La repubblica italiana continua ad accumulare rimproveri da parte della Unione Europea.

Questa volta il consiglio d’Europa bacchetta l’Italia per le lungaggine dei processi e d'altronde chiunque sa quanto i processi in Italia siano lenti.
Il Consiglio d’Europa ci chiede ufficialmente di risolvere questo problema, chiedendo di adottare le necessarie misure per accelerare i processi civili, penali e amministrativi.

E' anche giusto ricordare che la Banca Mondiale aveva stilato una classifica (rapporto Doing Business), nella quale l'Italia si trova al 156.mo posto su 181 paesi, dietro a paesi come Angola, Gabon, Guinea.

Il problema non è la mancanza di leggi (ce ne sono troppe) ma renderle efficaci e farle rispettare. Basta pensare a tutte quelle leggi che poi si sono rivelate inutili.

Piuttosto c'è bisogno di uno stato in grado di risolvere i problemi degli italiani e di una classe politica diversa da quella attuale.

Come si può pensare che lo stesso sistema che ha distrutto il funzionamento della Giustizia possa adottare misure ad hoc per ridurre l’elevato numero di cause pendenti?


ROMA (26 marzo) - Per la lentezza dei processi, l'Italia è al 156.mo posto su 181 paesi presi in considerazione dalla Banca Mondiale: nella graduatoria viene dopo Angola, Gabon, Guinea e Sao Tomè e precede Gibuti, Liberia, Sri Lanka e Trinidad. Il dato ha suscitato lo sconcerto maggiore alla fine dello scorso gennaio in occasione dell'apertura dell'Anno Giudiziario e giustifica gli allarmi - l'ultimo dei quali è di oggi - lanciati a ripetizione dal Consiglio d'Europa.

Nel descrivere le cifre del disastro della Giustizia, il primo presidente della Cassazione Vincenzo Carbone spiegò che la classifica internazionale più attendibile sui tempi dei processi non era da ricercare in studi giuridici ma proprio nel rapporto Doing Business che la World Bank stila per fornire indicazioni alle imprese sui Paesi in cui è più vantaggioso investire.

In Italia - stando allo studio - un processo civile dura in media 1.210 giorni; in Germania, che è al nono posto, 394 giorni. La Francia è al decimo con 331 giorni; Il Regno Unito al 24/mo con 404 giorni;la Spagna al 54/mo con 515 giorni.

Nel sud Italia ancora più lenti - Nel Nord Ovest una causa di lavoro dura (in primo grado) 369 giorni, nel Nord Est 609, nel Centro 591 e nel Sud 1031.

Indennizzi - Nel 2008 sono costati più 32 milioni di euro all'erario dello Stato i risarcimenti ai cittadini per la lentezza dei processi, in base alla legge Pinto.

Napoli capitale dei ritardi, Brescia vurtuosa - Il capoluogo campano conduce la classifica dei tribunali più lenti: 11 mila le richieste di 'indennizzò. Segue Roma con 3992, Potenza con 2149, Venezia con 1474, Salerno e Firenze con 1100, Catanzaro con 894, Genova con 793, Catania con 694, Ancona con 666, Milano con 661. Brescia - 'fanalino di cosà in positivo con 561.

Durata media processo in Cassazione - È di 1.140 giorni nel settore civile, 990 se dal calcolo si escludono le cause fiscali. Nel penale si aspettano 266 giorni.

Ricorsi alla Corte Europea per i diritti umani - Dai dati forniti alla fine di gennaio dal presidente, Jean Paul, per l'Italia le cause pendenti sono 4.200 (2.600 relative ai processi-lumaca) contro le 2.500 della Germania e le 1.289 della Gran Bretagna. Nel 2008 la lentezza dei processi è stata la causa di 51 delle 82 condanne inflitte dalla Corte all'Italia.

Ogni giorno rinviati 7 processi su dieci - Il dato, emerso da un rapporto sul processo penale pubblicato nel settembre scorso dall' Eurispes, si riferisce ai motivi più vari: assenza del giudice titolare (12,4%), notifica all'imputato omessa o sbagliata (9,4), problemi tecnico-logistici (6,8), esigenze difensive (6,6), assenza del difensore
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