Il regime repubblicano islamico ha impiccato ieri 2 monarchici, con l'accusati di essere dei 'mohareb', nemici di Dio, ed aver tentato di boicottare il regime islamico.

I due giustiziati sono Mohammad Reza Ali Zamani (37anni) e Arash Rahmanpur (19anni), monarchici appartenenti all'Assemblea del Regno dell'Iran.

Secondo l'opposizione le due persone impiccate erano già in carcere da prima delle elezioni presidenziali di giugno e quindi le loro esecuzioni sarebbero un tentativo di intimidire quanti vogliano tornare a manifestare.
L’unica loro colpa era di aver fatto parte dell’Assemblea del Regno, un’organizzazione monarchica che avrebbe come obiettivo il rovesciamento del regime islamico.
L'avvocata Nasrin Sotudeh, legale di Rahmanpur, ha detto che il suo assistito era in carcere da due mesi prima delle elezioni ed è stato costretto a confessare «a causa di minacce alla sua famiglia». Né l'avvocato né i congiunti di Rahmanpur sono stati preavvisati dell'esecuzione.
Il sito di opposizione Mowjcamp a ottobre aveva scritto che anche Zamani era stato arrestato prima delle elezioni.

Durante le proteste anti-regime sono state arrestate circa 4.000 persone, di cui 80 sono state condannate al carcere.
Queste esecuzioni sono le prime legate ai tumulti post-elettorali e non fanno che confermare la gravità della crisi interna che l'Iran sta vivendo dal 1979 fino ad oggi.

La magistratura ha detto che le condanne a morte sono in tutto 11, ma ha identificato soltanto i due condannati impiccati ieri, dicendo che gli altri nove sono ancora in attesa della sentenza definitiva della Corte suprema, presso la quale hanno presentato appello. Secondo la stessa fonte, tutti i condannati sono appartenenti all’Assemblea del Regno o ai Mujaheddin del Popolo, la più importante organizzazione armata d’opposizione, riconosciuta come terrorista anche dagli Stati Uniti.

Purtroppo esiste la convinzione - sbagliata ma radicata nella società - secondo la quale la repubblica sarebbe l’istituzione migliore, addirittura l’unica democratica.
Anche i mass media sono i portatori di questa convinzione che, ad esempio, interpretano i “regimi” in maniera diversa a secondo se sono monarchie o repubbliche.

I mass media non si fanno scrupoli, anzi spesso esagerano, a criticare una monarchia se in quel paese la popolazione è povera oppure se il regime non rispetta tutti i dettami della cosiddetta democrazia.
Un esempio è il Nepal, finchè c’era la monarchia quasi quotidianamente c’erano articoli che descrivendo la povertà della popolazione e la guerra civile scaricavano la colpa al Re.
Adesso, che c’è una repubblica, del Nepal non si sa più nulla, e questo anche se la povertà è peggiorata e la lotta tra i partiti è aumentata. Perchè?

L’Iran è un altro esempio. A suo tempo si sosteneva la repubblica islamica come una svolta democratica che avrebbe permesso il progresso e il miglioramento della Persia.
La situazione invece è peggiorata, l’Iran da un paese monarchico alleato degli Stati Uniti e dove le donne si vestivano come le donne occidentali, adesso è diventata una repubblica islamica nemica dell’occidente e che nega la libertà.

Adesso la repubblica islamica ha ucciso due giovani colpevoli solo di difendere le loro idee.
Se ci fosse ancora lo Scià, l’impiccagione di due giovani repubblicani avrebbe occupato la prima pagina dei giornali invece di essere una notizia oggi quasi nascosta.

Insomma, con questo blog, io intendo denunciare il silenzio complice di numerosi mass media e di governi occidentali.

Oltre che pregare per questi due giovani monarchici, spero che dopo queste "uccisioni di stato" gli uomini riflettino e capiscano che la libertà è un valore irrinunciabile che deve essere difeso sempre e non quando non urta le convinzioni politiche.