Non capisco come napolitano possa permettersi di muovere aspre critiche all’indirizzo dei paesi che non hanno ancora ratificato la Costituzione europea.
Come avevo già scritto in questo post, un capo di stato deve sempre essere molto prudente, in particolare in tema di politica estera, anche perchè non mi risulta che il presidente della repubblica abbia poteri di indirizzo in politica estera.

Il presidente della repubblica italiana - dicendo che "da parte del Regno Unito c'è un atteggiamento “scandaloso” e che la Francia non è sufficientemente coraggiosa - dimentica che con un referendum i francesi hanno rifiutato la Costituzione europea, e che nella società britannica c'è un'avversione largamente diffusa nei confronti dell'Europa.
Il presidente napolitano ignora il più banale principio democratico che quel trattato è stato bocciato da milioni di cittadini europei, ed è molto grave la mancanza di rispetto della scelta di altri popoli europei.

Inoltre in Italia l’entusiasmo europeo è imposto ed amplificato dalla classe politica e dalla grande imprenditoria, ma in realtà gli italiani non sono molto soddisfatti anche perchè con l'entrata in vigore dell'euro tutti sono diventati più poveri.

C'è il grosso problema politico se sia preferibile giungere all'Unione Europea via referendum popolare o via parlamentare, se sia meglio procedere dall’alto verso il basso o viceversa.
Il metodo parlamentare mi sembra una scorciatoia che avvalora la tesi del deficit di legittimità del sistema istituzionale europeo.
Forse solo un referendum popolare può garantire la democrazia in europa e secondo me il trattato europeo dovrebbe comunque sempre passare al vaglio del corpo elettorale.
Purtroppo in Italia succede esattamente l'opposto.

Inoltre diciamo la verità.
Il Trattato europeo è un farraginoso trattato inter-governativo, intricato di diritti e regole, espressione dell'establishment degli "europeisti corretti", in totale dispregio del costituzionalismo liberale.

No a questa UE.
W l'Europa delle Patrie.