I mass media danno ampio spazio alle drammatiche notizie che giungono dal Tetto del Mondo, molti politici dichiarano di sentirsi vicini ai tibetani ma solo a parole in quanto i governi - ed a maggior ragione l’ONU dove la Cina può imporre il suo veto - fanno ben poco di concreto per il tibet.

E' davvero molto triste, ma i tibetani devono combattere da soli contro la Cina e tutti i potenti del mondo.
L’ipocrisia degli uomini non ha fine.

La violenza è la caratteristica principale delle dittature e delle ideologie e quello che stiamo vivendo in queste ore è Deja-vu.

Nel 1959 la Repubblica Popolare Cinese con la forza dell’esercito e con campagne di vandalismo distrusse la quasi totalità dei monasteri (oltre 6.000), innumerevoli arrestati, spesso torturati, e circa 1.200.000 tibetani uccisi.
Il governo tibetano fu costretto all’esilio.

Oggi i tibetani hanno ancora la forza di reagire, a Lhasa, capitale del Tibet, le autorità indigene parlano di centinaia di morti, e la rivolta si è estesa anche al di fuori della Regione Autonoma del Tibet.
Pechino tace adottando la linea dura con tutti i mezzi a disposizione.

Il leader politico e spirituale dei buddisti tibetani denuncia un genocidio culturale ma con grande senso di responsabilità e civiltà, dichiara contemporaneamente di essere contrario al boicottaggio delle Olimpiadi di Pechino.
Inoltre è da anni che il Dalai Lama non chiede più l’indipendenza del Tibet ma esclusivamente un'autonomia in modo che il suo paese non scompaia sotto il comunismo cinese.

In Cina i cambiamenti e le aperture non hanno cambiato la sostanza perché la repubblica cinese continua ad essere una dittatura.
Al tempo di Mao il comunismo combatteva il capitalismo adesso la Cina è un enorme laboratorio dove il peggio del comunismo ed il peggio del capitalismo si fondono, in una cultura di sopraffazione e violenza, è diventato l’avanguardia del peggior sviluppo industriale e finanziario, specializzandosi in distruzione ambientale e violazione dei più elementari diritti umani.
Invece di difendere i Diritti Umani l'USA e l'Europa hanno deciso di entrare nell'enorme mercato cinese per moltiplicare i profitti.

Intanto si avvicinano i Giochi Olimpici.

E' vero che non si dovrebbe boicottare lo Sport, ma visto che si fa ben poco per difendere i Diritti Umani forse l'unico modo per fare pressione sulla Cina e sul Globalismo sarebbe quello di boicottare le Olimpiadi.