Una partita di calcio si è trasformata in guerra tra bande, le istituzioni hanno trattato con gli ultras, l'Inno d'Italia è stato fischiato dagli spettatori, i vertici dello Stato hanno assistito indifferenti allo spettacolo indecoroso ... La repubblica è morta.

Prima della finale di Coppa Italia Napoli-Fiorentina ci sono stati dei violenti scontri tra tifoseria, con tre feriti per colpi di pistola (uno è gravissimo), ed un ultrà della Roma, anche lui ferito e ricoverato in ospedale con una gamba rotta, è stato arrestato dalla polizia con l'accusa di tentato omicidio.


All'interno dello stadio si è visto le Forze dell'Ordine con il capitano del Napoli,Marek Hamsik, parlare con "Genny ‘a Carogna", capo degli ultras partenopei, per chiedere il permesso di far giocare la partita.
Per chi non lo sappia, "a Carogna" è già stato destinatario di Daspo, ed ha alle spalle vari precedenti giudiziari (fu arrestato per droga). Come se non bastasse "a Carogna" indossava una maglietta con la scritta “Speziale libero”, in solidarietà con la persona che sta scontando una condanna definitiva a 8 anni di reclusione per l'omicidio preterintenzionale dell'ispettore di polizia Filippo Raciti, avvenuta nel derby fra il Catania ed il Palermo del 2 febbraio del 2007.

La povera Alessandra Amoroso è riuscita a cantare l'inno d'Italia nonostante sommersa dai fischi in uno stadio comandato dagli ultrà e con la Polizia impotente. La cantante sembrava recitare un Requiem.

Tutto ciò è avvenuto alla presenza in tribuna di numerosi vertici dello stato, tra i quali il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, del presidente del Senato, Pietro Grasso, del presidente della Commissione Antimafia, Rosy Bindi, che hanno assistito alla partita dimostrandosi quasi indifferenti dinanzi allo sgretolarsi del Paese.

La partita è poi iniziata con 45 minuti di ritardo in un clima surreale, e tutto è stato trasmesso nel mondo. Un'altra vergogna internazionale della repubblica italiana ...

La repubblica è morta, perché lo Stato presente allo stadio nelle massime espressioni si è dimostrato impotente.  E' come se si assiste al funerale di un persona che non si vedeva l'ora che morisse perché indegno di vivere.

Intanto uno stato non tratta mai con gli ultras, e non compie nemmeno l'errore di far ipotizzare l'esistenza di una mediazione del genere. In questa repubblica delle banane invece i vertici della Questura di Roma e i rappresentanti del Prefetto sembra abbiano autorizzato la disputa della finale in accordo con gli ultras.
Questa vicenda fa pensare alla trattativa con la mafia, che i vertici dello Stato con ostinazione negano e per sicurezza hanno anche cancellato certe registrazioni telefoniche ...

Marisa Grasso, la vedova dell'ispettore Raciti ha detto :  "Non ho ricevuto nessuna telefonata di solidarietà, se fosse scappato il morto sarebbero corsi ai funerali"
"È una vergogna": lo stadio in mano a dei violenti e lo Stato che non reagisce, impotente e quindi ha perso".

Non sono un sociologo e non voglio assolutamente difendere gli ultrà, ma il calcio è il riflesso di una stato malato e marcio.
Come il calcio è appannaggio di ultras delinquenti, di calciatori strapagati e operatori che lo fanno solo per conto del proprio portafogli, così lo stato è formato da mafiosi, da politici strapagati e da funzionari che pensano solo ad arricchirsi.

La repubblica ha trasformato l'Italia in un paese in macerie, e non si arriva ad una società così incivile ed assurda per caso o per colpa solo di alcuni violenti che sfogano le loro frustrazioni nella tifoseria.
L'accaduto conferma la profonda decadenza nella quale viviamo.
Fischiare l'inno nazionale significa che manca il collante di amore verso la Patria da parte degli italiani, e le colpe sono delle istituzioni che non hanno certo operato bene in questi decenni. 

La frustrazione dei tifosi è anche quella degli italiani che non hanno più rispetto delle istituzioni in quanto lo stato non è più visto come un amico ma come un nemico, che li ostacola con tasse e che non li tutela.

E' più grave e pericoloso un tifoso violento oppure uno Stato che si dimostra incapace a tutelare gli interessi dei cittadini?

La repubblica è morta perché uccisa proprio da chi dovrebbe difenderla, dal Quirinale fino al più basso livello. E’ stata uccisa dalla sete di potere, dalla disonestà intellettuale e politica, da una incapace e meschina classe politica, adesso comandata "a bacchetta" dai “poteri forti”e banche, per promuovere un sistema degenerato di capitalismo sfrenato, senza regole e privo di umanità, che genera una società malata.

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Requiem della repubblica