223 anni fa Luigi XVI di Francia fu ucciso dai repubblicani

21 gennaio 1793

Luigi XVI Re di Francia, Re Cattolico e Martire, fu decapitato dai terroristi rivoluzionari, il 21 gennaio 1793 in Piazza della Rivoluzione, l'attuale Place de la Concorde.

Ricordiamo quello che disse il Re ai francesi prima di essere ucciso:
"Muoio innocente di tutti i crimini che mi sono imputati. Perdono i responsabili della mia morte e prego Dio che il sangue che state per versare non ricada mai sulla Francia".

Una volta abolita la Monarchia, la figura del Re era imbarazzante per i rivoluzionari e quindi la Rivoluzione aveva necessità di liberarsi di lui.
Lo Stato d'animo dell'iniquo processo al Re Luigi XVI è ben espresso dalla frase di Saint Just: "Non vogliamo giudicare il Re, vogliamo ammazzarlo".



In seguito Papa Pio VI lo elevò a martire (Enciclica Quare lacrymae).
Il Papa Pio VI, nell'allocuzione al Concistoro, considerò la morte di Luigi XVI come un vero martirio, poiché la sua morte fu una conseguenza del furore satanico e anti-cattolico della Rivoluzione.

L'uccisione del Re di Francia ci ricorda le atrocità compiute dai rivoluzionari e ci insegna quanto siano violente e sanguinose le origine della repubblica francese. (Vandea)
La brutale morte di Re Luigi XVI è stato l'inizio del perverso percorso della Storia che ci ha portato verso la decadenza nella quale viviamo adesso, una società che spesso va contro la Natura e l'Uomo.

La Rivoluzione francese è il primo radicale tentativo di costruire una "nuova società" dove i capisaldi sono l'odio verso la religione cattolica e la Monarchia, l’annientamento del passato, e il culto della dea ragione, fino ad imporre uno Stato capace di totalizzare la società.
Il "mito della repubblica" ci spinge verso uno stato "totalitario" che pretende di essere l'unica forma di stato in grado di garantire "la felicità degli uomini sulla terra" (cfr. "Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e del cittadino")

La rivoluzione francese, è il primo esempio di repubblica totalizzante, che giustifica l'uccisione, che si autoproclama portatrice di felicità, dove la libertà degli uomini si risolve in mera applicazione della repubblica.

Ci sono forte analogie della rivoluzione francese con il comunismo di stampo sovietico. Ambedue hanno portato ad uno stato totalitario che controlla il popolo con il terrore, uccise le famiglie regnanti, attacchi contro la religione, utilizzo della violenza per purgare la società, ... dalla ghigliottina al Gulag.
D'altronde Lenin considerava il bolscevico come il perfetto giacobino : «La ghigliottina non era che uno spauracchio che spezzava la resistenza attiva. Questo non basta. Noi non dobbiamo solo spaventare i capitalisti, cioè far loro dimenticare l’idea di una resistenza attiva contro di esso. Noi dobbiamo spezzare anche la loro resistenza passiva».

Infine ricordo cose dissero alcuni intellettuali.
Per Balzac : "il giorno in cui abbiamo tagliato la testa del re è come se avessimo tagliato la testa di tutti i padri di famiglia".
Raymond Poincaré :"la morte di Luigi XVI è stato un suicidio collettivo".