Re Juan Carlos celebra il Bicentenario della Costituzione di Cadice o "La Pepa"

18 marzo 2012


Il Re Juan Carlos di Spagna, affiancato dalla regina Sofia e dal primo ministro Mariano Rajoy, ha ricordato, nello stesso Oratorio de San Felipe Neri in cui i deputati si confrontarono, la prima Carta Magna degli spagnoli, in genere conosciuta come "La Pepa".

Il sovrano ha chiesto che l'unità, la solidarietà e lo spirito di concordia che animarono i redattori della Costituzione, sotto le bombe dell'assedio francese, siano "l'ispirazione necessaria per affrontare le difficoltà che il nostro Paese attraversa nell'attualità", e che nel 1812, "come in altre occasioni davanti all'avversità, il popolo spagnolo seppe dare il meglio di se stesso".





Influenzata dalle Rivoluzioni Americana e Francese, ma non piegata al dominio napoleonico, questa costituzione parlava per la prima volta di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, di uguaglianza tra spagnoli della Madrepatria e delle colonie, di diritto alla felicità, di inviolabilità della persona e delle case private.

Di fronte all'avanzata francese nel 1810 furono convocate a Cadice (dove il re si era rifugiato insieme con i suoi fedelissimi) le cortes, secondo la vecchia prassi parlamentare iberica.
Dopo due anni di intenso lavoro, il 18 marzo 1812 approvarono una costituzione, che, per la prima volta, dunque, era votata e non soltanto concessa.






Essa riconosceva una monarchia ereditaria, a cui veniva affidato il potere esecutivo e a cui veniva attribuita la nomina dei magistrati.
Il re esercitava il suo comando attraverso i cosiddetti segretari — ovvero dei ministri — il cui numero era fissato dalle cortes, ma la cui scelta spettava al monarca.

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SS.MM. los Reyes presiden en Cádiz los actos centrales de la celebración del Bicentenario de la Constitución de 1812