzazione esatta non è stata divulgata per motivi di sicurezza.

Shah Mohammad Reza Pahlavi fu rovesciato 11 febbraio 1979. Ammalato di cancro lo scià alla fine morì in Egitto nel 1980. Suo figlio ha sede a Bethesda, Maryland, ma si reca spesso in Francia.

Reza Pahlavi invita alla disobbedienza civile, la lotta in corso è arrivata ad un momento culminante. Egli sostiene che, a differenza del bagno di sangue che accompagnò la caduta del padre, una transizione pacifica è possibile.

Non è noto quanto siano le forze dell'opposizione in esilio e, nel caso dei Pahlavi, quante persone possano sostenere l'idea di un ritorno alla monarchia.
Tuttavia, Pahlavi dice che non è il suo obiettivo.
"Non si tratta di me. Io non sono qui a difendere qualcosa, ma innanzitutto la libertà e la democrazia per il popolo iraniano e questa è la mia unica missione di vita".

Inoltre egli ha riconosciuto che "io porto sulle mie spalle il peso storico di una istituzione che può ancora potenzialmente rappresentare il paese".

Link
New York Times: Reza Pahlavi Wants UN Probe in Iran

Letter to the Honorable Ban Ki-Moon