La Francia considera l'energia un fattore essenziale e vitale e quindi non ha permesso all'ENEL di acquistare il gruppo energetico Gaz de France.
Il primo ministro francese Dominique de Villepin ha affermato che non è protezionismo ma difesa del paese.

Che rabbia e tristezza!
Per quanto riguarda le risorse energetiche, l'Italia dipende completamente dagli altri paesi; non abbiamo petrolio e gas, abbiamo rifiutato di sviluppare l'energia nucleare ma acquistiamo l'energia elettrica prodotta dalle centrali nucleari francesi, importiamo gas da paesi non molto affidabili come russia e libia, strapaghiamo il petrolio dal mondo islamico che ci è nemico, non abbiamo una strategia credibile per il futuro.

La Francia per difendere l'indipendenza energetica non ci ha pensato due volte a violare le regole europee sulla concorrenza e sul libero mercato.
Al contrario la repubblica italiana non si pone neanche il problema vitale dell'approvvigionamento dell'energia senza la quale non si ha sviluppo, per colpa degli enormi errori compiuti durante questa repubblica siamo in ginocchio a chiedere gas e petrolio agli altri paesi.

Basterebbe questo per condannare la repubblica italiana!

Il primo ministro francese Dominique de Villepin si difende dalle accuse di protezionismo. Dopo la fusione di Suez con Gaz de france, parla al quotidiano Ouest-france: "Difendere gli interessi vitali di un paese, non vuol dire elevare delle barriere, bensì vuol dire dotarsi degli strumenti validi per difendere nelle migliori condizioni i nostri interessi e quelli dell'Europa. La prima responsabilità di un governo consiste nel garantire le capacità di investimento, di produzione e di approvvigionamento del paese. La nostra indipendenza energetica è una posta strategica maggiore; quindi il governo è nel suo diritto quando mobilita le proprie forze per preparare l'avvenire".

estratto da web http://www.repubblica.it/2006/b/sezioni/economia/enel/fusionefra/fusionefra.html