Re Abdullah II è pessimista per la pace nel Medio Oriente

"La fiducia nella politica non c'è più .... non esiste un reale rapporto economico tra Giordania e Israele, quindi economicamente stavamo meglio prima che mio padre firmasse il trattato di pace."
In una intervista al Wall Street Journal, pubblicato online Lunedì, il Re giordano Abdullah II si lamenta dei rapporti tra il suo paese e Israele, che secondo lui sono scesi in basso come quando suo padre, re Hussein, firmò il trattato nel 1994.

In questi giorni, il processo di pace in Medio Oriente sembra essere a un punto morto e re Abdullah non nasconde di essere frustrato.
"Ho incontrato Benjamin Netanyahu ... l'anno scorso. Ero molto ottimista sulla la pace tra israeliani e palestinesi e tra gli israeliani e gli arabi". "Tuttavia, devo dire, che negli ultimi 12 mesi, tutto quello che ho visto mi ha reso estremamente scettico», dice il re. "E, io credo di essere una delle persone più ottimiste che si trovano nel mondo".

Il sovrano ha anche detto che, quando si incontrerà con il presidente americano Barack Obama, in questo fine settimana, lo spingerà a imporre a Israele le modalità e tempistica per nuovi negoziati di pace con i palestinesi.
Il re inoltre ha espresso la preoccupazione che senza nuovi negoziati ci potrebbe essere la violenza in un prossimo futuro.

"Sul confine israelo-libanese, oggi sembra che ci sia una guerra ogni secondo, sembra ci sia un tentativo da parte di alcuni gruppi di promuovere una terza intifada, che sarebbe disastrosa. Gerusalemme come si sa bene è una polveriera e poi c'è la preoccupazione prevalente sulla azione militare tra Israele e Iran".

"Con tutte queste cose la situazione non è accettabile; se si continua così esploderà il conflitto ed i popoli soffriranno perché ci sarà una guerra".

Il Re ha sottolineato che i prossimi due mesi saranno determinanti per il futuro del Medio Oriente.

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Interview With Jordan's King Abdullah II