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sabato, ottobre 19, 2019

La regina Silvia di Svezia in Libano per Mentor Arabia

15 - 17 ottobre 2019

Sua Maestà la Regina Silvia di Svezia è andata in Libano per celebrare  il 25° anniversario della Fondazione Mertor Arabia che è una organizzazione non-governativa che sostiene la responsabilizzazione dei giovani per prevenire comportamenti a rischio.

La Regina Silvia è stata ufficialmente ricevuta dal Presidente libanese e dalla First Lady.

Altro appuntamento è stato la visita all'Università americana di Beirut, dove nella Biblioteca Jaffet dell'Università, la Regina Silvia ha aperto ufficialmente una mostra sulle attività della Fondazione ed ha lanciato Youth Mentoring Platform, una iniziativa congiunta tra Mentor Arabia e università americane a Beirut, che mira a creare un forum di discussione per rafforzare i giovani.

La sera, la regina Silvia ha incontrato il primo ministro libanese Saad Hariri e quindi ha partecipato ad una cena di beneficenza a sostegno della Fondazione Mentore Arabia.

Il giorno successivo la regina Silvia ha visitato la Scuola Renee Moawad dove ha appreso il programma Mentor 4Z istituito per ridurre il comportamento distruttivo e aggressivo nelle aule.

La sovrana svedese ha poi partecipato all'Assemblea generale annuale di Mentor Arabia, e nel pomeriggio ha visitato la Commissione nazionale per le donne libanesi, dove ha partecipato ad una tavola rotonda.

Prima di partecipare ad una cena presso la residenza dell'ambasciatore svedese, la regina Silvia ha incontrare alcuni bambini dell'organizzazione War Child.

Nell'ultimo giorno in Libano la regina Silvia ha visitato l'ambasciata svedese a Beirut, dove ha incontrato lo staff e quindi partecipato ad una riunione presso la sede del Mentor Arabia.

Visto che era la prima visita in Libano, la Regina Silvia ha visitato alcuni dei famosi monumenti di Beirut, come le grotte di Jeita e Byblos, una delle città più antiche del mondo.
Il viaggio si è concluso con una cena ospitata in onore della regina svedese dalla Fondazione Takreem.


 

Il re del Marocco perdona la giornalista accusata di aborto illegale e relazione sessuali fuori dal matrimonio

16 ottobre 2019

Sua Maestà il Re del Marocco, Mohammed VI, ha concesso la grazia alla giornalista Hajar Raissouni incarcerata con l’accusa di “aborto illegale” e “relazioni sessuali fuori dal matrimonio”. 

Hajar Raissouni era stata arrestata il 31 agosto e condannata ad un anno da un tribunale di Rabat.

Il Ministero della giustizia ha annunciato che il provvedimento di clemenza sarà esteso anche al ginecologo e al fidanzato, condannati rispettivamente a due anni e un anno di reclusione, così come all'anestesista e all'assistente medico.

La giornalista, redattrice del quotidiano Akhbar al Yaoum, ha sempre negato di avere abortito, sostenendo di essersi curata per una perdita di sangue interna, testimonianza sostenuta in aula anche dal suo ginecologo. 
La condanna aveva sollevato polemiche nel Marocco, con numerose manifestazioni davanti al Parlamento e raccolte di firme, fino alla decisione presa dal sovrano.

Con un comunicato ufficiale il re del Marocco ha concesso la grazia reale poiché la donna e il suo partner desideravano creare una famiglia in conformità con la legge marocchina, perdono concesso "nonostante l'errore che potrebbero aver commesso". 

Nel comunicato stampa il ministero ha spiegato che il perdono reale "rientra nel quadro della misericordia di Sua Maestà".






La contessa di Wessex sostiene i sopravvissuti alla violenza sessuale in Kosovo

17 ottobre 2019

La contessa di Wessex è stata in Kosovo dove ha incontrato sopravvissuti, famiglie, organizzazioni caritative ed enti governativi sul tema della violenza sessuale a seguito del conflitto nel 1998-1999.

La contessa di Wessex ha visitato il centro di riabilitazione del Kosovo per le vittime di torture, ed ha incontrato sopravvissuti e familiari che hanno partecipato ad un recente studio su come il trauma è passato tra le generazioni.

La contessa di Wessex ha fatto visita al Heroinat Memorial dove ha deposto fiori in ricordo dei "sacrifici fatti dalle donne durante e dopo il conflitto e quindi ha  parlato con i sopravvissuti per ascoltare le loro storie.

La Contessa ha anche partecipato ad una conferenza e nel suo discorso ha detto ai sopravvissuti : "Le loro storie sono strazianti e il loro dolore è ancora così evidente, ma quello che è impressionante è il loro coraggio e determinazione. Non riesco a immaginare quanto sia stato difficile per loro e le loro famiglie ricostruire le loro vite seguendo tali traumi. Per me il loro messaggio era che, nonostante il coraggio che hanno dovuto trovare in se stessi per andare avanti, hanno un disperato bisogno di più aiuto, sostegno e giustizia."

Infine, Sofia ha fatto visita al Palazzo di Giustizia di Pristina per conoscere come il sistema giudiziario del Kosovo sostiene i sopravvissuti e li aiuta a perseguire con successo i loro aggressori.

Il secondo giorno in Kosovo, la contessa di Wessex ha incontrato i leader religiosi, che stanno prendendo provvedimenti per aiutare i sopravvissuti alla violenza sessuale.
In seguito la contessa ha incontrato i soldati britannici schierati nella forza NATO - KFOR per aiutare a sostenere e mantenere la pace nel paese.


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