Giorni fa al convegno “Verso il 150° dell'Italia unita: tra riflessione storica e nuove ragioni di impegno condiviso”, svoltasi all’Accademia dei Lincei, il presidente della repubblica aveva attaccato i detrattori dell’Italia unitaria.

Nell'intervento ha anche parlato del grave deficit di conoscenze storiche diffuse di cui soffrono e ha criticato i giudizi sommari e pregiudizi volgari sul formarsi dell’Italia unita.

Non possiamo che essere d'accordo con queste affermazioni ma non basta perchè si dovrebbe chiederci perchè esiste questo deficit.

In tutti i paesi lo stato con il Ministero dell'Istruzione educa i cittadini e plasma la società e la cultura.
E' chiaro allora che in Italia, il deficit denunciato da napolitano è stato soprattutto causato dallo stato repubblicano che evidentemente non ha voluto, o potuto, trasmettere ai cittadini il valore irrinuciabile dell'Unità d'Italia.

Il mio ragionamento si fonda sul fatto che la nascita della repubblica fu un drammatico momento di rottura con il passato, la nuova Italia repubblicana, voluta dai partiti del CLN, doveva rompere con la tradizione e la storia precedente.
In questo processo l’errore fatale fu quello di considerare il fascismo e monarchia due elementi quasi sovrapposti. Questa sbagliata considerazione di parte ha poi indebolito il Risorgimento perchè la Monarchia e Risorgimento sono due momenti indissolubili.

Quindi la repubblica, demonizzando la Monarchia, ha alimentato i detrattori dell'unità d'Italia e infatti, guarda caso, le forze antirisorgimentali si sono rafforzate proprio durante il periodo repubblicano.

La negazione dell'unità d'Italia è frutto di 60 anni di repubblica, un po' di autocritica da parte delle istituzioni non basterebbe …

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Napolitano No a giudizi sommari
e volgari sull'Unità d'Italia