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domenica, marzo 29, 2009

Giustizia processi repubblica

La repubblica italiana continua ad accumulare rimproveri da parte della Unione Europea.

Questa volta il consiglio d’Europa bacchetta l’Italia per le lungaggine dei processi e d'altronde chiunque sa quanto i processi in Italia siano lenti.
Il Consiglio d’Europa ci chiede ufficialmente di risolvere questo problema, chiedendo di adottare le necessarie misure per accelerare i processi civili, penali e amministrativi.

E' anche giusto ricordare che la Banca Mondiale aveva stilato una classifica (rapporto Doing Business), nella quale l'Italia si trova al 156.mo posto su 181 paesi, dietro a paesi come Angola, Gabon, Guinea.

Il problema non è la mancanza di leggi (ce ne sono troppe) ma renderle efficaci e farle rispettare. Basta pensare a tutte quelle leggi che poi si sono rivelate inutili.

Piuttosto c'è bisogno di uno stato in grado di risolvere i problemi degli italiani e di una classe politica diversa da quella attuale.

Come si può pensare che lo stesso sistema che ha distrutto il funzionamento della Giustizia possa adottare misure ad hoc per ridurre l’elevato numero di cause pendenti?


ROMA (26 marzo) - Per la lentezza dei processi, l'Italia è al 156.mo posto su 181 paesi presi in considerazione dalla Banca Mondiale: nella graduatoria viene dopo Angola, Gabon, Guinea e Sao Tomè e precede Gibuti, Liberia, Sri Lanka e Trinidad. Il dato ha suscitato lo sconcerto maggiore alla fine dello scorso gennaio in occasione dell'apertura dell'Anno Giudiziario e giustifica gli allarmi - l'ultimo dei quali è di oggi - lanciati a ripetizione dal Consiglio d'Europa.

Nel descrivere le cifre del disastro della Giustizia, il primo presidente della Cassazione Vincenzo Carbone spiegò che la classifica internazionale più attendibile sui tempi dei processi non era da ricercare in studi giuridici ma proprio nel rapporto Doing Business che la World Bank stila per fornire indicazioni alle imprese sui Paesi in cui è più vantaggioso investire.

In Italia - stando allo studio - un processo civile dura in media 1.210 giorni; in Germania, che è al nono posto, 394 giorni. La Francia è al decimo con 331 giorni; Il Regno Unito al 24/mo con 404 giorni;la Spagna al 54/mo con 515 giorni.

Nel sud Italia ancora più lenti - Nel Nord Ovest una causa di lavoro dura (in primo grado) 369 giorni, nel Nord Est 609, nel Centro 591 e nel Sud 1031.

Indennizzi - Nel 2008 sono costati più 32 milioni di euro all'erario dello Stato i risarcimenti ai cittadini per la lentezza dei processi, in base alla legge Pinto.

Napoli capitale dei ritardi, Brescia vurtuosa - Il capoluogo campano conduce la classifica dei tribunali più lenti: 11 mila le richieste di 'indennizzò. Segue Roma con 3992, Potenza con 2149, Venezia con 1474, Salerno e Firenze con 1100, Catanzaro con 894, Genova con 793, Catania con 694, Ancona con 666, Milano con 661. Brescia - 'fanalino di cosà in positivo con 561.

Durata media processo in Cassazione - È di 1.140 giorni nel settore civile, 990 se dal calcolo si escludono le cause fiscali. Nel penale si aspettano 266 giorni.

Ricorsi alla Corte Europea per i diritti umani - Dai dati forniti alla fine di gennaio dal presidente, Jean Paul, per l'Italia le cause pendenti sono 4.200 (2.600 relative ai processi-lumaca) contro le 2.500 della Germania e le 1.289 della Gran Bretagna. Nel 2008 la lentezza dei processi è stata la causa di 51 delle 82 condanne inflitte dalla Corte all'Italia.

