Il 150esimo anniversario della proclamazione del Regno d'Italia (impropriamente considerato dell'Unità d'Italia) era l'occasione per riappacificare il Paese, rileggere la storia italiana senza farsi condizionare dalle ideologie del novecento, sentirsi nuovamente orgogliosi di essere italiani.


Ebbene si è fatto ben poco per andare in questa direzione, anzi si continua a strumentalizzare la storia, dare spazio a forze antirisorgimentali, compiere errori tra i quali spicca quello di dimenticare il fondamentale ruolo svolto da Casa Savoia per la realizzazione dell’Italia.

La Storia recente è sempre scritta dai vincitori, ma il tempo è galantuomo e comunque le strumentalizzazioni e le propagande messe in campo dai vincitori non possono stravolgere la Storia.

Per quanto riguarda la storia dell'Italia, la repubblica non riesce a darsi pace che l'Italia è stata realizzata dalla Monarchia.
Il primo capo di stato è stato Re Vittorio Emanuele II, il primo Tricolore è quello Sabaudo, dal 1861 fino al 1946 lo Stato italiano era il Regno d'Italia, durante il quale si completò l'Unità d'Italia.

Dalla nascita della repubblica incomincia la decadenza…

Ieri il governo, insieme al Comitato dei garanti per le celebrazioni, ha proclamato il 17 marzo festa nazionale ma solo per quest'anno.

Innanzitutto è curioso che ci sia una festa nazionale solo per un anno, ma perché?
La risposta è che questa data è il giorno della proclamazione del Regno d'Italia e quindi la repubblica ha voluto proclamare il 17 marzo festa nazionale solo per l'anno corrente per darle un valore minore rispetto alle altre.

Inoltre la repubblica ha proclamato questa nuova festa nazionale in ritardo (meno di 2 mesi dalla data) non a caso ma apposta per impedire che si possa organizzare in questa data (come si sarebbe dovuto fare, visto che la festa dei 150 anni dell'Unità nazionale cade appunto il 17 marzo) una grande cerimonia invitando capi di stati da altre nazioni.

Evidentemente la repubblica non può autoglorificarsi per il 17 marzo, che è la festa della proclamazione del Regno d'Italia, e quindi questo ritardo gli permette di spostare l'attenzione, soprattutto a livello internazionale, verso il 2 giugno (la sua festa), organizzando una sfarzosa cerimonia.

Insomma in quest’anno delle celebrazioni del 150 anni dell’Unità Nazionale, la repubblica non voleva dare l'esclusiva alla Monarchia e il ritardo gli permette di "pavoneggiarsi".

Al di là del giudizio che si può dare sulla Monarchia, e quindi anche sugli ultimi due Re d’Italia, questo anniversario era l’occasione giusta per accogliere il desiderio di tanti italiani di far rientrare in Italia le salme degli ultimi due re e delle loro consorti.

Era un gesto di pietà ma anche un gesto che rinsaldava la comune appartenenza alla nostra storia italiana.

Purtroppo troppi repubblicani (soprattutto quelli che sono al vertice dello stato e che appartengono alle caste dei politici-intellettuali-giornalisti) hanno mentalità chiuse e pregiudizi nei confronti della Monarchia.

Consapevoli che la repubblica riceve indifferenza dagli italiani e terrorizzati che l'ideale monarchico possa rafforzarsi in Italia, i “repubblicani trinariciuti” impediscono il rientro nel nostre Paese delle salme dei re e regine d'Italia.

Questo gesto invece permetterebbe di legare la Monarchia alla repubblica, un passaggio necessario per ritrovare l'identità nazionale, un valore assolutamente necessario per difendere il Paese in questo globalismo sfrenato.

La repubblica non è mai riuscita a crearsi una dignità tale da farsi rispettare dagli italiani, è una oligarchia che si nutre di ideologie (ormai superate) e scandali, un sistema corrotto che spinge il paese verso la decadenza.

L'Italia riesce ad essere un paese unito e vitale grazie ai valori che ci ha donato la Monarchia.