La situazione del nostro Paese peggiora sempre di più: l’Italia è declassata, non ci sono segnali di ripresa economica, aumentano gli sprechi ed il debito pubblico, aumenta la povertà tra gli italiani, tassati da uno stato ormai allo sbando.

L'aspetto più pesante, non è la crisi dell'economia, ma la profonda sfiducia nei confronti delle istituzioni che provoca la chiara percezione che il futuro sarà peggiore del presente.

La repubblica, oltre che aver causato la decadenza del Paese, si dimostra incapace di affrontare i problemi, le linee politiche sono contraddittorie e basate solo sui sacrifici degli italiani.

  • Ma come si possono accettare i sacrifici imposti dallo stato repubblicano se è lo stato la principale causa della crisi?
  • Ma perché accettare i sacrifici se non si intravedono gli obiettivi della linea politica?
  • Ma perché gli italiani devono stringere la cinghia se la classe politica continua a difendere i suoi privilegi?
Purtroppo ci si preoccupa di salvare l'euro invece del potere d'acquisto, si difende il globalismo invece della dignità del lavoro, oppure si discute sulla magistratura invece di preoccuparsi della Giustizia.
C'è una pericolosa ambiguità fra mezzi e fini, e la moneta, il globalismo e la magistratura sono dei mezzi non dei fini!

Nel frattempo i tagli ai vertiginosi costi della politica nazionale sono sempre formali o quasi impercettibili.

La Politica e lo Stato dovrebbero essere al servizio del "Bene Comune", una nozione evidente di per sé, poiché questo è il motivo che giustifica l’autorità specifica di tale azione.
Invece in questa repubblica si è sempre difeso il "Bene Comune" solo a parole, e di fatto si è sempre insegnato a pensare ai propri interessi, fino quasi a fregare il prossimo.

Per evitare il peggio, sempre più vicino, è indispensabile mandare a casa la classe politica, formare un nuovo Stato ed una nuova Costituzione.

L'Italia potrà risorgere solo abbandonando questa repubblica corrotta e incapace!