Ogni giorno rinviati 7 processi su dieci - Il dato, emerso da un rapporto sul processo penale pubblicato nel settembre scorso dall' Eurispes, si riferisce ai motivi più vari: assenza del giudice titolare (12,4%), notifica all'imputato omessa o sbagliata (9,4), problemi tecnico-logistici (6,8), esigenze difensive (6,6), assenza del difensore
ilmessaggero

giovedì, marzo 26, 2009

politica, repubblica, casta


Con l'entrata in scena del "Movimento per la sinistra", a capo del governatore Vendola, e del "Io Sud", di Adriana Poli Bortone, presto la regione puglia aumenterà il numero di gruppi consiliari, ben 22, un record assoluto per la repubblica italiana.

E questo non basta, perchè si deve aggiungere che otto di questi consiglieri rappresentano solo se stessi.

Questa moltiplicazione delle poltrone avviene per non rinunciare alla lauta indennità intascata da chi veste i panni di capogruppo. In puglia lo stipendio di un capogruppo ammonta a 11mila 237 euro a cui vanno ad aggiungersi rimborsi per 6mila 266 euro.

Nessuno che protesta, nessuna opposizione.
I politici, da veri attori, eseguono il copione che consiste nel far finta davanti alla telecamere di litigare tra loro o di impegnarsi per il bene comune ma quando ci sono di mezzo i loro interessi sono tutti uguali : Ladri!

Neanche in periodo di crisi la casta dei politici è in grado di mettere un freno all'appetito insaziabile di arricchirsi.

L'oligarchia repubblicana non ha limite.
Italiani reagiamo, mandiamoli a casa tutti !!

Gruppi regionali, record nazionale
Sono 21, in arrivo quello della Poli. E otto hanno un solo consigliere

La Puglia allunga il passo. E al diavolo chi punta l´indice sulla casta cinica e bara. Tra le regioni italiane già era quella che aveva il maggior numero di gruppi consiliari: 20. Da martedì, sono 21. Un primato assoluto. Entra in scena il Movimento per la sinistra che fa capo al governatore Vendola e che può contare su quattro consiglieri, compresi lo stesso presidente e l´assessore all´Ecologia Losappio. Il nuovo capogruppo di Rifondazione comunista invece è Pietro Manni, che sarà affiancato da Pietro Mita.

Ma la performance potrebbe addirittura essere ancora migliorata giacché da un momento all´altro vedrebbe la luce il gruppo numero 22: "Io Sud", di Adriana Poli Bortone, che ingaggerebbe due esponenti del Misto, Salinari e Tagliente, e dal Pd, recluterebbe il riformista Stefàno.

Sarà difficile, se non impossibile, fare meglio per le regioni dirette inseguitrici: il Lazio, dove di gruppi ne allineano 19; la Lombardia e il Piemonte, che si fermano tutte e due a 18.
Anche se il record in salsa pugliese potrebbe essere facilmente cancellato qualora le ragioni del portafoglio seguissero quelle politiche. Ma non accadrà che i gruppi si riducano a 9, quanti dovrebbero essere nel caso in cui Pdl e Pd stabilissero di esorcizzare gli inganni. La Puglia precipiterebbe, virtuosamente, al penultimo posto in classifica: preceduta dalla Valle d´Aosta (7), ma prima della provincia autonoma di Bolzano, del Friuli Venezia Giulia, dell´Umbria e della Toscana (10).

Succede piuttosto che il principale partito di centrodestra è diviso in sette gruppi (An, Fi, Democrazia cristiana, Movimento per l´autonomia, Puglia prima di tutto, Nuovo Psi, Udeur) e i Democratici, in cinque (Ds, Margherita, Psdi, Socialisti autonomisti, Primavera pugliese).
Così come è bizzarro che dei 21 gruppi schierati al nastro di partenza, otto sono di consiglieri che rappresentano solo se stessi. E quattro addirittura, non esistono più da quando nel 2005 erano state celebrate le elezioni regionali: il Psdi (Cioce passa al Pd), la Primavera pugliese di Enzo Divella (Giampaolo traghetta nell´Udc e Pentassuglia nel Pd), l´Italia dei valori (Bonasora gioca con la maglia del Pd), i Verdi (Lomelo è assessore alla Pubblica istruzione).


Ma tant´è: la nave va. Qual è il trucco? Non rinunciare alla lauta indennità intascata da chi veste i panni di capogruppo, perfino se c´è il capo, ma non il gruppo. Da queste parti ammonta a 11mila 237 euro: 4mila 971 è il netto, a cui vanno ad aggiungersi rimborsi per 6mila 266 euro. Se i generali senza esercito dovessero recitare esclusivamente il ruolo di soldati semplici, si fermerebbero a quota 10mila 432 euro: 805 in meno.

