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martedì, gennaio 21, 2020

La rivista iHOLA! numero 3938 di gennaio 2020

COPERTINA





LA GUERRA DE LA 
INDEPENDENCIA 
DE HARRY 
Y MEGHAN

EMOTIVA DESPEDIDA
 A DONA PILAR 
INFANTA DE ESPANA
 Y PROTAGONISTA 
DE UNA VIDA 
FASCINANTE






227 anniversario della uccisione di Luigi XVI Re di Francia durante la rivoluzione della repubblica francese 

21 gennaio 1793

La repubblica del terrore

Luigi XVI Re di Francia fu ucciso dai repubblicani, il 21 gennaio 1793 in Piazza della Rivoluzione, a Parigi.

Per questi violenti rivoluzionari la figura del Re era imbarazzante e decisero di eliminarlo, basta ricordare una frase espressa da Saint Just durante l'iniquo processo al Re Luigi XVI : "Non vogliamo giudicare il Re, vogliamo ammazzarlo".


Prima di essere ucciso il Re disse ai francesi : "Muoio innocente di tutti i crimini che mi sono imputati. Perdono i responsabili della mia morte e prego Dio che il sangue che state per versare non ricada mai sulla Francia".

In seguito Papa Pio VI elevò il Re Luigi XVI a martire (Enciclica Quare lacrymae), poiché la sua morte fu una conseguenza del furore satanico e anti-cattolico della Rivoluzione.

La rivoluzione francese ci ha portato verso la decadenza nella quale viviamo, che ha forte analogie col comunismo, ambedue ideologia che hanno partorito stati totalitari che controllano il popolo con il terrore, uccidono le famiglie regnanti, attacchi contro la religione, ... la ghigliottina e il Gulag i loro strumenti.

Lenin considerava il bolscevico come il perfetto giacobino : «La ghigliottina non era che uno spauracchio che spezzava la resistenza attiva. Questo non basta. Noi non dobbiamo solo spaventare i capitalisti, cioè far loro dimenticare l’idea di una resistenza attiva contro di esso. Noi dobbiamo spezzare anche la loro resistenza passiva».

Infine ricordiamo cose disse l'intellettuale Balzac : "il giorno in cui abbiamo tagliato la testa del re è come se avessimo tagliato la testa di tutti i padri di famiglia".

Raymond Poincaré :"la morte di Luigi XVI è stato un suicidio collettivo".

lunedì, gennaio 20, 2020

Festeggiato i 30 anni del ritorno della famiglia reale in Romania

18 gennaio 2020

A Bucarest , capitale della Romania, si sono svolte le celebrazioni per i 30 anni dal ritorno della famiglia reale a seguito del crollo del regime comunista.

Sua Maestà Margherita, Custode della Corona di Romania, e la Famiglia Reale rumena hanno partecipato a una serie di eventi per celebrare il ritorno avvenuto nel 1990.
Margherita è stata il primo membro della famiglia reale a poter tornare nel paese 30 anni fa.

La giornata è iniziata al Teatro Nazionale dove hanno partecipato rappresentanti di tutte le organizzazioni di beneficenza sostenute dalla Corona.
La serata c'è stato poi un concerto nell'ateneo rumeno, che è stato trasmesso in diretta sulla stazione televisiva nazionale rumena TVR3.

Al termine del concerto c'è stata una cena di gala nel palazzo reale di Bucarest, che fu la residenza ufficiale dei re di Romania fino al 1947, quando si impose il regime comunista dopo la forzata abdicazione forzata di Re Michele di Romania.
Attualmente la residenza ufficiale della famiglia reale rumena è il palazzo Elisabetta.

Oltre a Sua Maestà Margherita ed al Principe Radu, erano presenti all'evento le due sorelle , la Principessa Sofia e la Principessa Elena, ed anche il Principe ereditario Leka d'Albania e sua moglie, la Principessa Elia.

Sua Maestà Margherita, Custode della Corona di Romania è una delle persone più rispettate in Romania e nel 2018 ha ricevuto il riconoscimento della donna più influente della  Romania.
Inoltre Margherita è Presidente della Croce Rossa rumena.

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