Senza dubbio preferivo Grillo quando faceva il comico, adesso che fa l’antipolitico mi è un pò antipatico, interessato soprattutto ad apparire sulle prime pagine dei media.
Le iniziative del postcomico genovese danno risposte sbagliate alla crisi di credibilità del sistema repubblicano ( politica e dei partiti).
Le proposte di legge di Grillo sono essenzialmente tre:
la non eleggibilità di parlamentari condannati, un massimo di due legislature a parlamentare e la loro elezione diretta.

Secondo me le prime due non sono proposte sensate.
Non importa quanto tempo stanno al parlamento i politici ma ciò che conta è la loro capacità.
Se per caso avessimo degli ottimi parlamentari, con questa legge, dopo due mandati dovrebbero lasciare il parlamento.
Ma perchè sostituirli con altri meno bravi se sono validi?

Inoltre se un politico ha un orizzonte di molte legislature, può permettersi di avviare riforme coraggiose.
Un esempio è la riforma delle pensioni: chi si darebbe pena di scontentare tutti oggi, nella consapevolezza che quando, domani, sarà chiaro che era la cosa giusta da fare non potrà più candidarsi e ottenere soddisfazione?
Se un governo sa che lavora per altri, perché mai dovrebbe darsi da fare?

Per quel che riguarda i politici condannati in via definitiva potrei essere d'accordo però solo se avessimo una Giustizia che funziona, ma purtroppo non è così.
In Italia la Giustizia è profondamente malata, la questione morale è giusta solo in teoria, e nel nostro paese la Giustizia è diventata un'arma per eliminare l'avvesario, per conquistare il potere, per fare carriera, per comparire in tv o giornali....

Le iniziative di grillo sono condotte con un populismo che è poco definire sudamericano ed inoltre sono discutibile e perdono di vista il problema e cioè che la Politica (con la P maiuscola) non esiste più, c'è una profonda crisi dei partiti, la spesa pubblica è fuori controllo, lo stato è inefficiente, c'è un enorme spreco ....

Con queste proposte leggi si risolverebbe qualcosa? Ho dei dubbi.

Condivido invece l'ultimo punto, e cioè che i parlamentari non devono essere scelti dai segretari di partito ma devono essere votati dai cittadini con la preferenza diretta.

L'aspetto più inquietante è che se la politica si lascia umiliare da un comico allora significa che non vale nulla.

Anche il qualunquismo ha una sua dignità, ma solo in una paese allo sbando, dove la debolezza della politica raggiunge abissi, le espressioni dell’impotenza civile diventano parole d’ordine con cui fare seriamente i conti nel Palazzo.

La politica diventata ormai spettacolo è messa in crisi da un comico.

Insomma in questa repubblica delle banane l'opinione pubblica ha la certezza che la politica è tutto un magna magna, il Parlamento è il luogo del privilegio, ed è quindi inevitabile che l’antipolitica sia così forte e radicata nella società.

In Italia le istituzioni sono sempre più deboli, la democrazia è più che altro evocata.

Dopo la grande fortuna editoriale del libro La Casta, il caso Grillo è l'ennesimo campanello d'allarme.
Comunque non ha senso deprecare il qualunquismo e antipolitica, urgono risposte coraggiose in tema di regole e di costume politico. Urge assicurare, nella vita interna dei partiti, legalità, trasparenza, democrazia.

Questa repubblica delle banane sta crollando e c'è sempre più bisogno di una rivoluzione.

Per me la Monarchia è una valida risposta.