Dunque, la paura (d´impoverirsi) fa 21. E´, questo, l´ultimo miglior risultato che salta fuori. Nella gara a proposito della composizione dei consigli regionali, il tacco d´Italia non era riuscito ad andare al di là del terzo posto con settanta uomini politici eletti dal popolo sovrano, uno ogni 58mila abitanti. Nel Lazio, che di consiglieri ne ha 71, sono uno ogni 74mila. E in Lombardia (80) sono uno ogni 118mila.

larepubblica

mercoledì, marzo 18, 2009

Re Umberto II




Il 18 marzo del 1983 si spegneva in una clinica di Ginevra, dopo una lunga malattia, Sua Maestà Umberto II di Savoia, Re d'Italia.
Aveva 78 anni di cui 37 passati in esilio.

Ricordiamo che a dare la notizia ufficiale della morte del Re fu il Ministro della Real Casa Falcone Lucifero, il quale precisò che l'ultima parola pronunciata dal Sovrano fu: "Italia".

PS.
Alla repubblica italiana rimarrà per sempre la vergogna di aver lasciato morire Sua Maestà Umberto in esilio.

martedì, marzo 17, 2009

Premio Grinzane, Soria, politica, corruzione

Lo scandalo del premio grinzane cavour illustra, in maniera esemplare, quanto la repubblica italiana sia una oligarchia corrotta.

Anche se è difficile avere fiducia nei confronti della Giustizia, bisogna attendere il lavoro svolto dalla magistratura per conoscere la verità.
Vedremo se si effettueranno le necessarie verifiche a tutte le associazioni ed enti che operano nel campo culturale e dell’enogastronomia che hanno ricevuto contributi da parte degli enti pubblici.
Nel frattempo sembra che il presidente del premio grinzane abbia già ammesso molte accuse e sono state avviate le rogatorie internazionali per ricostruire i flussi di denaro e per trovare il tesoro di Giuliano Soria.

Credo comunque che la politica non possa scaricare sui dirigenti la responsabilità dei controlli sui fondi pubblici.
Lo scandalo del primio grinzane apre uno squarcio inquietudine sulla incapacità o complicità della classe politica, non c'è stato nessun controllo dei fondi pubblici.

Il fatto che ci troviamo di fronte ad un meccanismo totalmente discrezionale nell’erogazione delle risorse lascia sgomenti e dimostra quanto siano corrotta le istituzioni dello stato repubblicano.
Se lo stato non è capace di controllare come sono utilizzati i soldi pubblici chissà quanti altri casi del genere esistono in questa repubblica.

Inoltre si scopre che la corruzione non risparmia nemmeno la Cultura, con il risultato finale che il premio grinzane cavour è finito.

Da quello che si intravede dalle prime dichiarazioni la politica si nasconde dietro il paravento della burocrazia e scarica tutta la colpa solo sul signor soria.
A questo punto una domanda: Chi doveva fare i controlli sul presidente dell’associazione Premio Grinzane di Cavour che da 28 anni riceve cospicui finanziamenti pubblici?

Come sempre succede in questa repubblica, quando c'è il momento di trovare un colpevole non lo si trova mai, il termine "responsabile" è sparito dal vocabolario.

Sta di fatto che gli sprechi e privilegi della classe politica e delle istituzioni continuano a perpetuarsi e non temono sosta neanche di fronte alla grave crisi economica che mette in difficoltà i cittadini.

lunedì, marzo 16, 2009

Festa dell'Italia


Anniversario dell'Unità d'Italia

Il 17 marzo è l'anniversario dell'Unità d'Italia.

La Festa dell'Italia!!

Il 17 marzo 1861, il primo atto del nuovo Parlamento Italiano fu la proclamazione del Regno d'Italia, con capitale a Torino.

In seguito alla votazione unanime del Parlamento, Re Vittorio Emanuele II assunse per sè ed i suoi discendenti il titolo di "Re d'Italia, per grazia di Dio e volontà della nazione".