Anche se la Costituzione repubblicana entrò in vigore il 1º gennaio 1948, si celebra la festa della repubblica il 2 giugno, il giorno in cui fu indetto, nel 1946, il referendum tra monarchia e repubblica.

Nonostante da allora sono passati 64 anni e la massiccia propaganda organizzata dallo Stato, agli italiani non interessa più di tanto la festa della repubblica se non che è un giorno di vacanza. Perchè?

I motivi sono sostanzialmente due: il modo in cui avvenne il passaggio dalla monarchia alla repubblica (brogli, dopo una guerra persa, italiani divisi), ed il livello molto basso di soddisfazione che i cittadini hanno della repubblica.

La repubblica è una oligarchia e quindi gli italiani non possono amare uno stato che li sfrutta.
La repubblica, dominata da partiti e ideologie, è il trionfo della partitocrazia dove la ragion di partito ha sempre prevalso sulla ragion d’Italia, l’ideologia sul patriottismo, la fazione sulla nazione.
L’Italia è un paese alla deriva dove ogni parvenza di legalità, serietà e sicurezza svanisce progressivamente per lasciare posto all'anarchia e all'incertezza.

Anche all’estero la repubblica italiana è vista come uno stato corrotto.
I fattori negativi sono il clientelismo, la lottizzazioni partitiche, la giustizia allo sfascio, caos istituzionale e lo sfascio dei conti pubblici.
I vari organi di controllo comunitari (Commissione Europea e BCE) e le varie agenzie internazionali di rating (Moody's ...) ogni anno ripetutamente stigmatizzano l'operato del Governo italiano e richiamano i nostri conti all'ordine.

Ricordo cosa successe nei giorni seguenti al referendum istituzionale del 1946.
Il 4 giugno il vantaggio della monarchia appariva inattaccabile, in tale data il Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi scriveva ai Ministro della Real Casa, Falcone Lucifero: il ministro Romita ritiene ancora possibile la vittoria repubblicana. Io, personalmente, non credo che si possa - rebus sic stantibus - giungere a tale conclusione.
Nelle sue memorie Romita parla, per uno come lui che aveva “promesso di portare l’Italia alla Repubblica”, di “ore spaventose”.
Improvvisamente, nella notte tra il 4 e il 5 giugno la situazione si capovolse a favore della repubblica, con l'immissione di una valanga di voti di dubbia provenienza.
Accurati studi statistici hanno dimostrato che in quell'epoca non potevano esserci tanti votanti quanti ne sono stati conteggiati nei dati ufficiali del Ministero dell'Interno, dunque i voti che avevano dato la vittoria alla repubblica erano scaturiti dal nulla.

Dopo una riunione interlocutoria della Corte di Cassazione, alla quale spettava il compito di verificare la regolarità del voto e di proclamare ufficialmente i risultati nella notte tra il 12 e 13 giugno il Governo "in spregio alle leggi ed al potere indipendente e sovrano della Magistratura" (come si legge nell'ultimo proclama di Re Umberto II) si impadronò del potere, nominando Alcide De Gasperi capo provvisorio dello stato.

Di fronte al rischio di scatenare una guerra civile il Re decise di sacrificarsi, partendo per l'esilio in Portogallo in quello stesso giorno.

Il successivo 16 giugno la Corte di Cassazione si riunì per leggere i risultati del referendum trasmessi dal Ministro degli Interni Romita senza dire qual'era il numero dei votanti.
Inoltre le schede scrutinate furono prontamente distrutte, per cui non si poté dar seguito agli accertamenti sui ricorsi per brogli e alterazioni dei verbali di seggio.

Quindi noi dovremmo festeggiare una repubblica che non è mai stata proclamata, che si impadronì del potere in spregio alle leggi ed al potere indipendente della Magistratura e che è una oligarchia.

Basta alla casta della repubblica!
Basta all'Oligarchia repubblicana!