La lettera che il presidente della repubblica napolitano ha inviato alla figlia di Craxi, ha attratto l’attenzione di politici e giornalisti, e come introduzione al mio blog riporto alcune frasi:
“si è trattato (…) di aspetti tragici della storia politica e istituzionale della nostra Repubblica, che impongono ricostruzioni non sommarie e unilaterali”.
“Il nostro Stato democratico non può consentirsi distorsioni e rimozioni del genere”
“Contro Craxi durezza senza eguali"



Anche se non scritto esplicitamente, si capisce che le informazioni fin qui fornite sono autentici inquinamenti della verità ed è significativo che napolitano abbia usato il termine “tragici” agli aspetti della storia istituzionale e politica della repubblica.
Che uno stato democratico non debba consentire distorsioni e rimozioni del genere è ovvio, piuttosto si insinua il dubbio che lo stato repubblicano sia davvero democratico, visto che la Storia continua a subire la distorsione storica dalla propaganda.

In pratica Napolitano ha riabilitato Craxi, a 10 anni dalla morte in esilio. Perchè? Perchè adesso e non prima?
Si può pensare che anni fa non era sincero oppure che non lo è adesso. Certo una persona può cambiare opinione, ma in questo caso dovrebbe almeno spiegarlo e scusarsi per gli errori compiuti prima. Nulla di tutto ciò.
A dire il vero nella lettera si intravedono altri sentimenti, ipocrisia – sconcerno - opportunità - falsità – vergogna - senso di colpevolezza....

Molto probabilmente Craxi e Napolitano si ricorderanno come tra i protagonisti dei due partiti, rispettivamente del partito socialista e comunista, che hanno distrutto la “sinistra”.
E’ invevitabile che la celebrazione di Craxi divida la politica ma temo che possa distorcere ulteriormente la realtà invece che avvininarsi alla verità.

Due sono i punti fermi da considerare.
1) Bettino Craxi fu fatto fuori politicamente da una parte dell’oligarchia alla quale lui apparteneva.
2) Il funzionamento dei partiti e della democrazia è un problema mai risolto ed affrontato, coperto con ipocrisia da tutti, compreso le istituzioni.

C’è una cultura tutta italiana nel definire regole e leggi che si sa non potranno essere rispettate, ed i finanziamenti ai partiti sono forse l’esempio più eclatante. A questa mentalità si deve poi aggiungere che il nostro Paese è consegnato ad un sistema che ha perso l’ideale e l’onore...

Se "su Craxi c’è stata durezza senza uguali", è normale chiederci: perchè solo Craxi doveva sapere degli finanziamenti pubblici ai partiti mentre altri politici, come Napolitano, no? Perchè la tempesta giudiziaria si abbatté su Craxi, tanto che da rifugiato politico si negò alla giustizia italiana?
Tutti avevano violato la legge sul finanziamento dei partiti e tutti dovevano quindi assumersene la responsabilità. Nulla di tutto ciò.
Il discorso di craxi al parlamento fu senza dubbio coraggioso, fu l’unico a farlo, però chi ammette di aver compiuto un reato dovrebbe dimettettersi dalle cariche che ricopre e mettersi a disposizione dell'autorità giudiziaria. Non lo fece nessuno, a cominciare da Craxi.
Naturalmente l’Italia non è un paese normale, e la trasparante ed onestà sono valori sconosciuti senza i quali non c'è democrazia.

Craxi è stato il capro espiatorio di Tangentopoli e della corruzione politica, la valvola di sicurezza per salvare il sistema che lui stesso aveva denunciato.
Invece di riabilitare la figura di Craxi si dovrebbe rileggere la storia dell’oscuro periodo del passaggio dalla prima repubblica alla seconda ma per avere una visione lucida di Tangentopoli dovrà passare ancora molto tempo.

La storia insegna che quando una oligarchia si sente in difficoltà e teme di scomparire, per salvarsi sacrifica alcune persone appartenente al gruppo, per scaricare su di loro tutte le colpe. Craxi è stato l’animale sacrificale dell’oligarchia repubblicana con il quale ha cercato di evitare il crollo.

Il PCI, terrorizzato dal nefasto futuro che il crollo del comunismo gli prospettava, grazie al supporto della magistratura a lui legata, decise di approfittare della caduta del Pentapartito per presentarsi come il nuovo.
Questa onda fu cavalcata anche dallo status quo repubblicano che si alleò con gli eredi del PCI per contrastare le forze che allora erano esterni al sistema (Lega, MSI e berlusconi).
Craxi cadde dunque vittima di un colpo di Stato della classe politica che voleva sostituire il precedente establishment (il CAF). Le elezioni del '94 avrebbero dovuto consegnare l'Italia ai comunisti e ai democristiani di sinistra ma non accadde per la discesa in campo di Berlusconi con Forza Italia.

Craxi fu l'unica persona che ebbe il coraggio di denunciare il problema del finanziamento dei partiti ma questo non basta per cambiare la mia opinone su craxi che continua ad essere negativa.
La questione non è stabilire se Craxi sia stato un furfante da galera o un grande statista misconosciuto.
La questione è perchè è stato il simbolo del malaffare quando invece lo era ed è del Sistema, visto che ancora adesso il problema degli finanziamenti ai partiti è irrisolto.

Nella storia repubblicana nonstante l'egemonia del comunismo sulla Sinistra, Craxi riuscì a creare una Sinistra non-comunista e proprio questo è stato l’inizio dei suoi guai. Infatti le forze marxiste-leniniste, ivi comprese quelle neopostmarxiste, non digeriscono la rottura dell’egemonia comunista sulla Sinistra mondiale ed anche in Italia la sinistra deve subire l’abbraccio letale del marxismo-leninsmo del PCI.
Il comunismo era la ideologia vincitrice della seconda guerra mondiale che ha dominato la cultura e la politica, conseguenza atavica dal fatto che la costituzione repubblicana è stata scritta dal predominio ideologico del comunismo.

Il nostro Paese ha bisogno di revisioni storiche, speriamo che non si limiti a farlo solo su craxi.